Wolff analizza la Formula Uno

Toto Wolff a ruota libera. Nel corso di un’intervista per il sito ufficiale della Formula Uno, il team principal della Mercedes si è espresso su vari argomenti inerenti al mondo della F1. Nello specifico il quarantottenne di Vienna ha analizzato quattro tematiche: la griglia di partenza invertita, le nuove regole aerodinamiche per modelli in scala mobile, il cost cap e Lewis Hamilton.

GRIGLIA INVERTITA:

L’argomento iniziale sul quale si è soffermato l’ex direttore esecutivo della Williams è stata l’ipotesi, scartata, della griglia di partenza invertita. L’idea non ha raggiunto l’unanimità tra i team, conseguentemente non verrà applicata nei gran premi col doppio appuntamento come Austria e Gran Bretagna.

In primis, sembra che in Formula Uno ci sia un modello comune che va ad analizzare vecchie idee già respinte nel passato, poi qualcuno pensa che siano fantastiche e ritornano all’ordine del giorno. Allora bisogna guardare i motivi per i quali eravamo contrari e ci sono tre ragioni fondamentali. Punto primo, credo la Formula 1 sia una meritocrazia, vince il pilota migliore sulla macchina migliore – ha evidenziato Toto Wolff. Non abbiamo bisogno di un espediente per mescolare le carte e rendere le corse più emozionanti. Numero due, lo so dalle gare automobilistiche, che le strategie diventano uno strumento molto utile quando il risultato di una corsa sta fondamentalmente creando la griglia di partenza per il gran premio successivo”.

Immagina – riferendosi all’intervistatore Lawrance Barretto – se un pilota non dovesse disputare una buona corsa nel primo weekend al Red Bull Ring. La squadra potrebbe decidere di ritirare la macchina e potrebbe diventare la vettura che partirà in pole position per la gara di qualifica del secondo weekend a Spielberg. Se quella monoposto dovesse partire in pole position per la gara di qualifica, tra i team di metà classifica, sarà sicuramente in pole per la domenica e vincerà la corsa. Ci saranno vetture a metà classifica che difenderanno e bloccheranno il più possibile. Quindi per le vetture che risaliranno dal fondo ci saranno più rischi di un incidente o di un ritiro e questo potrebbe influenzare il mondiale”.

Dal punto di vista della prestazione pura, chiunque abbia la vettura più veloce, non necessariamente noi, sarà penalizzato nei confronti della seconda e della terza squadra. Questo semplicemente perché partiranno davanti in griglia di partenza. E, come sappiamo, i margini non sono molto ampi tra le varie monoposto, di conseguenza è una mossa opportunistica dare un vantaggio ad alcune squadre. Quindi, sì, eravamo noi ad esserci opposti a quest’idea. Abbiamo detto che non è il momento di sperimentare format che, cosa interessante questa, non hanno avuto nemmeno il consenso dagli appassionati della F1. In un sondaggio sul tema della griglia invertita, solo il 15% dei fans si è detto favorevole a quest’ipotesi”.

Toto Wolff, direttore esecutivo Mercedes

– NUOVE REGOLE TEST AERODINAMICI IN SCALA MOBILE:

Il secondo punto dell’intervista è focalizzato sull’introduzione del nuovo tappeto aerodinamico per i modelli in scala mobile della galleria del vento. In questa circostanza il manager austriaco si è detto favorevole a questa scelta tecnica.

Ciò che è stato introdotto con il nuovo ATR, rappresenta una possibilità per le squadre di livello inferiore di poter arrivare nel corso degli anni, in modo graduale in termini di sviluppo, agli standard delle scuderie di vertice. Si tratta di minuscole percentuali ogni anno – ha precisato Wolff – conseguentemente non faranno la differenza da una stagione all’altra, ma nel corso delle annate bilanceranno gli equilibri in campo. Credo che se tu non sia abbastanza bravo da vincere, allora hai pari opportunità se sei secondo o terzo, quindi hai più ambizione dei campioni del mondo. Penso che quello che è stato fatto sia un giusto adattamento, non con una mazza da baseball. Le griglie di partenza invertite sarebbero state la mazza da baseball sopracitata”.

– COST CAP:

Il terzo capitolo dell’intervista con Lawrance Barretto è incentrato sulla questione del cost cap. L’ex pilota Formula Ford austriaca ha fatto una panoramica generale sulla situazione finanziaria attuale condizionata dalla pandemia coronavirus.

Penso che stiamo vivendo in una realtà finanziaria molto diversa rispetto a quella antecedente alla pandemia COVID-19 – ha sottolineato Toto Wolff Abbiamo accettato l’abbassamento del tetto massimo di spesa perché è assolutamente primario che i franchising della Formula Uno abbiamo introiti piuttosto che perdere denaro. Per noi è anche un modo per assicurarci che il gruppo Daimler, non solo apprezzerà i benefici in termini di marketing e risultati sportivi derivanti dalla piattaforma, ma le renderà anche il più possibile neutra dal punto di vista della sostenibilità economica. Per questo motivo dobbiamo continuare sulla linea del cost cap”.

Dal nostro punto di vista significa riadattamento, cambiare l’assetto mentale col quale ci approciamo alle cose e il modo in cui le svolgiamo, distribuendo il personale in nuove aree all’interno dell’azienda. Abbiamo un dipartimento molto competente denominato Mercedes Benz Applied Science, dove lavoriamo per clienti ad alte prestazioni e distribuiamo i nostri servizi. Chi lo può sapere, magari guarderemo alle altre categorie motoristiche al fine di mantenere le risorse e conservare il patrimonio umano e la proprietà intellettuale all’interno della Daimler e della Mercedes”.

– LEWIS HAMILTON:

Come ultimo argomento dell’intervista, il direttore esecutivo della Mercedes ha parlato di Lewis Hamilton e del suo impegno in prima linea nella battaglia al razzismo e sulle pari uguaglianze tra essere umani.

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Il sei volte campione del mondo della Mercedes Lewis Hamilton

Sappiamo che Lewis è sempre un massimo esponente di qualsiasi minoranza. Ad essere onesto ho imparato molto da lui. Una volta mi ha posto questa domanda: ‘hai mai avuto il pensiero fisso di essere bianco?’ ho risposto ‘no, non ci ho mai pensato’ e lui ha replicato ‘beh devo pensarci ogni giorno perché sono stato informato. Pertanto per noi è molto difficile capire quanto sia complicato, quindi sono contento che ne parli. Lewis è uno degli ambasciatori di questo sport e penso che questo sia un aspetto positivo”.

Tutti noi nel nostro piccolo abbiamo il potere di fare un cambiamento e a volte c’è bisogno di un evento perché questo accada, vedasi adesso negli USA, per innescare una massiva ondata di supporto per ogni minoranza. In questo senso, penso che sia positivo che una star del livello di Lewis sia in prima linea in uno sport che è dominato dai bianchi. Nella nostra squadra sosteniamo le diversità, scegliamo le persone per le prestazioni che possono offrire, senza stare a guardare a cultura, colore della pelle o religione. Tutti i membri del team possono fare la differenza. Ognuno di noi dovrebbe far parte del movimento per tematiche così delicate” ha concluso Toto Wolff.


Autore: Dennis Ciracì | @dennycira

Foto: Mercedes AMG-F1 Team

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