Analisi on board Vettel-Gp Toscana 2020: la Williams resta dietro…

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Analisi on board Vettel-Gp Toscana 2020
Sebastian Vettel al volante della Ferrari SF1000 durante il Gran Premio della Toscana

Analisi on board Vettel-Gp Toscana 2020: la Williams resta dietro…

Provocatorio, il titolo rende perfettamente l’dea. Riuscire a tenere dietro la vettura britannica, purtroppo da anni fanalino di coda, nel Gp numero 1000 della tua storia, potrebbe essere esaltante se fossimo nel 1993. Nel 2020, in tutta onestà risulta tristissimo. Ma alla Ferrari può succedere questo ed altro… lo sappiamo. Dopo Spa e Monza  il fondo era stato toccato, in teoria. Ma evidentemente, raschiarlo ancora sembrerebbe la tattica adottata dalla dirigenza italiana, forse in attesa di un provvidenziale intervento divino.

Avere un rendimento pessimo potrebbe in qualche modo essere accettato. D’altronde chiunque può cadere in una buca. Ma quello che fa riflettere, lasciando impietriti tifosi ed addetti ai lavori, è l’incapacità cronica nel comprendere la vettura. Intendiamoci, la Formula Uno è un mondo complicatissimo, dove ogni piccolo dettaglio può far decollare o precipitare un prestazione. Ma quello che personalmente non trovo accettabile è non saper porre rimedio, per minimo che sia, ad uno scempio prestazionale del genere. Al contrario, la competitività della vettura sembra addirittura scendere, quasi come se (ipotesi ancora più inquietante) non si volesse proprio farlo.


Analisi on board Vettel-Gp Toscana 2020: Premessa 

Evidentemente, i dati raccolti nelle due ultime gare del pazzo mondiale 2020, non sono stati sufficienti per metter su una monoposto in grado di ben figurare. Scarse, le prestazioni della vettura amaranto numero 5 hanno di fatto tarpato le ali di una speranza di per se già esile, moribonda. Del resto gli on board non mentono, mettendo in luce le gravi carenze aero-meccaniche-motoristiche che Ferrari sta mettendo in pista ogni fine settimana.

Analisi on board Vettel-Gp Toscana 2020
Sebastian Vettel scende in pista con la sua SF1000 amaranto durante il fine settimana toscano

La qualifica deludente, l’ennesima di Sebastian, deriva dallo scarso feeling che il tedesco ha nei confronti di quella che dovrebbe essere la sua migliore amica. Ma l’amore tra i due oramai è finito o forse, sarebbe meglio dire, non è proprio mai iniziato. Se poi i tecnici impongono una scelta sugli assetti perché, grazie alle brillanti analisi, hanno capito che è l’unica maniera di estrarre tutto il potenziale dal pacchetto beh… cos’altro può aggiungere un quattro volte campione del mondo oltre impegno estremo e serietà?


Analisi on board Vettel-Gp Toscana 2020: la numero 5

Come sempre più carico rispetto a quello del compagno (leggi qui l’analisi on board di Charles Leclerc), l’assetto scelto da Sebastian avrebbe potuto, e forse dovuto, aiutare il tedesco in gara. Non sapremo mai se la SF1000 del 4 volte campione del mondo avrebbe potuto sfidare quella del compagno ma, tenendo conto della sfortuna al via, sommata alla posizione in grigia più fortunata del monegasco, forse, e dico forse, le prestazioni delle due Ferrari al Mugello erano equivalenti la domenica. Sopratutto guardando al classifica finale.

Onesto, lo scatto di Sebastian consente al teutonico di infilare un paio di vetture all’interno della San Donato, approfittando peraltro del blocco creato da Verstappen. La cattiva sorte ultimante sembra avere una cotta per la numero 5. Nella concitazione del momento Sainz perde la vettura. Si gira nel bel mezzo della Luco fermandosi in mezzo alla pista. Seb nulla può. Lo centra in pieno malgrado faccia il possibile per schivarlo. Un alettone rotto ed una gara da ricostruire il risultato della sventura. La rossa Safety Car arriva e il gruppo rallenta.

