Responsabilità Ferrari

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Ferrari SF1000

Responsabilità Ferrari


È inutile girarci attorno. Quando qualcosa non va c’è sempre un perché. Un motivo scatenante. La regola in questi casi è sempre la stessa: causa ed effetto. La recente riorganizzazione in seno al Cavallino Rampante, così definita dal comunicato stampa della Ferrari, parla di un nuovo assetto con le stesse facce a comporlo. Assegnare le giuste aree di competenza ad un professionista spesso può fare la differenza, ma in questo caso le difficoltà riscontrate mettendo la vettura in pista sembrano troppo grandi per essere risolte mischiando le carte in tavola. Ok… il palliativo può allontanare momentaneamente le conseguenze. Ma è capace di porre rimedio ai problemi?

Prevedere le conseguenze del proprio comportamento correggendolo sulla base di tale prospettiva viene riassunto da una semplice parola: responsabilità. Assumerla, significa prendere atto della situazione ammettendo il passo falso. Belle ed incoraggianti, le sole parole non bastano però. Lottare significa azzerare il passato lavorando assieme, evitando di puntare il dito su chi o su cosa non ha funzionato.

Responsabilità Ferrari
Giancarlo Minardi, fondatore del team Minardi F1

Ferrari è stata l’unica scuderia che in questa stagione non è riuscita a migliorare per niente la vettura”. Severe ma giuste le parole che compongo il pensiero di Giancarlo Minardi. Diretto e sincero, l’imprenditore di Faenza dipinge poi il quadro della situazione dall’alto della sua esperienza, individuando le tematiche legate al difficile momento della Rossa.

I problemi a livello tecnico della vettura sono sotto gli occhi di tutti. Cosa si può fare? Beh.. secondo il mio parere trovare un solo colpevole è inutile. Risulterebbe molto più sensato riflettere sugli errori commessi, riconoscendo mancanze e sbagli, evitando di perdere troppo tempo”. L’opinione dell’ex boss della scuderia Minardi è condivisibile, sopratutto in un mondo dove non solo le vetture corrono a 300 Km/h. “Oltre ad essere molto competitivo, il team Mercedes risulta estremamente unito e questo fatto senza dubbio aiuta…”

La riflessione finale di Giancarlo suona a saggio consiglio, ricordando alla storica scuderia italiana un fattore che sembra latitare all’intento del team: l’unione d’intenti.


Autore: Alessandro Arcari – @BerrageizF1

Foto: Minardi

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