Pirro-Ferrari: fattore umano alla base dei successi

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Pirro-Ferrari
Emanuele Pirro, FIA Steward

Pirro-Ferrari: fattore umano alla base dei successi 


Equilibrio. Una definizione semplice che racchiude una variabile infinita di fattori. Applicato al mondo della Formula Uno, tale concetto ha un ruolo cruciale e imprescindibile nel comportamento della vettura. Quando le somme vettoriali delle forze che agiscono sullo stato fisico di un corpo sono nulle si ottiene stabilità, cruciale per gestire i movimenti influenzati dalle forze esterne. Analizzando le prime gare stagionali risulta difficile applicare tale principio alla SF1000, vettura nata da una concezione progettuale completamente erronea.

Puntare il dito ricercando le cause a monte del problema non sempre produce soluzioni positive, soprattutto quando cambiare gli uomini che compongo lo staff esecutivo viene individuato come possibile rimedio. La storia del Cavallino lo conferma. Basti pensare all’approdo in Mercedes di alcuni tecnici di grande spessore in uscita dalla Ferrari, giudicati “impreparati” a Maranello e poi trionfatori nel progetto tedesco. Eloquenti, le parole di Emanuele Pirro fotografano perfettamente l’attuale situazione all’interno del team. Ospite della trasmissione RadioBox, l’attuale commissario tecnico della FIA valorizza l’aspetto umano, convinto che l’elemento emotivo sia alla base dei successi.

Permettetemi di nominare un orgoglio italiano come Aldo Costa, senza dubbio uno degli artefici dei successi Mercedes. Pensando alla Ferrari, secondo il mio parere non parliamo di un problema relazionato agli uomini. Esistono alchimie molto delicate ed equilibri fondamentali. Anche in uno sport cosi tecnico e scientifico, la persone che lavorano all’interno dei team devono essere messe in condizione di rendere al meglio.

Pirro-Ferrari
Emanuele Pirro, steward Formula Uno

Trasferendo il ragionamento sui piloti, la gestione sbagliata di Ferrari sul tedesco calza a pennello…

Stesso discorso vale per i piloti. Vettel degli ultimi due anni è l’ombra di quello che ha conquistato meritatamente 4 campionati mondiali. Dire che Sebastian ha vinto solo per merito della Red Bull fa parte di certi luoghi comuni che proprio non accetto. Spesso in F1 gli uomini vengo pensati come entità fisse, non considerando emozioni, sentimenti e debolezze. Per questo i piloti devono essere messi in condizione di lavorare al meglio”.

Se vuoi saperne di più puoi approfondire visitando il sito MotorBox, oppure accedi direttamene al canale YouTube dove potrai ascoltare l’interessantissima puntata numero 36 della celebre trasmissione RadioBox.


Autore: Alessandro Arcari @berrageizf1

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