I misteri del DAS Mercedes: soluzione negata ad Ocon

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Esteban Ocon
Esteban Ocon, pilota Renault

I misteri del DAS Mercedes: soluzione negata ad Ocon


Anche a motori fermi, continua a far discutere il Dual Axis Steering, più noto come DAS, visto all’opera nel corso dei test invernali sulla Freccia d’Argento. Nelle due sessioni avute a febbraio, sia Hamilton che Bottas si sono ‘molto divertiti‘ a modificare la convergenza delle gomme anteriori andando semplicemente ad allontanare o ad avvicinare il volante al proprio corpo (approfondisci qui se vuoi).

Come abbiamo detto infinite volte, la Federazione ha giudicato legale questa soluzione per il 2020 e illegale per il 2021 (anche in questo caso ne abbiamo parlato qui). Anche se poi in quel di Melbourne, Ferrari e Red Bull avevano chiesto un ulteriore chiarimento alla Federazione (vedi qui) e del quale non se n’è saputo più nulla. Helmut Marko era arrivato anche a minacciare un reclamo ufficiale nel caso in cui le vetture diBottas e Hamilton avessero utilizzato il DAS nel corso del primo appuntamento stagionale. Poi però sappiamo tutti come è finita.

Ora, un altro dei cavilli che la FIA è chiamata a sciogliere è questo: se l’inizio del campionato fosse rimandato all’anno prossimo, la Mercedes potrà utilizzare il DAS oppure no? In linea teorica non dovrebbe, ma avendo rimandato l’ingresso dei nuovi regolamenti al 2022 e congelato quelli attualmente vigenti per il 2021, io credo che potrebbe ancora farne uso. Non sono certo un avvocato non mi intento di leggi, però questa è l’opinione che ho io in merito. Nulla di certo, solo supposizioni. Detto tra noi, a me piacerebbe vederlo in pista.

I misteri del DAS Mercedes: soluzione negata ad Ocon
Lewis Hamilton, Scuderia Mercedes

Credo sia una soluzione in grado di avere un buon sviluppo e da cui si potrebbe trarre un vantaggio significativo non solo in termine di gestione degli pneumatici, ma anche di prestazione pura. Mi sarebbe piaciuto fosse stato reso regolare per sempre e non solo per il 2020… Magari, se a causa del coronavirus, il suo utilizzo venisse permesso anche nel corso del prossimo anno, chissà… Qualche top team potrebbe tornare sui propri passi e pensare seriamente se non sia il caso di mettercisi al lavoro e ‘montarlo’ così sulle proprie vetture (cosa a cui Ferrari e Red Bull avevano rinunciato, almeno a parole).

Una delle tante domande inerenti questo marchingegno è senz’altro quella relativa alle tempistiche di sviluppo… Ovvero: da quanto la Mercedes sta lavorando sul DAS? Le ipotesi vanno da 6 mesi, indicato da molti come il periodo minimo che permetterebbe ad un team attualmente sprovvisto di poterlo adoperare, fino ad 1 anno e mezzo/due annisecondo quanto si vociferava all’interno del paddock catalano.

Una visione un po’ più precisa, in tal senso, ce la dà Esteban Ocon (pilota di sviluppo Mercedes nel 2019) che ha così parlato nel corso di un’intervista rilasciata a ‘Canal+’“Dopo la conclusione della stagione 2019, non mi è stato più permesso di tornare nella factory di Brackley, per cui non ho più lavorato sul simulatore” questo dal momento che il francese da lì a breve sarebbe passato a Renault in veste di pilota ufficiale per la stagione 2020“O sono stati molto furbi e non mi hanno mai mostrato alcun dettaglio del sistema, o il DAS lo hanno sperimentato una volta che ero già andato via, quando ero a metà strada fra Renault e Mercedes.

I misteri del DAS Mercedes: soluzione negata ad Ocon
Esteban Ocon ai tempi di Mercedes

Un fatto è certo continua Esteban Io il DAS non l’ho mai utilizzato sul simulatore. Lavorando in Mercedes ho visto che nessuna soluzione va in macchina senza che prima sia stata deliberata al simulatore. Quindi, o sono stati molto intelligenti negandomi la visione del sistema, oppure penso che più probabilmente abbiano sviluppato il sistema alla fine dell’anno, quando me ne ero già andato”.Ocon insiste molto su quest’ultimo punto.

Il francese ha firmato con Renault ad agosto, quindi anche se il team fosse stato così intelligente da nascondergli la soluzione da quel momento in avanti, sarebbero giusto giusto sei i mesi che vanno da tale data fino al debutto in pista del dispositivo a BarcellonaQuesta ipotesi si sposerebbe anche con quanto riferito dai piloti titolari, che hanno dichiarato di esserne venuti a conoscenza solamente poco tempo fa.

È ovvio poi che prima di essere montato in macchina, la soluzione va provata al simulatore e ancora prima deve essere progettata. E si fa presto così ad arrivare a 12/18 mesi di lavoro. Diciamo che i competitor, però a differenza della casa di Stoccarda, dalla loro hanno la possibilità di aver potuto ammirare il suo funzionamento e un’idea di come sia fatto ce l’avranno sicuramente. Quindi la fase di progettazione non partirebbe proprio da zero.

Ma inutile ipotizzare ulteriori scenari in questo momento. Appuntamento alla prossima puntata, quando avremo ulteriori prese di posizione da parte della FIA in merito.

Autore: Marco Sassara – @marcofunoat

Foto: Mercedes

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