Carey: “Ibrido della Formula uno il più efficiente al mondo”

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Chase Carey, ceo Liberty Media

“Il motore ibrido di Formula Uno (conosciuto come le power unit) è il più efficiente al mondo e ha un ruolo cruciale nella risoluzione del problema dell’inquinamento ambientale”. Sono queste le parole entusiaste (che ci creda o no) di Chase Carey, presidente della Formula Uno, sulla componente simbolo della rivoluzione attuata nel 2014 in Formula Uno, nel corso di un’intervista rilasciata di recente e tutta centrata sull’ambiente.

La nuova Formula Uno, che piaccia o no, ha una sorta di stella polare politicamente corretta: contribuire a ridurre le emissioni globali di CO2. Poco conta che, ancora oggi, la comunità scientifica non abbia del tutto chiare tutte le dinamiche atmosferiche del nostro pianeta e il cosiddetto effetto antropico (quanto l’uomo incide in queste dinamiche). In ogni caso, produrre propulsori sempre meno inquinanti ed efficienti è di per se un valore, e su questo non ci piove.

Per Carey non esiste una sola risposta ai problemi ambientali: “Noi pensiamo che le tecnologie dei motori e dei carburanti ibridi potranno giocare un ruolo importante, di primo piano, nel risolvere i problemi legati alle emissioni nocive derivanti dai combustibili fossili. Pensiamo che così potremo avere più soluzioni efficaci”. E precisa meglio il suo ragionamento con un occhio di riguardo alla propulsione totalmente elettrica: “Io penso che le soluzioni per le questioni ambientali debbano essere multiple e non univoche.  Anche se apprezzo il fatto che il ritorno dell’elettrico abbia attirato l’attenzione generale,  ritengo che anch’esso farà parte del ventaglio di soluzioni, tuttavia anche l’elettrico presenta problemi come quelli legati allo smaltimento delle batterie”

Ferrari SF90 2019

Storicamente, la Formula Uno, nella sua evoluzione, è via via diventata la palestra per soluzioni tecnologiche (ovviamente nel versante dei trasporti) che poi hanno interessato la produzione di serie. Motori turbo, 16 valvole, sistemi frenanti, sospensioni, elettronica e via discorrendo. Tuttavia, con il 2014 è accaduto qualcosa di inedito. La governance della Formula Uno ha scelto, politicamente, di seguire la serie imponendo l’ibrido (tecnologica che a livello stradale esisteva già da un pezzo). Un inversione di causa-effetto, nella sostanza.

Le motivazioni sono più o meno valide e nobili. Se ne può discutere a lungo. Certo, il risultato è stata una power unit che è un gioiellino tecnologico. Restano tuttavia grandi interrogativi: può davvero essere implementata nelle auto di tutti i giorni? L’impressione del sottoscritto (e di persone che ne sanno molto di più del vostro cronista) è che, forse, resterà un puro esercizio di stile: vuoi per le tante parti che la compongono, vuoi per il costo elevatissimo delle sue componenti e vuoi per le specificità delle corse. E poi c’è l’altro capitolo: un regolamento che certamente mortifica e castra queste power unit.

Ma questo è, ovviamente, un altro discorso.

Autore: Mariano Froldi  – @MarianoFroldi

Foto: Alessandro Arcari @BerrageizF1

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