Vettel si apre in radio. Calmo ma scazzato, mette al corrente della situazione il suo ingegnere di pista. Sostituzione del muso montando un treno di Medium nuove la risposta di Adami, resosi conto del grave danno riportato dalla vettura.

Sebbene Vettel si renda conto della botta presa alla sospensione, la preoccupazione è tutt’altra. Adami spiega che il procedere anomalo della vettura dipende dall’ala incastrata sotto la monoposto. Non avendo una visuale consona per capire, Seb ringrazia per l’aggiornamento, facendo sapere che effettivamente sentiva qualcosa sfregare nel lato anteriore sinistro.

Abbandonata la pit lane, informano Vettel che il check effettuato sulla numero 5 non ha rilevato ulteriori danni. Nelle tornate che precedono la ripartenza, focalizzarsi sulla gestione temperature è come al solito la prassi, cercando di tenere l’asse anteriore in temperatura spostando i valori del bilanciamento di frenata all’avantreno. Anticipando i tempi, Adami ricorda di utilizzare il K1 al restart suggerendo di spostare il manettino dell’Ers sulla pozione Soc 7, necessaria per massimizzare l’overtake button. Dopo 6 giri Bernd Mayländer prende la via dei box e la corsa riprende.

Vettel si trova in ultima posizione alle spalle di Raikkonen. La prudenza non è mai troppa. Sopratutto quando 20 vetture di Formula Uno si lanciano in una ripartenza pronte al tutto per tutto. L’esperienza, in questi casi, conta eccome. Dimostrazione ne è lo spazio di sicurezza preso da Kimi, cruciale per eludere il tamponamento collettivo creatosi là davanti. Il finlandese frena resosi conto del fattaccio. Il tedesco lo scarta sulla destra, procedendo lentamente nel polverone di detriti, lasciandosi alla spalle le vetture accidentate. Malgrado tutto però, sono pur sempre corse. Kimi lo ricorda a Sebastian riprendendosi la posizione appena persa, riaccelerando  immediatamente dopo la linea il traguardo, pochi secondi prima che la Safety Car si palesi nuovamente. Questa volta la scorribanda di Bernd Mayländer dura poco. Un paio di tornate e tutti fermi in pit lane. Bandiera rossa al Mugello.

Nel gito di rientro, malgrado sia al corrente delle possibili strategie da adottare per la ripartenza, il pilota di Heppenheim esprime un desiderio sugli pneumatici: tenere le gomme in temperatura evitando un ulteriore e nocivo ciclo termico, evitando di farle raffreddare per poi eventualmente riportarle nella corretta finestra di esercizio se si decidesse di continuare su quella mescola. Che dire… ingegnere mancato!

Mentre il sole illumina il casco celebrativo durante installation lap, Vettel cerca di portare in temperatura entrambi gli assali: qualche burnout e parecchi zigzag riempiono lo spazio che divide Sebastian dalla griglia di partenza. Il piano adottato per la numero 5 alla fine prevede un treno di Soft, affrontando la seconda standing start del Mugello dalla dodicesima piazzola.

 

Dopo i recenti bordelli scaturiti dalla troppa foga a centro gruppo, la parola cautela è stampata nella mente del tedesco. Sufficiente, lo scatto al via manifesta forse troppa flemma. Alla San Donato Sebastian viene infilato dalla Haas di Grosjean all’esterno, relegando tristemente la SF1000 amaranto in fondo al gruppo. Mezzo giro e il teutonico “torna in se” infilando, con l’aiuto prezioso del K1 abbinato all’utilizzo dell’ala mobile, la monoposto statunitense all’esterno di curva uno.

