GP Stiria-Red Bull: Nuovi end plate ala posteriore

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GP Stiria-Red Bull
la nuova versione dell'ala posteriore della Red Bull Racing RB16

GP Stiria-Red Bull: Nuovi end plate ala posteriore


Non tutto è oro quello che luccica. Una frase fatta, banale, che però rende perfettamente l’idea in questo caso. Mi riferisco al team Red Bull e alla miriade di proclami agitati a profusione. Erano convinti di essere là davanti. Lottando con i primi. Invece, purtroppo per loro, il Gran Premio di casa è stato un disastro. L’unica certezza è negativa: un bello zero sul tabellino dei punti. La scuderia di Milton Keynes ci ha abituato a pronti riscatti e perché no, magari proprio questo fine settimana, potranno dimostrare che il progetto RB16 è ben più di quello osservato recentemente, cercando di recuperare il terreno perso rispetto alle scuderie in lizza per i titoli iridati.

Nelle abituali verifiche della federazione internazionale del giovedì, la monoposto austriaca ha dato sfoggio ad una nuova configurazione di ala posteriore. Grazie alle immagini del collega Albert Fabrega, in arrivo direttamente dalla pit lane del Red Bull Ring, possiamo osservare chiare modifiche all’endplate, ora in una versione che ricorda quella della scuderia statunitense Haas

Nella nuova specifica, sopra alle nuove “irrigazioni” presenti nella parta alta notiamo un profilo seghettato, mentre la fessura centrale lascia spazio ad 5 soffiature a “esse”. In questa zona della vettura, i flussi hanno la tendenza a spostarsi dalla zona di alta pressione verso quella in depressione. Con la modifica apportata gli aerodinamici di Milton Keynes stanno cercando di incrementare il delta di pressione tra ventre e dorso dell’ala con conseguente aumento del carico generato.

Vedremo durante il fine settimana se le modifiche saranno saranno effettive, dando la possibilità alle Red Bull Racing di cancellare con un colpo di spugna la brutta prova della settimana scorsa, considerando che i problemi al motore sono stati risolti senza incappare in nessun tipo di penalità.


Autore: Alessandro Arcari – @BerrageizF1

Foto: Albert Fabrega

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