Ferrari: Da Singapore con furore…

Che liberazione poter cantare l’inno di Mameli per la terza volta di fila. Che bellissima emozione vedere una Rossa nuovamente in cima al gradino più alto del podio. Da Singapore con furore ed è quasi un sogno ad occhi aperti. Eppure è realtà: nessuna finzione, nessuna vittoria per eventi fortunosi, nessun trucco o inganno. Semplicemente la SF90 negli ultimi tre Gran Premi si è dimostrata in grado di lottare per la vittoria. La collaborazione di Vettel nel rallentare Hamilton in Spa, l’elevata potenza del motore Ferrari a Monza e un pacchetto aereodinamico che ha funzionato molto bene a Marina Bay, gli ingredienti vincenti di una ricetta ritrovata. Quella per la vittoria.

La Ferrari dopo la pausa estiva ha convito, emozionato, e fatto la differenza in campo rispetto alla concorrenza. Abbiamo trascorso più di mezza stagione parlando dei problemi progettuali e della scarsa nell’affidabilità della SF90. Ora, per la seconda metà del 2019, dobbiamo convincerci che le cose sono decisamente cambiate. Da Singapore con furore, quindi. Ma è il momento di fare dei conti. A Spa, pista dove il motore ha forte incidenza, la SF90 offre una prestazione sopra le righe. A Monza arriva il bis e, anche grazie al concetto low drag della vettura Italiana, le rosse di Maranello dimostrano di avere la maggiore velocità in griglia.

Se in Belgio e Italia la SF90 era, almeno sulla carta, una delle favorite, non possiamo certo dire lo stesso di Singapore. Probabilmente nessuno di noi avrebbe scommesso un euro su una Ferrari vincente a Marina Bay, dato le peculiari caratteristiche tecniche del tracciato. Questa tappa del mondiale, che si svolge in un lungo e tortuoso cittadino, era in teoria una tra le piste più ostiche per la filosofia della monoposto italiana. Tanto grip meccanico, ottima trazione e capacità di mandare in temperatura le gomme anteriori, sono gli ingredienti base per ottenere una buona performance. Alla vigilia nessuno avrebbe mai immaginato potessero essere nella pentola della cucina di Maranello.

Ed invece no!

Singapore sling
Sebastian Vettel vince il Gran Premio di Singapore 2019

Dopo un venerdì speso a capire il migliore assetto da impiegare, le qualifiche del sabato non hanno lasciato scampo agli avversarsi: ad imporsi con un giro magistrale è stato Charles Leclerc, anche se la sensazione è stata quella di una pole sfuggita al compagno Sebastian. La performance che il tedesco sfodera nel primo tentativo è ottima ma, purtroppo per lui, non è in grado di ripetersi più tardi con la pista migliorata di qualche decimo. Passato alla gara parliamo di una lavoro perfetta per le due Ferrari, dimostrando una superiorità netta mai messa in discussione dagli avversari. Hamilton, durante le primissime fasi di gara, ha provato a rimanere attaccato al posteriore della SF90 di Charles, ma in trazione e velocità il ferrarista riusciva sempre a scappare via.

Di fatto l’inglese non è mai riuscito a mettere le ruote al fianco della vettura del monegasco. Il team di Maranello, facendo rientrare prima la rossa n.5 di Sebastian, ha giocato a difendere la prima posizione di Leclerc. Il tedesco, rientrato con le Hard nuove, ha impresso un ritmo incredibile tanto da riuscire a guadagnare oltre 4 secondi in un giro. Vantaggio che gli ha permesso di effettuare un clamoroso undercut su Leclerc, rientrato un giro dopo. Poco dopo è la volta di Hamilton a rientrare ai box. A quel punto, con Sebastian in testa alla gara seguito dal compagno di squadra, Lewis torna in pista in quarta posizione,addirittura dietro Verstappen. Questo risultato si è mantenuto fino alla fine.

Ferrari: Da Singapore con furore...
Charles Leclerc si congratula a fine gara con Sebastian Vettel

Inutile polemizzare: la Ferrari ha giocato di squadra e ha vinto. Una doppietta meravigliosa, su un circuito dove mai nessun team era riuscito nell’impresa. Ci riesce la Ferrari eclissando la Mercedes “solamente” quarta con Hamilton e quinta con Bottas.

Certo che portare sul podio come rappresentante del team Rueda non ha certo smorzato le polemiche, essendo Iñaki il responsabile delle strategie. Come a dire: “Fenomenale strategia quella sosta al giro 20. Da terzi siamo passati primi battendo… il compagno di squadra”.Ma tant’è, è pur sempre da Singapore con furore il risultato di questa domenica di Formula Uno. Per carità, ora nessun ferrarista deve di gridare al miracolo. La SF90 non vincerà tutte le gare che rimangono nel campionato. 

I giochi per i due titoli sono chiusi da tempo (anche se la matematica ancora non condanna il team di Mattia Binotto). Improvvisamente la Mercedes non sparirà dalla scena, ma resta comunque evidente che da Maranello il passo in avanti è arrivato. Con questo step, i tecnici della storica scuderia, potrebbero aver trovato la quadra della macchina, potendo sfruttare al meglio gli pneumatici Pirelli. Aspettiamo Sochi per la verifica, ma nel frattempo, gli ultimi aggiornamenti in termini di motore ed aerodinamica, hanno funzionato davvero bene. Che bello vedere Sebastian sventolare, durante l’inno di Mameli, uno stendardo con su scritto “Essere Ferrari”. Ed ancora più bello è stato vederlo cantare l’inno tedesco e quello italiano con gli occhi lucidi. 

Ferrari: Da Singapore con furore...
Sebastian Vettel festeggia sul podio di Singapore

Non rinnego certamente quanto detto qualche mese fa: la parabola di Sebastian in Ferrari per me è terminata. In un mondo ideale lo strapotere Mercedes potrebbe finire con una vittoria del titolo piloti proprio per mano di Vettel. Perché il ragazzo lo meriterebbe, per il cuore e l’amore che ci ha messo in questi quasi 5 anni da ferrarista. Mai una parola contro il team, sempre pronto ad assumersi le proprie responsabilità, e grande uomo squadra. E’ mancato nel momento più importante, quando la concorrenza era a pari livello e la macchina era all’altezza di vincere. Sempre nel mondo ideale, dopo la vittoria del titolo a sogno realizzato, ecco l’annuncio del ritiro dalle competizioni, lasciando la strada spianata ad un affamato Leclerc, pronto ad aprire un nuovo ciclo.

Nessuno può prevedere cosa riserverà il 2020, ma senza grandi novità dal punto di vista regolamentare, è difficile immaginare una Mercedes in calo. Di certo se la Ferrari continuerà con il trend positivo degli ultimi Gran Premi, immaginare un 2020 come il 2018 non è difficile. Forse però sembra più facile che l’anno di svolta per la Rossa e per Leclerc possa essere il 2021, dato la rivoluzione tecnica in atto che potrebbe mischiare le carte in tavola.

Se non altro, nel frattempo, ci siamo divertendo tanto. Perché è giusto che in questo cielo tinto di grigio Mercedes, ogni tanto ci sia pure un bagliore Rosso Ferrari.

Dalla Cina ehm… da Singapore con furore, passo e chiudo!

Autore: Federico Vicalvi 

Foto: F1Ferrari

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