La guerra infinita

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La guerra infinita

La guerra infinita


Domenica si svolgerà il GP di Spagna e come tutte le gare alle quali abbiamo assistito, anche questo appuntamento non farà eccezione, svolgendosi a porte chiuse. Il GP spagnolo partirà con non poche polemiche e veleni, considerando la guerra che sta accadendo tra i costruttori del campionato del mondo. Questa non è una novità, questa è routine; questa è una guerra infinita che dura da quando esiste la F1. Anzi, più aumentano i soldi e quindi il potere da gestire, più la lotta si fa sanguinaria. Ne è un esempio proprio il GP di Spagna di quarant’anni fa.

Correva l’anno 1980 ed il primo giugno si svolgeva il GP di Spagna (tra mille veleni) in quel di Jarama: inizialmente la gara era valida a tutti gli effetti, salvo poi essere dichiarata illegittima e di fatto cancellata dal campionato. All’epoca vi era una lotta intestina tra due forze politiche ben definite ed i costruttori erano “il braccio armato”, che veniva usato per colpire giù duro con azioni di assenteismo o abbandono delle gare. In quel periodo, le principali forze in campo che si contrastavano erano rappresentate dalla FOCA (capeggiata da Bernie Ecclestone e i costruttori inglesi) e la FISA di Jean Marie Balestre; appoggiata da Ferrari e Renault in primis. La guerra infinita aveva come scopo il controllo della F1 e di tutti gli introiti che iniziavano a crescere in maniera esponenziale e che Bernie aveva fiutato; specie con la vendita dei contratti televisivi (cosa che sarebbe avvenuta in seguito).

La vicenda lunga e complessa che si protrasse per quasi tutto quel mese di quell’anno (anche se andava avanti da molto più tempo) fatta di riunioni infinite, abbandoni clamorosi, toccò il suo apice proprio al gp spagnolo, dove addirittura venne minacciato l’utilizzo della guardia civil locale (!) per impedire ai piloti di scendere in pista! Fatto sta che il GP si svolse, anche se, appunto, fu dichiarato non valido per il mondiale; senza contare che Ferrari, Renault e Alfa Romeo abbandonarono definitivamente il circuito; non partecipando di fatto alla gara. Per la cronaca, presero parte alla gara ventidue monoposto (nonostante i ritiri eccellenti poc’anzi citati) e, di queste, solo sei videro la bandiera a scacchi con Alan Jones vincente su Jochen Mass secondo e Elio De Angelis terzo.

La guerra infinita
Christian Horner, toto Wolff e Mattia Binotto

Per inciso, la tregua venne concordata solo dopo che  i maggiori sponsor del campionato inviarono un ultimatum alle parti in causa affinché trovassero un accordo, pena l’interruzione dei finanziamenti alle scuderie. Il 30 giugno, presso il Circuito Paul Ricard, ove si era tenuto il Gran Premio di Francia (immediatamente dopo quello spagnolo), vi fu la riunione decisiva. La FISA accettava di esaminare le proposte tecniche inviate dalla FOCA, che dal suo canto riconosceva la FISA come l’unico ente titolato per legiferare nell’ambito dell’automobilismo sportivo.

Quarant’anni dopo cos’è cambiato? Sebbene l’oggetto della discussione sia apparentemente diverso (oggi si parla di “copia incolla” di prese freni e reverse engineering, ieri si parlava di “minigonne” e potenza dei turbo compressori da modificare) ciò non toglie che ci ritroviamo le scuderie (raccolte in fazioni) ai ferri corti con una Federazione che, a differenza di prima, sembra aver perso il controllo sulle stesse… la guerra infinita appunto. Tutto questo, con il patto della concordia da firmare tra qualche giorno.

A mio giudizio, la F1 con le sue regole e le sue decisioni prese sotto banco, sta implodendo… forse è un bene; forse è la volta buona che si usa questa guerra infinita come pretesto per aggiustare le cose e trovare, non dico la pace, almeno una tregua equa e duratura che favorisca lo sport e lo spettacolo.

Buon GP a tutti.


Autore: Vito Quaranta @vito1976

Foto: F1

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