Formula 1

Steiner mette in vetrina la Haas

Non è una stagione felice quella della Haas. Il team americano ha dovuto affrontare diversi momenti critici in questi ultimi sei mesi. A partire da un rapporto controverso con lo sponsor principale, Rich Energy, per finire alla continua litigiosità della coppia di piloti che, quando possono, se le suonano in pista senza il benché minimo spirito di preservazione aziendale. Come se non bastasse, a peggiorare un quadro a tinte fosche, c’è anche la crisi tecnica che la scuderia sta affrontando senza dare l’impressione di aver cavato il ragno dal pertugio. Tant’è che l’equipe diretta da Rob Taylor, per provare a svoltare dopo aver introdotto una serie di novità tecniche che hanno addirittura peggiorato le performance della VF-19, ha deciso di congelare ogni step evolutivo propostogli dal capo degli aerodinamici Ben Agathangelou e ritornare alla versione della monoposto utilizzata in Australia per l’esordio nel mondiale 2019. Steiner mette in vetrina la Haas per far sì che non si ripeta una stagione molto deludente quale è quella in corso.

Una confusione generalizzata che spesso è sfociata in team radio del buon Gunther divenuti ormai dei grandi classici nel mondo della Formula Uno. Naturalmente questo scenario non poteva non sortire effetti negativi su un classifica veramente deficitaria, quasi inaccettabile a fronte delle risorse investite e considerando la stretta collaborazione con la Ferrari. La Haas, difatti, versa in un’anonima penultima piazza con al sola derelitta Williams ad evitare l’onta dell’esser fanalino di coda del gruppo. Magrissima consolazione.

Viene da sè, in queste condizioni, che il team possa perdere l’appeal tra tecnici che potrebbero essere ingaggiati e, soprattutto, tra i piloti che, in un caldo agosto di mercato, si guardano intorno alla ricerca di sedili liberi. E la cosa non è di secondo conto perchè Haas un driver che porti in dote uno sponsor munifico di certo non lo snobba. Considerazione che prende ancora più valore se partiamo dall’assunto che sia Romain Grosjen che Kevin Magnussen sono sulla graticola, con la riconferma tutt’altro che probabile.

Stainer, insomma, deve fare da pompiere ed ha l’obbligo di mostrare una Haas in piena salute. Cosa che per il momento non corrisponde al vero ma che potrebbe verificarsi l’anno prossimo in virtù di una base progettuale più solida. “Ci sono diversi top driver interessati a guidare per noi” ha riferito il team principal di Merano al giornale danese Ekstra Bladet. “Abbiamo incontrato diverse difficoltà quest’anno e non tutti capiscono che stiamo facendo enormi sforzi per superare il momento. Molto piloti prendono ancora in considerazione l’idea di guidare per noi perché abbiamo una grande squadra. Se i piloti vengono continuamente da noi perchè interessati al nostro team vuol dire che non siamo morti. Ci sono diverse sfide da affrontare per il futuro – ha chiosato Steiner e sappiamo di poter crescere nonostante il momento di difficoltà“.

Dal mondo Haas filtra quindi ottimismo nonostante l’evidente momento di appannamento. Un ottimismo che può anche essere letto come una necessità di mettersi in vetrina col fine di attirare quei piloti di cui Gene Haas e staff hanno bisogno per la prossima annata che sarà cruciale. Perchè, considerata la floridezza del mercato statunitense, un altro campionato fallimentare non potrà essere tollerato. E di certo non sarebbe apprezzato da Liberty Media che spinge affinché altri team “made in Usa” facciano capolino in Formula Uno.

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto:
Alessandro Arcari – @berrageizf1
Haas F1 Team

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Pubblicato da
Diego Catalano