Novantadue…

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Non è stata una vittoria come le altre per il team Mercedes quella ottenuta oggi al GP del Portogallo, perché oggi si è fatta la Storia. Sì, quella con la S maiuscola. Lewis Hamilton, infatti, da questo pomeriggio è il pilota più vincente di sempre in F1 con novantadue GP conquistati. Nell’immediato dopo gara, il sei volte campione del mondo ha espresso tutta la propria soddisfazione, rendendo molto merito al proprio team: “Devo tutto ai ragazzi in fabbrica e in pista per il loro lavoro fantastico. Continuano ad innovare, spingendo sempre più in alto il limite ogni giorno e ogni anno: è stato davvero un privilegio lavorare con loro finora, sono grato di tutti i momenti vissuti insieme. L’affidabilità è stata incredibile: nessuno si è mai seduto sugli allori. Questa collaborazione con Mercedes per me è fonte d’ispirazione”.

Si passa all’analisi della gara, in cui le temperature hanno giocato un ruolo importante. Gran Premio che, specie nel suo avvio, non è stato semplice per l’inglese: “Ci avevano annunciato che era previsto l’arrivo della pioggia appena dopo lo start. Ero partito bene ma, dopo la curva 7, ho avuto un enorme sovrasterzo per cui è stato necessario che alzassi il piede. Probabilmente, avrei anche potuto difendermi da Valtteri, ma ho pensato che fosse meglio gestire il momento risparmiandomi in quel frangente per poi puntate sul riprendermi successivamente. Alla fine, per fortuna, sono riuscito a reagire”.

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Lewis Hamilton festeggia sul podio di Portimao la vittoria numero novantadue

Verso la fine della gara, però, Lewis ha accusato una noia fisica: “Ho avuto un crampo al polpaccio destro, quindi ho dovuto un po’ alzare il pedale in rettilineo, perché sentivo abbastanza dolore. Ciò dimostra quanto il nostro sport sia fisico. Ho stretto i denti, arrivando fino in fondo alla gara.”

La chiusa di Hamilton non può che tornare sul suo record: “Non avrei mai potuto nemmeno sognare il traguardo che oggi ho tagliato, nè cosa sarebbe accaduto dal momento in cui ho scelto il team Mercedes. Ogni giorno lavoriamo insieme remando compatti, questo è il motivo del nostro successo.” C’è spazio anche il privato: “È una giornata davvero speciale perché qui c’è mio papà con la madre adottiva e Roscoe (il suo bulldog, ndr).” Il britannico conclude dimostrando tutto il proprio carattere caratterizzato da un’infinita fame di vittoria: “Certo, ci vorrà un po’ di tempo per rendermi conto di quanto sia riuscito a fare, ma non smetterò di spingere al massimo dalla partenza sino al traguardo. Ora mi godo questo momento che riconosco essere un privilegio.” 

Atmosfera diversa si respira dall’altro lato del box Mercedes. Valtteri Bottas si trova, infatti, di nuovo a fare i conti con il non riuscire a concretizzare arrivando alla vittoria, nonostante le buone prime fasi di gara: “Il primo giro è stato piuttosto buono: una leggera pioggia ha reso quel frangente insidioso. Le vetture che seguivano avevano un vantaggio montando la gomma soft, però io sono riuscito ad andare comunque bene. Dopo quelle tornate iniziali, però, non ho più avuto passo e non ne so individuare il motivo.

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Il finlandese racconta del sorpasso in rettilineo subìto al giro numero 20 da parte del compagno di squadra: “Ho cercato di difendermi mettendomi tutto sulla destra, ma lui aveva un passo migliore e io non sono proprio riuscito a reagire, nonostante spingessi al massimo.” Al 42esimo passaggio, Bottas chiede in un team radio, di provare a montare al gomme soft al pit stop, non verrà esaudito: “Speravo di protrarre un poco il primo stint per poi poter passare alle rosse ma, complessivamente, non avrebbe fatto la differenza oggi.”


Autore: Elisa Rubertelli – @Nerys_

Foto: Mercedes – Formula Uno


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