Budget cap: accordo su 150 milioni di dollari, ma per Brown non basta

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Team, FIA e Liberty Media studiano nuovi format per avviare la stagione
Zak Brown a colloquio con Andreas Seidl

Budget cap: accordo su 150 milioni di dollari, ma per Brown non basta


La Formula 1 si trova in una fase di stallo, in attesa che tutto torni alla normalità. Fortunatamente però team, FIA e Liberty non hanno mai smesso di pensare al post emergenza e continuano a valutare ogni aspetto, sia riguardo ad un possibile calendario per la stagione 2020, sia nei confronti dei piani economici da attuare per il bene delle squadre e della categoria.

Tutto sta cambiando, compreso il tetto alle spese che nei piani iniziali era stato fissato a 175 milioni di dollari, stando alle ultime dichiarazioni rilasciate da Zak Brown (CEO McLaren) alla ‘BBC’, sarebbe stato ridotto a 150 milioni. Decisione, secondo il manager statunitense a cui avrebbero aderito tutte le squadre. Nonostante questo però sia decisamente un passo importante nella giusta direzione, il pensiero comune (ma sarebbe più opportuno dire la paura) è che non sia abbastanza…

Di seguito, i timori più grandi rivelati da Brown alla ‘BBC’: “Ciò che sta accadendo potrebbe essere devastante per le squadre. Se lo sarà per molte, che non vuol dire per forza più di due, allora potrebbe anche minacciare la F1 nel suo insieme. Se penso che due squadre rischino di scomparire? Guardando a quello che sta succedendo in questo momento nel mondo, se non saremo capaci di affrontare questa situazione in maniera molto aggressiva, direi di sì. In realtà, se tutto non venisse gestito nel modo giusto, ce ne potrebbero essere quattro.”

Budget cap: accordo su 150 milioni di dollari, ma per Brown non basta
box McLaren

Due sarebbero una grave perdita, quattro una catastrofe. Il fatto è che la crisi prenderà di mira tutti, non solo il mondo dello sport. Di coseguenza sarà quasi impossibile trovare persone disposte a salvare le squadre più deboli o fare il proprio ingresso in categoria. “Dato il tempo necessario per far crescere una squadra di F1, e data la crisi economica e sanitaria in cui ci troviamo in questo momento, è difficile pensare che ci possano essere delle persone disposte a prendere il controllo di quelle squadre come in passato… Non credo ci siano tempi peggiori da quel punto di vista. Quindi penso che la F1 si trovi in uno stato molto fragile al momento.”

La situazione non è assolutamente da sottovalutare. In questo senso però, Brown rivela un fatto importante: i team avrebbero raggiunto l’accordo di portare il budget a 150 milioni. Questo sicuramente è un buon primo passo, anche se, per essere certi che nessuno si faccia male sarebbe meglio effettuare un taglio ancora più consistente: “Si è deciso di portare il budget a 150 milioni di dollari con la forte maggioranza, incluso uno dei grandi team, disposti a scendere ancora più sotto”.

Qualche giorno fa anche Frédéric Vasseur (team principal Alfa Romeo) si era esposto sull’argomento parlando a ‘L’Equipe’: “Passare a 100 milioni la trovo un’idea giusta e la FIA è molto attenta in questo momento alla sostenibilità della categoria. Mi auguro che questa crisi possa aiutare il Circus ad arrivare ad una forte presa di coscienza per salvaguardare il futuro della categoria”. La questione è che le piccole squadre sono già abituate a lavorare con queste cifre. Il budget attualmente a loro disposizione non discosta molto da questi valori. Sono i grandi team, che al momento arrivano a spendere cifre anche tre/quattro volte maggiori, quelli da convincere.

Budget cap: accordo su 150 milioni di dollari, ma per Brown non basta
il team Alfa Romeo Racing il giorno della presentazione

Ritornando a quanto affermato da Brown, un solo team (tra quelli di vertice) sarebbe d’accordo sullo scendere al di sotto del tetto dei 150 milioni. Secondo ‘Motorbox.com’ la squadra in questione sarebbe la Mercedes (anche per andare incontro ai piani di Kallenius), con Ferrari e Red Bull ancora un po’ restii alla cosa: Un paio di squadre ha continuato lo statunitense stanno mettendo i loro interessi sportivi ben al di sopra del bene comune. Agendo in questo modo si corre il rischio di mettere a repentaglio l’intero sport. Se questo punto vene tralasciato, potremmo uscirne tutti sconfitti.”

La questione è semplice. I top team saranno certamente i più colpiti da questi provvedimenti. Tante persone perderanno la propria occupazione. Se si effettuano dei tagli, sarà impensabile mantenere tutto invariato. Ricordo, però che questo era già previsto da tempo. Del budget cap se ne parla da anni e la sua introduzione era comunque stata fissata per il 2021. Purtroppo il coronavirus ha contribuito a complicare tutto il quadro economico, obbligando tutti a prendere decisioni più estreme che comporteranno scenari ancor più drammatici…

Budget cap: accordo su 150 milioni di dollari, ma per Brown non basta
Il CEO Zak Brown e Andreas Seidl, team principal McLaren, presenti al lancio della MCL35

A questo punto, Zak Brown, per cercare di fare breccia nel pensiero dei top team sceglie di giocarsi l’ultima carta a sua disposizione… Colpirli nell’orgoglio: “Lo sport nella mia mente deve garantire a tutti l’opportunità di competere in modo equo o almeno abbastanza equo. Tuttavia alcune squadre potrebbero quasi sentirsi a disagio nel confrontarsi con dei competitor che non avevano mai preso in considerazione prima d’ora. Potrebbero sentirsi a disagio perché non hanno mai provato cosa significa gestire uno scontro alla pari.”

La mentalità di queste squadre è come quella di un pugile appartenente ai pesi massimi che vuole solo combattere contro i pesi medi”.

Autore: Marco Sassara@marcofunoat

Foto: McLaren – Alfa Romeo Racing

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