GP SOCHI: l'analisi della gara

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La Mercedes che si è vista a Sochi è stata dannatamente veloce nel ritmo impresso sia in qualifica e sia soprattutto in gara. Inavvicinabile purtroppo per tutti, Ferrari compresa.
Il tracciato di Sochi ha esaltato le caratteristiche meccaniche, aerodinamiche e motoristiche della W07 Hybrid; la nuova arma del fortissimo Team tedesco ha dimostrato uno strapotere che mai, in questo inizio di mondiale, si era ancora visto. 
Il grande gap creatosi tra Mercedes e gli altri Team è merito soprattutto della Power Unit anglo-tedesca, unita motrice che grazie alle sue fantastiche prestazioni ha fatto svegliare dal profondo letargo anche il team Williams. L’unica nota negativa in questo inizio di mondiale per il Team di Stoccarda sono i molteplici problemi di affidabilità alla Power Unit che sta colpendo principalmente la vettura del campione del mondo Lewis Hamilton. C’è però da sottolineare che questa super gara di Rosberg non è stata esente anche per lui da problemi di natura tecnica; infatti il pilota tedesco ha sofferto di un fastidioso problema alla MGU K, rallentandone il ritmo per vari giri.
Da un punto di vista puramente tecnico, il circuito di Sochi è molto faticoso per il motore elettrico MGU-H, in quanto si riesce a recuperare una quantità molto alta di energia elettrica (circa 3.500 kJ) rispetto a quella recuperata tramite l’MGU-K (circa 1000 kJ). 
Noi di FUnoAnalisiTecnica pensiamo che il Team Mercedes sia ancora un passo avanti rispetto a tutti gli altri motoristi nella capacità di recuperare energia elettrica soprattutto da MGU-H, poi successivamente trasferita a MGU-K senza essere immagazzinata nella batteria. Ricordiamo che tale pratica fa parte del gran vantaggio acquisito da Mercedes già dal 2014 potendo disporre di una 40ina di CV extra (oltre i 120 KW) da utilizzare sul singolo giro.
Per chi conosce bene il regolamento tecnico saprà ovviamente che l’energia elettrica recuperabile tramite il sistema MGU-H è illimitata, a differenza di quella recuperata dal sistema MGU-K, limitata a 2 MJ/giro. Al tempo stesso l’energia immagazzinata nelle batterie non può superare i 4 MJ a giro di differenza tra carica minima e massima del sistema di stoccaggio.
E’ chiaro che più si riesce a sfruttare il motore elettrico MGU-H come generatore e più la vettura ha come garanzia quel surplus di potenza extra alla componente “K” oltre a quei 4 MJ/giro previsti dal regolamento.
Dopo questa premessa che va a spiegare uno degli aspetti che rende Mercedes la squadra da battere, ritorniamo all’analisi vera e propria della gara. 

