Sainz lavora per il 10 in pagella

È inutile nasconderlo: il compagno di squadra è il primo “nemico”.  Lo sanno tutti all’interno di un team di Formula Uno. Il rapporto può essere buono. Con tanto di rispetto e fiducia al seguito. Ma quando si abbassa la visiera le chiacchiere stanno a zero. L’unico desiderio, quello che realmente conta, è andare forte. Magari più del pilota con il quale condividi il box. Tuttavia, benché la volontà sia grande, emergere su chi stinge lo stesso volante non è mai semplice. Soprattutto quando l’esperienza maturata alla guida non è un granché. 

Approdato a Maranello durante l’inverno, Carlos Sainz sta percorrendo una ripida curva di apprendimento. E lo sta facendo, dati alla mano, in maniera brillante. Le monoposto moderne sono quasi delle astronavi. La miriade di parametri da controllare a bordo sono davvero molti. Le procedure, sebbene condividano lo scopo, sono spesso differenti da una scuderia all’altra. Lo sa bene lo spagnolo, impegnato nel memorizzare tutti i comandi della Ferrari SF21. Riuscire a performare al top significa avere la testa sgombra. Fondersi con il mezzo meccanico. Addestrare il cervello a compiere gesti con il minimo impulso. Avere la situazione completamente sotto controllo creando una “memoria manuale” che, autonomamente, gestisce la situazione.

Secondo le ultime dichiarazioni dell’iberico tutto ciò è assai vicino. Da subito a proprio agio nell’ambiente ferrarista, sensazioni positive pervadono la mente di Carlos, convinto di aver realizzato un ottimo lavoro. Lo racconta lui stesso, conferendosi un voto altisonante in base alle sue prime apparizioni in rosso.

“Sono parecchio contento della mia vita in questo momento, felice di stare dove sono. Detto sinceramente mi sento oramai molto vicino al 100% come parte di questa squadra. Mi sento come a casa e mi sto divertendo in Italia” commenta il madrileño prima di passare alla votazione: “Direi un buon nove pieno, molto vicino al 10. Mi manca solo la vittoria…”

Bilanci prematuri a parte, Sainz ha dimostrato una grande determinazione. Inoltre, malgrado qualche errorino di troppo, la sua velocità in gara ha senz’altro sorpreso. Qui torniamo alla premessa iniziale del pezzo. Per raggiungere il famoso 10 in pagella, Carlos dovrà quantomeno raggiungere le prestazioni del monegasco. E perché no batterlo. Leclerc però è un osso duro. Un pilota dotato di un enorme talento. Non sarà affatto facile stargli davanti…


Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz

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