La tempesta che non ti aspetti

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Brown chiarisce la situazione Vettel:
il quattro volte campione del mondo della Ferrari Sebastian Vettel

La tempesta che non ti aspetti


Diciamoci la verità. Con la F1 completamente ferma c’è ben poco da parlare o da scrivere. Ho tanto ammirato tutti i miei colleghi di FUnoAT, che nonostante l’apatia ed il silenzio delle Power Unit, a causa di questo strano virus, hanno stoicamente continuato ad informare tenere alto il morale degli appassionati. Certo, c’è stata la virtual GP che ha distratto gli appassionati/gamers più accaniti (e a quanto ho avuto modo di capire, qualcuno si è preso troppo sul serio) e ben venga una iniziativa del genere; sebbene non appartiene al mio modo di concepire la F1 e il motorsport in generale. Eppure, in questa noia mista a tristezza, in questo cielo che apparentemente sembra sempre sereno, ecco che arriva un lampo, un tuono… un boato di quelli che fanno tremare le finestre; ecco che ti si presenta d’innanzi agli occhi la tempesta che non ti aspetti.

Già perché, sebbene i motori siano muti come solo i defunti lo sanno essere, la F1 non si ferma comunque. Sempre in movimento, sempre in viaggio, a creare, a disfare, ad illudere e a far sognare. I sogni di tanti ferraristi e soprattutto dei tanti accaniti tifosi di Vettel, sono stati infranti con una dichiarazione improvvisa tanto quanto un cazzotto allo stomaco, sferrato all’improvviso dal tuo migliore amico. Con un messaggio scarno (anticipato per altro prima dall’account ufficiale della F1)nda parte dell’account twitter della scuderia Ferrari, si viene a sapere che il tedesco finita questa mai iniziata e sciagurata stagione, terminerà anche ogni tipo di rapporto lavorativo con la rossa. Apriti cielo.

Solo che in piena tempesta, il cielo di aprirsi proprio non ne vuole sapere e se deve piovere di brutto, se Giove pluvio ha deciso di scatenarsi, allora non ce n’è per nessuno. Tempo di ingollare l’asperrima pugna della dipartita del tedesco, che già parte il toto sostituto: Ricciardo, Hamilton, Bottas, Sainz, Giovinazzi… un delirio e una ridda di nomi a seconda di come più conviene. Alla fine, la spunta lo spagnolo della McLaren per un’incollatura! 

Calma… facciamo un passo indietro ed iniziamo a riflettere su quanto accorso tra la blasonata scuderia ed il titolato campione tedesco. Molti sono rimasti sorpresi, esterrefatti, altri con le braghe calate, come si suole dire, perché erano sicuri del rinnovo del tedesco, vera bandiera e pilastro della rossa. Eppure ai più è sfuggito un piccolo particolare, che forse avrebbe dovuto far drizzare le antenne e far andare oltre il tifo no border e cieco, che non ti fa vedere oltre il naso: la Ferrari è stata consegnata ufficialmente nelle mani (e soprattutto dei piedi) del monegasco Charles Leclerc quel famoso giorno, prima del Natale 2019.  Una scuderia come Ferrari che blinda un ragazzo di vent’anni e rotti per cinque lunghi anni, significa che in quel pilota crede ciecamente, tanto da creare un progetto a lungo termine attorno a lui. Vettel improvvisamente, da protagonista è passato a coprotagonista. Non mi va di essere cattivo definendolo comprimario, certo è che quello visto nel 2019 di sicuro non ha deposto a suo favore. La prima vittoria (al secondo GP), l’ha “rischiata” Charles e non Vettel. La prima vera vittoria, l’ha ottenuta il monegasco e non il tedesco. Il bis l’ha fatto sempre il ragazzino e non il veterano. Conterà qualcosa questo no?