 

Là davanti la situazione e frizzante. Un ispiratissimo Russell svernicia Kimi, relegando il finnico in undicesima pozione. In questa fase di gara il teutonico sfrutta tutta la pista sfiorando spesso il limiti naturali del tracciato delimitati dalla ghiaia. Spreme la numero 5 come può e, dopo 3 tornate a caccia dell’ex ferrarista, riesce a metter dietro l’Alfa Romeo Racing numero 7 con una brillante manovra all’esterno della San Donato.

L’utilizzo “manuale” dell’ibrido azionando il K1 sul rettilineo principale aiuta Sebastian a chiudere il gap su Russell. In tre giri Vettel si avvicina alla Williams del britannico, deciso a strappargli la decima piazza.

Adami informa del distacco sul pilota Williams,mettendolo il tedesco al corrente sulla differenza di velocità nel settore centrale, per poi chiedere il primo tyre phase update della gara, esortando ilferrarista ad accedere nella schermata inerente i parametri relativi alla gestione degli pneumatici. 

In realtà, la riscossa del pilota di Heppenheim si spegne sul nascere. La guida al limite di Sebastian, sfruttando ogni centimetro del tracciato toscano, non può certo sopperire alle mancanze della vettura. Malgrado la gestione oculata alla guida, modificando per ogni tratto della pista motricità e differenziale, sommati ai suggerimenti di Adami su come ripartire la frenata in determinate curve, la SF1000 non risulta all’altezza della Williams di Russell in questa fase gara.

Alla tornata 27 viene chiesto a Vettel di ignorare il dato erroneo sul display riguardante il carburante. Nessun risparmio di benzina è previsto per i restanti 32 giri. Il quattro volte campione da l’ok rispondendo inoltre ad una precedente domanda sull’eventuale flap adjust per la prossima sosta: “down 2 clicks”. Sei curve più tardi il teutonico si corregge: “plus 2 click”, sottolineando come gli attuali pneumatici siano oramai del tutto logori chiamando indirettamente la sosta.

Sebastian sarebbe contento se la sua monoposto fosse provvista di mescole Medium. Approfittando della visita ai box più lunga del previsto di Kimi, l’ingegnere italiano vorrebbe prendere tempo. Il tedesco però non è affatto d’accordo, convinto di “pittare” subito scegliendo  gli pneumatici a banda gialla. Adami controbatte, facendo sapere che la strada da compiere è ancora molto lunga, individuando le Hard come unico compound adatto per arrivare alla fine.

I 2,7 secondi spesi nel cambio gomme, rispediscono la numero 5 in pista all’undicesima posizione. Dopo la San Donato Adami si apre in radio, ordinando di passare alla modalità dell’ibrido Soc 6 per generare una quantità di energia pari a quella consumata. Una manciata di giri risulta sufficiente per capire che l’antifona resta la medesima. Il cambio all’ala anteriore sommato alla mescola Hard non muta i valori in campo. Russell è sempre là davanti e, al momento, andarlo a prendere sembra una chimera. Vettel chiede di essere aggiornato sui lap time del gruppo che lo precede, esortando l’ingegnere italiano a guidarlo nella gestione degli pneumatici.

Elargiti i comandi Adami si apre in radio, sottolineando come arrivare a fine gara con le gomme attuali non sarà affatto un problema continuando così. Due giri più tardi l’italiano va più sullo specifico, invitando Sebastian a mantenere il lavoro svolto in curva 8, spronandolo ad migliorare il passo nelle curve successive. Osservando attentamente questi giri, si nota come Vettel azioni il toggle sinistro dietro il volante alla San Donato per cambiare i parametri del differenziale a centro curva, disattivandolo proprio all’Arrabbiata 2 (curva 8) alzando leggermente il piede. 

Effettuato il secondo cambio gomme Charles si trova presto negli scarichi del 4 volte campione del mondo. Visto la differenza di passo fra i due, in quel momento specifico della gara su strategia differenti, non avrei scommesso su di una difesa così arcigna da parte del tedesco. E invece si… Sebastian resiste alla San Donato e sbatte la porta in faccia al monegasco.