Lap Analisys

LAP ROS RAI HAM BOT
1
2
3
4 1:42,015 1:44,375 1:43,796 1:43,482
5 1:42,714 1:42,833 1:42,877 1:42,629
6 1:42,562 1:42,889 1:42,707 1:43,066
7 1:41,884 1:44,820 1:43,102 1:43,366
8 1:42,499 1:42,708 1:42,718 1:42,958
9 1:42,197 1:42,885 1:42,684 1:42,572
10 1:42,092 1:42,559 1:42,582 1:42,596
11 1:42,044 1:42,519 1:42,565 1:42,648
12 1:41,624 1:42,842 1:42,667 1:42,624
13 1:41,454 1:42,773 1:43,473 1:42,893
14 1:41,445 1:42,512 1:42,550 1:42,913
15 1:41,364 1:42,917 1:43,003 1:43,218
16 1:41,624 1:43,360 1:43,148 1:47,971
17 1:42,599 1:42,376 1:46,379 2:02,538
18 1:42,147 1:42,343 2:03,251 1:42,546
19 1:41,978 1:42,203 1:41,260 1:44,274
20 1:42,295 1:46,431 1:41,170 1:42,332
21 1:46,404 2:02,235 1:41,567 1:42,702
22 2:01,503 1:41,709 1:41,473 1:42,400
23 1:41,540 1:41,692 1:41,540 1:42,297
24 1:41,191 1:41,578 1:40,922 1:41,966
25 1:41,193 1:41,735 1:41,468 1:42,209
26 1:41,299 1:41,535 1:41,115 1:42,060
27 1:40,970 1:41,296 1:41,197 1:42,229
28 1:40,986 1:41,782 1:40,648 1:41,996
29 1:41,250 1:41,414 1:40,897 1:42,025
30 1:41,101 1:41,666 1:40,969 1:42,118
31 1:41,778 1:41,684 1:40,753 1:41,966
32 1:42,395 1:41,763 1:40,849 1:41,813
33 1:41,951 1:41,620 1:40,741 1:41,930
34 1:40,869 1:41,826 1:40,817 1:41,860
35 1:41,515 1:41,797 1:40,869 1:42,530
36 1:40,450 1:41,638 1:40,266 1:41,399
37 1:39,616 1:41,533 1:40,756 1:41,159
38 1:39,963 1:42,183 1:41,394 1:41,271
39 1:40,284 1:41,179 1:41,801 1:41,604
40 1:40,386 1:41,162 1:41,633 1:41,435
41 1:41,042 1:41,139 1:41,325 1:41,422
42 1:41,489 1:40,721 1:41,520 1:41,468
43 1:40,666 1:40,674 1:41,086 1:41,405
44 1:40,872 1:40,398 1:41,185 1:41,617
45 1:41,313 1:40,300 1:40,915 1:41,422
46 1:41,118 1:40,640 1:40,515 1:41,579
47 1:41,649 1:40,101 1:41,100 1:41,765
48 1:41,093 1:40,961 1:41,608 1:41,805
49 1:40,632 1:40,825 1:41,500 1:42,168
50 1:39,798 1:41,235 1:41,345 1:42,134
51 1:39,797 1:41,674 1:41,633 1:42,471
52 1:39,094 1:41,651 1:42,420 1:42,464
53 1:39,940 1:43,900 1:44,488 1:43,071
Nel primo stint di gara Rosberg è riuscito ad aprire un gap veramente elevato rispetto al gruppo di tre piloti che lo inseguiva anche se c’è subito da sottolineare il fatto che Bottas ha sicuramente rallentato il ritmo sia di Lewis Hamilton che di Kimi Raikkonen. Il pilota finlandese della Ferrari era riuscito a scavalcare in modo portentoso il connazionale della Williams già in partenza ma poi al restart dopo la Safety Car, non è riuscito a resistere all’attacco a causa della velocità troppo elevata della FW38. Il grande problema in questo restart non è stato Kimi Raikkonen ma sono state le Pirelli montate sulla SF16-H che in tutto il weekend russo hanno fatto enormemente fatica a entrare nel giusto range di temperatura di funzionamento. Raikkonen ha fatto di tutto per scaldare le gomme correttamente, ma non è bastato; in uscita dall’ultima curva un fastidioso slittamento degli pneumatici posteriori, accoppiato all’effetto scia, ha causato il successivo facile sorpasso di Valteri Bottas.

Successivamente, nel tentativo di attaccare Bottas, Raikkonen ha commesso un piccolo errore in curva 5 arrivando leggermente largo, con il conseguente sorpasso di Hamilton ai danni del pilota finlandese. Se Raikkonen nei primi giri non è riuscito ad infastidire troppo il pilota della Williams, ciò lo si può dire anche per Lewis Hamilton nei giri successivi al sorpasso su Kimi nonostante la superiorità della W07 Hybrid sulla FW38.

Un grosso degrado agli pneumatici posteriori ha causato il primo pit stop tra i top driver; a fermarsi è stato Bottas con la sua FW38 che nell’ultimo giro cronometrato prima di entrare ai box aveva girato sul 1:43 contro il 42 basso di Rosberg e Raikkonen.

Al giro successivo si è fermato Lewis Hamilton, strategia utile per evitare di portare il pilota inglese troppo lontano dalla prima guida Williams, scelta azzeccata dato che il campione del mondo è riuscito poi a superare in pista piuttosto agevolmente Bottas.

Invece sia Rosberg che Raikkonen non hanno mostrato forti segnali di decadimento prestazionale; per veder ciò basta osservare i tempi in basso, dove si nota che entrambi i piloti hanno girato su tempi molto molto costanti. Ed è stata proprio la costanza di quest tempi, unita ad un piccolo errore da parte di Bottas durante il sorpasso subito da Hamilton, che ha permesso a Raikkonen di sopravanzare il pilota della Williams nonostante abbia effettuato il pit stop 4 giri dopo.