In un matrimonio o rapporto di coppia le cose si fanno in due, dividendo la responsabilità per ogni cosa ad entrambi. Nella fine di questo matrimonio, sia Vettel che Ferrari hanno responsabilità dalle quali non possono fuggire. Non mi va di mettere sul piatto della bilancia i pesi degli errori di ambo le parti, risulterebbe un gioco perverso dal quale non se ne uscirebbe più; come un guano fangoso senza fondo. Seb la sua opportunità l’ha avuta, per due anni consecutivi e in un modo o nell’altro non l’ha saputa sfruttare. Ferrari, nel momento che serviva è mancata con gli sviluppi, là dove la stagione si faceva più calda ed era necessario spingere; anche per colmare i tanti errori disseminati per le piste di mezzo mondo dal tedesco e dalla squadra stessa. Ad essere sinceri, l’unica cosa che più mi dispiace di tutta questa storia è la parte della cattiva, che la scuderia deve interpretare: passare per la strega cattiva non è bello e i tanti tifosi oltranzisti che hanno subito una lesa maestà con il divorzio del loro beniamino, non aspettavano altro per poter trovare il capro espiatorio. Purtroppo Ferrari in questo è manchevole da non poco tempo e ci dovranno lavorare… se non altro per una questione di immagine.

E adesso? 

La Ferrari ha messo le cose in chiaro, lanciando un messaggio forte: si sono liberati di una figura “ingombrante” come quella di Seb, la quale non solo accentrava la luce proveniente dalla ribalta, quel che era peggio è che accentrava in un modo o nell’altro le scelte tecniche e strategiche della squadra stessa.  AMG e Red Bull questo problema non se lo sono mai dovuto porre, mentre Ferrari, al primo GP dell’anno (roba da matti!), ha dovuto pigiato il bottone… del freno a mano del monegasco; congelando le posizioni con Seb davanti. A Singapore, sempre Binotto ha preferito dare strada al tedesco particolarmente in palla nella “sua pista”; anche se la faccia e soprattutto la conversazione avuta tra il ragazzino e il buon Mattia (lo ha zittito in diretta) facevano capire che anche la terza vittoria della rossa poteva essere dell’indemoniato ventunenne. 

Sebastian Vettel
Sebastian Vettel festeggia la vittoria del Gran Premio di Singapore 2019

Tutto questo ora non ci sarà più. Ferrari dopo più di vent’anni inizierà un campionato senza campioni del mondo al volante delle proprie vetture. Apparentemente tutto questo mette i due giovani alfieri alla pari, con la squadra che diventa protagonista assoluta. Dico apparentemente perché sebbene è vero che la scuderia ritorna ad essere al centro dell’attenzione, risulta altresì vero che non ci si debba illudere più di tanto sulle gerarchie di squadra: cosi come AMG e Red Bull, anche Ferrari ha scelto una punta molto forte, accostando al suo fianco un pilota altrettanto solido, giovane ed “affamato”, capace di pungolarlo e stimolarlo continuamente. Oltre a portare tanti punti preziosi per la squadra. Dalle mie parole avrete già capito. Sebbene reputo Sainz un pilota forte (è cresciuto tanto nel 2019) è anche vero che non lo considero alla pari del monegasco, il quale da parte sua adesso ha un compito arduo d’innanzi a se.

Infatti sebbene la presenza di Seb fosse ingombrante, è anche vero che il tedesco toglieva non poca pressione dalle spalle del giovane pilota, il quale per quanto veloce era comunque un “signor nessuno” paragonato al plurititolato compagno. Senza contare che il tedesco aveva dalla sua tanta esperienza che non guasta mai, se utilizzata nei momenti giusti. Ora questo non ci sarà più, del resto Leclerc (insieme al potente entourage che ha alle spalle) era questo che voleva: prendersi la Ferrari. Nel 2019 è questo quello che ha fatto, mentre lo zampino di questa inamovibilità dovuta all’attuale situazione sanitaria ha fatto il resto. Vettel in questo periodo ha avuto tanto tempo sia per pensare che per contrattare. Proprio questo mercanteggiare è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo ormai da tempo. Le opzioni per il tedesco erano due (considerando che il suo potere contrattuale era calato come il sole al tramonto): piegarsi alle condizioni della Rossa ammettendo una realtà che non facile da accettare (come mai AMG e soprattutto Lewis questo problema non se lo pongono?), oppure far prevalere l’orgoglio e andare via. 

