Copygate F1: Ferrari contro Mercedes, ha ancora senso?

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Mattia Binotto, team principal della storica Scuderia Ferrari

Copygate F1: Ferrari contro Mercedes, ha ancora senso? 

400.000 euro di multa e 15 punti decurtati dal mondiale Costruttori, questo il verdetto dei commissari sportivi relativo al “Copygate” (per saperne di più) a cui sia Renault, che Ferrari e Racing Point stessa si sono appellate. Ma quando tutto portava a pensare che si sarebbe passati velocemente in quella nuova fase che va a coinvolgere la Corte d’Appello Internazionale della FIA di Parigi. Renault ha comunicato di aver ritirato il proprio ricorso, spiazzando un pò tutti nei tempi dell’annuncio, Ferrari compresa (seppur informata poche ore prima dal team francese).

I ricorsi presentati alla FIA da Renault e Ferrari avevano l’obiettivo principale di chiarire le regole che definiscono l’originalità tecnica del design delle varie vetture, quello che si può definire come il DNA della F1. «Il verdetto è un punto di partenza importante poiché riconosce un’infrazione delle regole” sostiene il teamprincipal Ferrari Mattia Binotto. “Siamo convinti che copiare non sia il processo giusto e lo abbiamo anche scritto in una lettera alla FIA. L’attuale giudizio riguarda solo le prese d’aria, ma dobbiamo riflettere se allargare il concetto all’intera macchina”.

Successivamente a ciò, la FIA aveva annunciato l’intenzione di apportare modifiche ai regolamenti (sportivo e tecnico) 2021 e successivi, al fine di evitare ulteriori casi simili a quello che sta coinvolgendo Racing Point. Ci sono stati molti colloqui nell’ultimo mese tra team, FIA e Liberty Media, anche all’interno di quelle importanti discussioni che riguardavano il futuro della F1,ossia quel Patto della Concordia 2021-2025 firmato poi da tutti e 10 i team, che ha portato a importanti progressi sull’argomento. Le prime linee guida sono arrivate da qualche giorno a questa parte ai vari team. Renault le ha prese molto positivamente, tanto da far cadere immediatamente il ricorso anche grazie ad una importante mediazione effettuata da Toto Wolff nel paddock del Montmelo. Ferrari un pò meno

In F1 il diavolo sta spesso nei dettagli, soprattutto in una situazione in cui un team può cedere informazioni su una determinata parte della vettura o venderla addirittura direttamente ad un altro team. Il problema si pone sul come monitorare questi passaggi di informazioni e componenti. Anche nel “Copygate”, la federazione internazionale ha dimostrato di non essere pienamente all’altezza nelle operazioni di controllo e supervisione su quello  che possono e non possono fare le varie scuderie. Ferrari quindi temporeggia, cercando e chiedendo maggiori garanzie. Come dargli torto?

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Mattia Binotto a colloquio con Toto Wolff

E poi, da non sottovalutare c’è una questione politica che spesso viaggia in parallelo a quella prettamente tecnica, ossia la grande voglia da parte di Binotto di coinvolgere anche Mercedes nel caso, portandola davanti alla Corte d’Appello Internazionale FIA. A Silverstone il team principal Ferrari era stato chiaro: “La violazione è come copiare un compito. C’è chi lo copia e chi lo passa”. Un chiaro riferimento alle presunte responsabilità dei campioni del mondo in questa vicenda. Ma senza Renault è tutto più complicato. E soprattuto, in solitaria, ha ancora senso? Considerando che la FIA, anche per una questione di immagine, vorrebbe chiudere la faccenda al di fuori di un tribunale (Parigi). Proprio su questo stanno ragionando a Maranello…


Autore: PG Tech – @smilextech

Foto: Ferrari

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