Se andiamo ad analizzare interamente questo primo stint vediamo che Rosberg ha girato su un passo di 9 decimi più veloce rispetto a Bottas, Raikkonen ed Hamilton. 9 decimi non totalmente veritieri soprattutto nei confronti di Hamilton e Raikkonen in quanto rallentati nel passo dal pilota finlandese della Williams.
Nel secondo stint, sul compound più “duro” per i top driver, quello soft, sia Hamilton che Raikkonen hanno potuto girare sul proprio ritmo reale. Fino al giro 37 il passo di Hamilton è stato più veloce rispetto a quello di Rosberg in quanto il pilota tedesco stava gestendo un fastidioso problema al motore elettrico MGU-K oltre ad aver avuto qualche problema di troppo nelle fasi di doppiaggio. Ma appena Hamilton si è portato ad un distacco di soli sette secondi dai box è arrivato quel messaggio che il pilota inglese non voleva sentire: il team ha infatti chiesto a Lewis di rallentare per non ampliare un importante problema al motore endotermico (pressione del circuito di raffreddamento). Un problema che sembra essere reale anche alla luce delle voci post gara che vorrebbero Hamilton a rischio sostituzione del motore a combustione interna nel prossimo Gran Premio in Spagna.

Anche in questo secondo stint il pilota con il passo migliore è stato Rosberg che è riuscito a girare con un ritmo migliore di 3 decimi rispetto al compagno di squadra e di 5 decimi nei confronti di Raikkonen. Rosberg ha dato però l’impressione di non aver spinto proprio al massimo pur dimostrando in alcune fasi dello stint il reale potenziale della W07 Hybrid girando per ben 6 volte sul ritmo del 1:39, cosa mai fatta ne da Hamilton e nemmeno da Raikkonen.

Medie Stint

1°STINT DIFF. 2°STINT DIFF.
ROS 01:42,032 00:00,000 01:40,879 00:00,000
RAI 01:42,932 00:00,901 01:41,326 00:00,447
HAM 01:42,913 00:00,882 01:41,184 00:00,305
BOT 01:42,914 00:00,882 01:41,995 00:01,117

Molto buone le prestazioni della McLaren che ha portato a casa degli importanti punti sia con Alonso che con Button anche grazie ad importanti disgrazie altrui (Vettel, Perez e le due RedBull su tutti). Il motore Honda, aspettando novità che potrebbero arrivare a breve in pista, ha però dimostrato di essere ancora molto indietro rispetto alle Power Unit concorrenti, accusando un grosso gap di potenza. Oltre a ciò c’è anche da sottolineare un altro problema che è il poco efficiente recupero di energia (parte ibrida comunque migliorata rispetto alla versione disastrosa del 2015) che ha come conseguenza, lo “stressare” oltremodo l’endotermico aumentando così i consumi di carburante. Secondo Boullier questo problema di consumi ha fatto perdere ad Alonso circa 50 secondi nell’arco di tutta la gara. Per chi non lo sapesse Sochi è un circuito molto esigente per il consumo che come sappiamo è limitato in gara a 100 kg.  Un po tutti i piloti hanno adottato strategie di fuel saving ma in special modo i due piloti motorizzati Honda. Osservando i camera car è possibile notare che facevano del  Lift and Coast, strategia che consiste nel lasciare l’acceleratore qualche secondo prima delle staccate sfruttando l’inerzia della vettura prima di arrivare alle staccate. 

Concludendo, sicuramente questo è stato il Gran Premio in cui la W07 ha passeggiato maggiormente, dove abbiamo visto una Ferrari e tutti i suoi principali attori quasi increduli dinanzi a tale dominio. Ma cosi come in Cina avevamo parlato di condizioni particolarmente favorevoli al Team RedBull, si può dire la stessa cosa per il Team Mercedes in questo Gran Premio di Russia a Sochi. Le basse temperature ambientali, accoppiate ad un asfalto poco abrasivo e ad un circuito stop & go che esalta le vetture con un sistema ibrido molto efficiente, hanno forse falsato il distacco reale che c’è tra il Team di Stoccarda e il Team con sede a Maranello. Se nei Gran Premi precedenti abbiamo parlato di un gap tra Mercedes e Ferrari che poteva aggirarsi attorno ai 3-5 decimi, ciò non si può dire per questo ultimo appuntamento. Un gap che è sicuramente salito ma che tornerà molto probabilmente ad abbassarsi nel prossimo Gran Premio al Montmelò di Barcellona. 

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