Formula 1

Hamilton o Schumacher? Per Irvine il più grande è Lewis

Lewis Hamilton e Michael Schumacher si sono confrontati in pista per tre anni, anche se generalmente vengono riconosciuti esser piloti legati ad ere sportive diverse. Quando, nel 2007, il britannico debuttava sulla McLaren sfiorando il titolo mondiale, il tedesco si era appena congedato dalla Ferrari ed aveva dato addio, temporaneamente, all’attività in pista. Nel 2010, non senza sorprese, il Kaiser decise di rimettere tuta, casco e guanti e accettò lo sfida della nascente Mercedes che guidò per tre stagioni, dal 2010 al 2012. Con fortune alterne e pochissime soddisfazioni considerando la fatica che fece nel tenere testa all’arrembante Nico Rosberg. Una cosa che non deve sorprendere: quattro anni di stop, quando il livello della competizione è altissimo, sono tanti. Inoltre la F1 era cambiata radicalmente e il pilota, ormai quarantunenne, faticò ad adattarsi ad un contesto drasticamente mutato rispetto al 2006. Quando Schumacher riprendeva l’attività, Hamilton arrancava con una McLaren in costante parabola discendente. E proprio questo fattore indusse il britannico a mollare Woking e il pigmalione Ron Dennis per accasarsi in Mercedes proprio in luogo del sette volte iridato che avrebbe detto definitivamente addio alla Formula Uno. Un passaggio di testimone che il tempo ha narrato essere stato emblematico: il pilota più titolato e vincente di sempre che consegna l’abitacolo al driver che l’anno prossimo potrebbe infrangere tutti i record fatti segnare del fuoriclasse di Kerpen.

Schumhamilton

Sebbene, dunque, i due abbiano condiviso alcuni anni di attività, possono essere a pieno titolo ritenuti piloti afferenti ad epoche motoristiche diverse. E fare paragoni risulta sempre opera ardua e che spesso scade nell’irriverente. Troppe le variabili che intercorrono nel giudizio: monoposto a disposizione, contesto tecnico, livello medio degli avversari, lunghezza dei calendari, numero di partecipanti, evoluzione regolamentare che stravolge le vetture almeno ogni lustro e via dicendo. Ecco perchè fanno sorridere quei confronti ritenuti scientifici che si fondano, invero, su gusti personali che, in quanto tali, sono totalmente soggettivi.

Ovvio, alcune macrocaratteristiche in possesso di dati driver possono essere tra esse confrontate. Ed è ciò che ha fatto Eddie Irvine che ha voluto mettere a paragone la carriera di Michael Schumacher e quella di Lewis Hamilton. L’irlandese ha rilasciato parole che di sicuro faranno sobbalzare gli aficiondos di sua maestà il Kaiser. “Hamilton è il miglior racer della storia” ha sentenziato l’ex Ferrari ai microfoni della televisione tedesca RTL. “Lewis è molto migliore di Michael nei duelli ruota a ruota. Ma non solo: è più forte anche di Senna nel corpo a corpo. Inoltre raramente si lascia coinvolgere in incidenti ed è anche tra i più corretti. Schumacher, nell’arco della sua carriera, ha commesso molti più errori di Hamilton“. Un giudizio lapidario quello dell’irlandese che, va ammesso, conosce molto bene il tedesco avendo condiviso con lui il box per ben quattro annate, dal 1996 al 1999. Un parere che arriva da un uomo che spesso e volentieri ha speso grandi complimenti per l’ex Benetton. Non parliamo, dunque, di un osservatore preconcetto, ma di un puro ammiratore di Schumacher che, evidentemente, intravede in Hamilton doti addirittura superiori a quelle del sette volte iridato.

Il vicecampione del mondo 1999 ha però sottolineato come Michael sia stato imbattibile in un fondamentale: “Sul giro secco in gara Schumy è stato il migliore di tutti i tempi. Per velocità pura nessuno è stato in grado di raggiungerlo. Essere stato al suo fianco è stato incredibile oltre che un privilegio. A volte, guardando i dati della sua telemetria, mi chiedevo come potesse essere così veloce“.

Eddie Irvine

Le parole di Irvine non fanno altro che confermare che un confronto tra esponenti di epoche diverse è arduo e, forse, ingiusto. Nella stessa intervista emergono infatti incongruenze. Prima definisce Hamilton il racer più grande di sempre” e poi sostiene che Schumacher, sul giro secco in gara, sia stato “il migliore di tutti i tempi“. Risulta logicamente difficile sostenere che il più grande racer della storia non sia anche il più abile nel passo gara.

Quindi, chi è il più grande dei due? I numeri dicono Hamilton (leggi qua). Ma anche questi possono essere fuorvianti perché difficilmente contestualizzabili. Figuriamoci quanto sia difficile stabilire una griglia di valori in base ad elementi puramente soggettivi. A volte si ha come la sensazione che talune dichiarazioni siano rilasciate in favore dell’emotività di un pubblico che se ne alimenta, ma che non abbiano in realtà una base solida sulla quale reggersi. Il giorno in cui verranno individuati parametri oggettivi in virtù dei quali fare una legge esatta, questo sport del confronto diventerà una materia seria. Per ora è un semplice giochino su quale si scatenano dibattiti e grazie al quale si alimentano guerre tra fazioni. Schumacher è stato il pilota più forte della sua era. Come Hamilton è probabilmente il più grande di questa epoca. Fortunato chi se li è goduti entrambi.

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: F1

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Diego Catalano