Brawn vs Wolff: scontro di visioni sui nuovi regolamenti

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Brawn vs Wolff: scontro di visioni sui nuovi regolamenti
Toto Wolff e Ross Brawn

Ogni novità, specie se assume i crismi delle rivoluzione, è pensata anche per sovvertire i rapporti di forza vigenti. E succede, come naturale risposta, che il gruppo dominante sia quello ad esprimere posizioni più marcatamente reazionarie. Un fatto assolutamente normale quando i propri conseguimenti politico-sportivi vengono messi in discussione. Proprio questo sta accadendo in Formula Uno in questi giorni. Da un lato FIA e Liberty Media che, rappresentati da Ross Brawn, hanno spinto massicciamente per riscrivere le regole tecniche e sportive e, dall’altro, la Mercedes di Toto Wolff che si sente accerchiata e vede il suo impero minacciato da chi si potrebbe giovare, avvantaggiandosene, delle nuove disposizioni che inizieranno ad essere operative sin da questa stagione per arrivare e regime nei prossimi anni.

Il team principal del team anglo-tedesco non ha fatto mistero che alcune disposizioni del nuovo pacchetto normativo siano state mal digerite dalla sua compagine. Il meccanismo che premierà le scuderie che otterranno risultati meno brillati è il grande accusato da parte della Mercedes. A Stoccarda, insomma, ritengono che il principio della meritocrazia venga minato alle fondamenta in favore di un sistema oggettivamente poco chiaro nel funzionamento e che tende e limitare il gap in maniera artificiosa tra i team che operano meglio e quelli che fanno peggio.

Brawn vs Wolff: scontro di visioni sui nuovi regolamenti
La Mercedes W11 di Lewis Hamilton in azione durante i test di invernali di Montmelò

A questa visione, ovviamente, non poteva che opporsi Ross Brawn, il padre dell’espediente regolamentare che, invero, non è stato criticato solo dal team campione del mondo in carica. Prima di passare alle parole dell’ingegnere ex Ferrari, vediamo in breve cosa prevede il corpus normativo. Verrà introdotta, in soldoni, una scala mobile di tempo di utilizzo della galleria del vento. Si parte da un numero di ore base. Ai migliori team sarà concesso meno tempo; mentre la squadra che arriva prima nel 2020 potrà utilizzare, nel 2021, solo il 90% di questa cifra. Chi, invece, terminerà all’ultimo posto potrà utilizzare il 112,5% di quel numero base di ore cui si faceva riferimento in precedenza.

Se Mercedes non dovesse vincere – ha tuonato Brawn si renderanno conto di quanto sia utile il nuovo sistema. Non è vero che si tratta di un meccanismo non meritocratico perché non abbiamo imposto una zavorra al pilota che vince più gare. Abbiamo solo replicato il modello del draft della NFL nel quale la squadra meno forte ha più possibilità di scegliere i player migliori. Ma poi in pista devi dimostrare di esserlo. Penso che sia un’opportunità e un incoraggiamento per le squadre più piccole. Si consideri, ad esempio, la reale situazione di qualcuno che investe in Williams. Ora la scuderia britannica può legittimamente affermare che in futuro avrà concrete opportunità di scalare posizioni in griglia. È un buon incentivo. Penso che avrà un effetto positivo sull’equilibrio della competitività delle dieci squadre in gioco. Questa struttura – ha chiuso Brawn non distorcerà artificiosamente i valori in campo”.

Brawn vs Wolff: scontro di visioni sui nuovi regolamenti
Rendering vettura Formula Uno 2022

Nelle intenzioni dei decisori la Formula Uno dovrebbe trasformarsi in una disciplina che garantisce una maggiore mobilità interna. Sulla carta i nuovi espedienti dovrebbero consentire ciò. Ma sarà solo l’esame della prassi a dire se la proprietà americana riuscirà a rendere la categoria più spettacolare. Perchè il vero obiettivo di Chase Carey è quello di permettere a più squadre e a più piloti di lottare per le vittorie di tappa e per il titolo. Un modo per rendere la disciplina più accattivante e dunque più vendibile a sponsor, organizzatori di gran premi e tv che pagano cifre blu per accaparrarsi i diritti di trasmissione. I vertici della F1 sono determinati nel perseguire il loro intento. Anche a scapito della Mercedes e degli altri top team che negli ultimi anni si sono divisi la torta fagocitando persino le briciole.

AutoreDiego Catalano – @diegocat1977

Foto: Alessandro Arcari@berrageizf1F1

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