Neanche il tempo di riflettere sull’accaduto e la doppia bandiera gialla viene esposta dalla direzione gara. Questa volta la Safety Car è provocata dal botto in curva 8 di Stroll, per fortuna senza conseguenze. Adami si apre immediatamente in radio, richiamando Sebastian ai box, chiedendo un update sull’ala anteriore. Il tedesco ha le idee chiare, chiedendo “two clicks up”. 

La numero 5 viene dotata di un treno di scrub Soft, con la chiara intenzione di arrivare fino in fondo.I giri alle spalle di Bernd Mayländer sono solo 2 prima di fermare nuovamente la gara. Per la seconda volta bandiera rossa al Mugello. A tal proposito Vettel si apre in radio, chiedendo quante tornate dividono la vettura amaranto dalla traguardo. Sono quattordici, risponde l’ingegnere di pista. Occorrono una ventina di minuti circa agli steward per ripristinare in modo ottimale il circuito, rimuovendo quello che resta della RP20 in curva 8. Purtroppo per noi, l’on board di Sebastian rimane spento per una manciata di giri.

Ripartendo dalla decima posizione, il tedesco approfitta della mega pattinata di Russell mettendolo dietro. Peccato chenel frattempo venga agevolmente sverniciato da Kimi Raikkonen,autore di una partenza a fionda,per poi essere nuovamente infilato all’esterno della San Donato dalla Haas di Grosjean. Dopo la terza standing start toscana, il tedesco occupa l’undicesima pozione.

L’aggressività del pilota britannico si manifesta la tornata successiva quando, con utilizzo dell’ala mobile, lancia l’attacco al tedesco. George si getta in scia, scarta a sinistra buttandosi all’esterno cercando il sorpasso. Ma Sebastian fa le spalle larghe, ed il giovane talento Mercedes deve accodarsi. Alla tornata quarantotto, magicamente, l’on board di Vettel torna in vita. La Ferrari amaranto ha mezzo rettilineo di distacco dal compagno di squadra, ai ferri corti con l’unica Haas ancora in gara per la nona pozione. Poco dopo, il francese non resiste all’attacco di Charles, vedendo ora negli specchietti la SF1000 del quattro volte campione del mondo. 

Rapido e indolore, il sorpasso della numero 5 fa scivolare Grosjean fuori dai punti. Al momento, il ritmo è sufficiente per tenere dietro, non senza un estremo impegno, la Williams numero 62 di Russell. L’obbiettivo sarebbe quello di avvicinare il più possibile Charles cercando di chiudere il gap su Kimi. Sebbene il finlandese si trovi davanti a Leclerc, dovrà infatti scontare una penalità di 5 secondi per un ingresso ai box troppo sbarazzino.

Viene suggerito a Sebastian per ben tre volte un utilizzo più spinto della mappatura ibrida ricordando il gap su Kimi. Concreta, la possibilità di acciuffare la numero 7 fa gola al tedesco. Adami cerca diincitare il compagno di merende invitandolo a spingere, concedendo all’ultima tornata l’utilizzo estremo del sistema ibrido passando alla modalità Soc 1

Malgrado l’impegno estremo durante le ultime tornate, supportato dalla massima potenza a disposizione, il tedesco non riesce nell’intento. Tristemente, il ritmo della numero 5 risulta  inferiore a quello di una vettura che monta lo stesso motore, per giunta guidata dal pilota più longevo della categoria…

Diviso per comodità di ascolto il tre parti, il team di radio finale fotografa lo stato attuale del tedesco. La dedizione profusa alla giuda della sua SF1000, considerando il ritiro di otto vetture, vale un misero punticino iridato. 

Malgrado tutto, la capacità di trovare l’ironia in una domenica di certo non esaltante, dice molto sul pilota. E sull’uomo…


Autore: Alessandro Arcari – @BerrageizF1

Foto: F1 TV

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