La F1 ai tempi del coronavirus

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Brawn sul caso Racing Point:
Ross Brawn, direttore sportivo della Formula Uno

Il coronavirus ha portato un clima di assoluta incertezza nel mondo. Il virus, partito dalla città cinese di Wuhanha iniziato lentamente a diffondersi anche in Europa. Attualmente, in occidente, il focolaio più grande risiede proprio da noi in Italia, ma in queste ultime ore sono stati registrati anche contagi e decessi negli Stati Uniti con, notizia di questa mattina, California, Florida stato di Washington che hanno dichiarato lo stato di emergenza. Non sono qui per fare polemica su come sia stata gestita la cosa dai vari governi. Fatto sta che ad oggi, il famigerato virus è presente un po’ in tutto il mondo, con casi registrati in tutti i continenti.

La situazione mondiale è in continua evoluzione, con le nazioni maggiormante colpite che stanno prendendo provvedimenti, anche di un certo peso, per cercare di contenerne i contagi: città e scuole chiuse, eventi sportivi posticipati o disputati in assenza di spettatori… La Formula1, in tutto questo trambusto (un altro bello grosso è dato dall’accordo FIA – Ferrari, approfondisci qui), naviga a vista… Dopo il rinvio a data da destinarsi del Gp di Cina(quarta data del mondiale, 17 – 19 aprile), l’Australia sembra essere intenzionata a svolgere l’evento inaugurale della stagione (programmato per il prossimo weekend, 13 – 15 marzo). Purtroppo però non c’è nessuna garanzia a riguardo. Bisognerà aspettare che tutti i team abbiano avuto accesso al paddock per dire che effettivamente il Gp si farà. 

La F1 ai tempi del coronavirus
partenza del Gran Premio d’Australia 2019

Il Bahrain (seconda tappa, 20 – 22 marzo) attualmente respinge tutte le persone che hanno soggiornato in Italia, Iraq, Cina, Hong Kong, Iran, Thailandia, Singapore, Malesia e Corea del Sud negli ultimi 14 giorni. La cosa però non dovrebbe riguardare direttamente gli addetti ai lavori. Gli organizzatori dell’evento si sono detti fiduciosi di riuscire ad avere un Gp sicuro e di successo. Il Vietnam (terzo appuntamento stagionale, 3 – 5 aprile), invece, richiederà un certificato medico ai visitatori in arrivo da Cina, Hong Kong, Corea del Sud, Italia, e Iran, oltre a fargli osservare una ‘quarantena’ di 14 giorni prima di avere il permesso di entrare nel Paese. Anche in questo caso gli organizzatori, ad oggi, hanno dato l’ok per il normale svolgimento del weekend di gara.

In tutto questo ‘disordine’, generato da un susseguirsi di notizie e provvedimenti, Ross Brawn (direttore generale sportivo della F1, intervistato dall’agenzia ‘Reuters’) ha deciso di effettuare un intervento per stabilire quali saranno le linee guida che la Formula1 si appresterà a seguire per il corretto svolgimento dei primi eventi stagionali. Per prima cosa chiarisce cosa non dovrà assolutamente verificarsi: Se ad una squadra verrà impedito di entrare in un Paese, la gara non si farà. Sarebbe difficile mantenere una competizione equa in tal caso”. Non c’è nemmeno bisogno di commentare. Credo che nessuno abbia nulla da ridire su questo punto.

Però, c’è un però. Sentite questo passaggio: In questa circostanza non potremmo disputare una gara valida per il campionato del mondo di Formula 1, comunque, perché sarebbe ingiusta”. Questa frase a me fa pensare che, in tali condizioni, i vertici della categoria potrebbero prendere la decisione di far disputare tutte le sessioni in programma, compresa quelle di qualifica e gara, senza però poi andare ad aggiornare la classifica iridata al termine dell’evento.

La F1 ai tempi del coronavirus
Ross Brawn, direttore tecnico della Formula Uno

Per fare un paragone con il calcio, potremmo assistere ad una sorta di amichevole. Niente di confermato… è ciò che ho percepito io leggendo la dichiarazione. Il discorso sarebbe diverso però nel caso in cui fosse il team a decidere di saltare un appuntamento per propria scelta: Ovviamente se una squadra decide di propria volontà di non essere presente, questa è una loro decisione”. Per cui la gara sarà considerata regolare a tutti gli effetti.

Una volta chiariti questi aspetti, Brawn ha voluto commentare la situazione circoscritta allo stato del Vietnam: “Le autorità locali vogliono che la gara si faccia, ma devono anche proteggere la loro popolazione, quindi stiamo esaminando quali soluzioni possiamo trovare per assicurarci che tutti siano a proprio agio in questa situazione. È difficile essere definitivi ora con la situazione che evolve di giorno in giorno, ma troveremo delle soluzioni. Tutto ciò è molto grave, quindi cercheremo di avere le gare senza però sottovalutare la situazione”.

Al momento sembra che nessuno la stia sottovalutando, anzi… Non è facile fronteggiare un’emergenza simile, ma nel ‘suo piccolo’, la Formula1 sembra aver diramato una serie di provvedimenti al fine di cercare di mandare avanti la baracca: Dobbiamo far sì che gli eventi vengano disputati in modo responsabile. Stiamo riducendo al minimo il numero di persone nel paddock e stiamo chiedendo ai team di inviare il numero minimo di persone di cui hanno bisogno per una gara”. 

La F1 ai tempi del coronavirus
Alfa Romeo Team

Se inizio di stagione sarà, la Formula1, ai tempi del coronavirus, darà di sé un’immagine certamente ‘ridimensionata’ (oltre ad un paddock ridotto all’osso, sarà interessante come potremmo definire le tribune, se semivuote o semipiene) ma tuttavia presente.

‘Costretti’ a vivere in un mondo che sembra fermarsi, tra scuole chiuse e gente in casa con la paura di prendere anche un banale raffreddore, sarebbe bello avere l’opportunità di ‘isolarsi’ per un po’ dalla realtà.  

Autore: Marco Sassara – @marcofunoat

Foto: F1 – Alfa Romeo Racing

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