Heidfeld: la pesante eredità di Leclerc

Heidfeld: la pesante eredità di Leclerc


Heidfeld interviene a Sky Deutschland a proposito di Charles Leclerc. Lo fa senza peli sulla lingua, analizzando la situazione attuale del monegasco. Qualche giudizio fin troppo severo, qualche critica sensata alla gestione del nuovo talento di Maranello. Infine il giusto riconoscimento e l’augurio che possa disputare molte stagioni in crescendo. Il buon Nick utilizza un realismo caustico per esternare la propria opinione e parte subito in quarta:

Leclerc, nelle ultime due gare, non è andato affatto bene. Da mesi vado ripetendo che Charles, in Italia, è visto come il salvatore della Ferrari. L’idea iniziale era quella di metterlo in macchina e fare in modo che riuscisse laddove tanti altri avevano fallito, vale a dire vincere il mondiale. Prima dell’inizio del campionato era stato considerato alla stregua di una divinità, come qualcuno che avesse la capacità di riuscire in qualsiasi impresa. Tutto quanto è stato progettato intorno a lui, ma finora non ha dato frutti. Adesso appare chiaro che le aspettative nei suoi confronti fossero completamente irrealistiche.”

Non mi piego
Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Una bocciatura senza appello quella di Nick Heidfeld, stando a queste parole. Ma è bene ricordare almeno un paio cose. La prima riguarda la vettura a disposizione del monegasco. Le aspettative non erano certo delle migliori e da subito si è stati consapevoli dei limiti progettuali delle SF1000. Tuttavia la monoposto si è rivelata addirittura peggiore di quanto si sospettasse, costringendo i piloti ad accontentarsi di posizioni di rincalzo e a guidare in condizioni quasi disperate a causa della mancanza di aderenza. La seconda, da evidenziare, è relativa allo splendido podio colto da Leclerc nella gara iniziale. Una piazza d’onore maturata anche grazie ad eventi fortunati, ma che Charles ha saputo conquistare grazie alla propria tenacia e a due sorpassi da manuale.

L‘errore della Stiria è figlio di un contesto malsano: è imputabile alla troppa foga e al desiderio di scalare quante più posizioni possibili in partenza, in una delle poche situazioni che lo permettono. Quanto all’Ungheria, Charles era alle prese con una vettura problematica fin dalle prime curve. Una macchina da incubo, che ha tentato in ogni modo di domare, trovandosi purtroppo nella condizione di subire. Una strategia sbagliata, svariati attacchi, una Ferrari ingovernabile. Impossibile, in tali condizioni, fare di più. Certo, Vettel in quell’occasione ha raccolto una manciata di punti, frutto di esperienza e di un’ottima prova. Ma anche il tedesco aveva incontrato le stesse difficoltà in Austria. Quindi non c’è motivo di biasimare Leclerc.

L’ingegnere del Lunedì
Charles Leclerc esulta dopo la brillante prestazione sciorinata al Gran Premio d’Austria 2020

Trovo particolarmente inutile e dannoso fomentare questa ‘gara dei poveri‘ tra i due compagni di box. La ricerca spasmodica dell’errore, il ricorso alla critica sterile, il processo alle intenzioni non hanno mai portato a nulla di buono. Leclerc e Vettel sono due sopravvissuti, da ammirare per l’abnegazione con cui continuano ad affrontare la tempesta a bordo di una zattera, nel ‘mare nostrum‘ dell’italica faziosità. A tal proposito Heidfeld sottolinea:

Dato che la Ferrari è italiana, sarà davvero dura per Charles competere con quella vettura. Sarà difficile sopportare tutto il peso mediatico che verrà scatenato nel Bel Paese. Inizialmente la percezione nei suoi confronti è stata positiva perché Leclerc ammette sempre i suoi errori. Ma se tornerà a sbagliare, ripetendo continuamente ‘è colpa mia’, la stampa inizierà a farsi domande e a dubitare delle sue capacità. La situazione per lui diventerà rapidamente difficile da gestire. E questo perché in nessuna squadra la pressione è forte come in Ferrari.”

Nick Heidfeld ci va giù pesante. L’ex pilota di Monchengladbach ha perfettamente ragione nel definire la Ferrari una squadra scomoda, e non mente neppure a proposito delle aspettative da parte degli italiani. Però mi pare alquanto ingeneroso riferirsi agli errori di Leclerc, esagerandone la quantità e la gravità. Ingiusto, a mio avviso, anche additare Charles come il ragazzino che ha fatto la marachella e poi si scusa senza troppa convinzione. Stiamo parlando di un vero campione, che, come ogni talento precoce, può commettere qualche svista negli anni dell’esordio.

Nick Heidfeld
Nick Heidfeld, ex pilota di Formula Uno

La Ferrari, come ho spesso ripetuto, rappresenta un enorme fardello. A maggior ragione se, come nel caso di Leclerc, si diviene il fulcro del progetto. Il monegasco è il sole nel sistema di un Cavallino che si riscopre eliocentrico. le parole di John Elkann non lasciano spazio a dubbi: “Stiamo mettendo le fondamenta per costruire un progetto importante e duraturo. Lo dimostra il contratto firmato con Charles. Cinque anni. Fino ad ora non c’è mai stato un contratto così lungo nella storia della Ferrari.” Un attestato di stima e di fiducia, ma anche una bella fonte di pressione per un ragazzo ancora giovane. A tal proposito però Heidfeld osserva, con ritrovata benevolenza:

Fortunatamente saper affrontare e gestire la pressione rappresenta una delle principali risorse di Charles. il vero punto interrogativo riguarda piuttosto la sua capacità di crescere come pilota. Sono molto curioso di vedere come potrà salire la sua curva di crescita e sono impaziente di scoprirlo.”

Con buona pace di Heidfeld, mi sento di affermare che le doti di Leclerc quanto al pilotaggio difficilmente potranno deludere, indipendentemente da un’ulteriore crescita. Potrà e dovrà di certo affinare la visione di gara e imparare a imporsi con il muretto (dote essenziale, ora, con una Ferrari in costante apnea, ancora in cerca di una direzione). Ma questo arriverà con l’esperienza. Il carattere è solido, l’attitudine è vincente, il piglio convincente. Leclerc ha molti anni dinnanzi a sé per dimostrare la sua tempra e la sua abilità. Nel frattempo si arrangia come può, si barcamena, resta in attesa. Cogliendo il massimo possibile, contribuendo ad alimentare il suo e il nostro sogno di tornare a essere campioni.


Autore: Veronica Vesco – @VeronicagVesco

Foto: FormulaE – Ferrari

Veronica Vesco
Il candore di un foglio bianco che m'invita alla scrittura. Il fragore di una monoposto rossa che accende la mia natura. Due colori tratteggiano il mio profilo fin dall'infanzia. Due colori capaci di accompagnarmi nel tempo, assumendo molteplici tonalità, sfumate dagli eventi della vita. Da una penna a una tastiera. Da un'auto a pedali agli autodromi. Da una laurea in Lettere al primo libro. Sempre nel segno di una Ferrari. Sempre con il sogno di cavalcare le mie passioni.

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