Seb tempo fa dichiarò che era troppo presto per pensare al ritiro, considerando la sua giovane età (è nel pieno della maturità agonistica), ed è per questo che a mio avviso il tedesco ne esce comunque sconfitto da questa storia. Se avesse accettato il ridimensionamento sarebbe stato un passo indietro, mentre se adesso dovesse ritirarsi sarebbe un passo indietro doppio. Il suo eventuale ritiro in questa apparente calma, sarà un’altra tempesta che non t’aspetti. Già perché immaginare in pantofole uno come Seb proprio non si può… non ora di certo! Eppure il rischio c’è tutto: in Mercedes non può andarci, sia perché Lewis vuole essere la prima donna indiscussa e sia perché la ruotata volontaria del tedesco non se la scorda. In Red Bull il ritorno del figliuol prodigo non può avvenire per ovvi motivi, mentre in McLaren non solo c’è Norris, soprattutto ammesso e non concesso che si consumasse questo matrimonio, troverebbe colui il quale gli ha fatto vedere i sorci verdi nel suo ultimo anno in Red Bull. Infine ci sarebbe Renault, progetto ancor più disastroso (se mai fosse stato possibile) di Honda (la quale ora inizia a girare pare), che gli consentirebbe di lottare esclusivamente a centro gruppo. Per non parlare del fatto che la stessa casa francese sembra stia intrattenendo rapporti di natura telefonica con Alonso…a buon intenditor poche parole.

Fernando Alonso
il due volte campione del mondo di Formula Uno Fernando Alonso

La situazione per il tedesco si è fatta davvero complicata e indipendentemente dai tanti errori e responsabilità della Ferrari, è lui il fautore del suo destino, la responsabilità di tutto questo è sua. Vettel non mi ha mai conquistato, eppure nonostante tutto mi ha fatto gioire e per un attimo anche sognare, perché è comunque un signor pilota del quale bisogna avere rispetto. Ha dato tanto alla causa Rossa, e soprattutto ha avuto il merito con il suo “essere Ferrari” di creare un proselitismo che sfiora il dogma religioso mai avevo visto prima. Solo Schumacher ha creato tutto questo, solo che ai suoi tempi non c’erano i social i quali contribuiscono non poco a creare tutto ciò. Purtroppo solo il proselitismo non basta e con buona pace di tutti i tifosi del tedesco, ora è giunto il momento di guardare al futuro con una rossa che ha deciso di puntare sui giovani; praticamente un salto nel buio considerando la politica degli ultimi vent’anni della Ferrari. Mi piace questo modo di pensare ardito, mi piacciono i giovani i quali nelle loro azioni sono folli e tanto entusiasmo mettono in quello che fanno. L’entusiasmo è un virus, quello si, del quale tutti dovremmo essere infettati. Magari chissà, quando tutto questo sarà passato e si riprenderà a correre, Ferrari sarà in grado di “squarciare” nuovamente il cielo con un’altra tempesta che non ti aspetti, vincendo il mondiale con uno di questi due giovani, che da troppo tempo manca a Maranello


Autore. Vito Quaranta – @vito1976

Foto: Ferrari – Formula Uno

2 Commenti

  1. Buon giorno a tutti. Da tifoso mi permetto di criticare la scelta che Ferrari ha fatto due giovani senza esperienza , per me in una squadra senza l’ esperienza di un grande pilota non va da nessuna parte (spero di sbagliarmi) A mio avviso il pilota giusto era Riccardo. Ciao a tutti

  2. Sinceramente non ti capisco? Parli di Singapore, dove il buon Binoto ha favorito Vettel e ha danneggiato Leclerc . Quando si è visto chiaramente che Vettel era più veloce di tutti . Abbiamo visto come sorpassava gli altri con molta facilità, e da altra parte quanto fatica faceva Leclerc a sorpasare piloti con machine molto inferiore della Ferrari . Singapore ,Canada , Vettel ha battuto nettamente tutti , Hamilton,Bottas ,Werstapen , Leclerc che parte primo ma non riuscì mai a creare un distacco da gli altri. Come mai Vettel ,poi da 5 Secondi a Leclerc. Sono anni che la gente in Italia cosiddetti ferraristi fanno dei commenti cattivi e non per niente solidali. Ricordo qualifiche Monza 2018 ,primo Raikkonen una gioia pazzesca dei tifosi , perché Vettel secondo che l’ottava per il titolo mondiale . In gara il giorno dopo Raikkonen fa di tutto per chiudere strada a Vettel , non riuscì mai a creare un distacco con Hamilton è al primo tentativo fa strada libera a Luis. In Italia purtroppo e sempre stata così una guerra interna in Ferrari un clima odioso , sia dai tifosi,ma anche in scuderia . Danneggiare la Ferrari ,pur di non far vincere Vettel.

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