F1: crociate e “crocifissi”…

F1: crociate e “crocifissi”…


Piloti come idoli, eroi o esempi. Esemplari rarissimi di persone straordinarie, pur nella loro normalità. Uomini o ragazzi che fanno sognare, emozionare, esaltare, grazie alle loro gesta da moderni funamboli, da eterni cavalieri indomiti. Lo sguardo distaccato dura un battito di ciglia, subito sostituito da un coinvolgimento emotivo che ce li rende tanto cari, assolutamente insostituibili. Qualcuno lo chiamerebbe tifo, ma alle volte si tratta di qualcosa di ancora più profondo, meno viscerale. Con alcune personalità si instaura una speciale empatia, che vive di affinità, talora di contrasti. Questo genera immedesimazione, comprensione, affetto.

Tutti sentimenti nobilissimi, vero corollario di una sana passione. Ma fino a che punto è lecito spingere questo fervore? Ecco, me lo stavo chiedendo proprio ora, a mente fredda, dopo una settimana di ragionamenti e analisi della prima gara stagionale. Fatti e misfatti sono stati sviscerati e argomentati con una minuzia certosina, generando, come è normale, dibattiti e dissapori. Tuttavia, in certi casi, ho riscontrato prese di posizione troppo rigide, giudizi sommari, stucchevoli crociate. E questo un po’ mi delude, perché tende a oscurare il punto focale della situazione. Si tratta di piloti, non di personaggi. E la Formula Uno non è un reality show.

Ovvio che certe tipologie di fatti destino interesse e generino clamore. Ma c’è un limite a tutto, da una parte e dall’altra. Esagerano certi cronisti imbonitori nel attirare attenzione su cose futili e accessorie. Allo stesso tempo esagera chi li critica senza sconti e con enfasi smodata. Soprattutto trovo riprovevole la mania di giudicare tutto e tutti, precocemente, talvolta senza solide basi. In questo caso il riferimento è ovvio e tristemente noto: Vettel.

Sebastian Vettel, l’uomo e il pilota

Sebastian alla sua prima in verde proprio non ha convinto: una serie di concause, talune sfortunate, altre rocambolesche. E il risultato è da dimenticare. Tuttavia non significa che si tratti della norma, infatti è troppo presto per i processi sommari. Molti detrattori invece vedono già un Vettel crocifisso, avviato a una lenta e agonizzante decadenza. Questo ovviamente è ingiusto, e fa sorridere. Però c’è anche chi, sommessamente, si limita a sottolineare l’oggettività, parlando di una scarsa prestazione. E ciò è lecito, al di là dell’accordo o del disaccordo. Invece mi pare che, alle volte, manchi una visione equilibrata e la faccenda venga presa un po’ troppo sul personale.

Per farla breve, penso che sia accettabile la critica, quando oggettiva e costruttiva, ma biasimo il giudizio fine a se stesso. E purtroppo spesso, da una parte e dall’altra, si tende a smarrire il senso della misura. Personalmente ritengo impossibile emettere un verdetto su di un pilota, qualsiasi pilota, dopo una sola gara di campionato. Non mi sognerei mai di dire che Pierre Gasly sente la pressione del giovane Yuki Tsunoda. Allo stesso tempo trovo prematura la stroncatura di Mazepin, al netto della poca simpatia che il ragazzo possa generare. Quindi non vedo perché dare Vettel per spacciato a priori, quando è prestissimo per tirare le somme.

Piloti 2021

Però, essendosi disputata una gara, di questi fatti dobbiamo pure discutere: valutandoli, soppesandoli, cercando di essere il più possibile obiettivi. E talora può capitare che le opinioni siano divergenti, se non opposte. Quindi, a mio avviso, non servono crociate in difesa dell’uno o dell’altro pilota. Perché loro si sanno benissimo difendere, in pista e dalle insidie della vita. Serve rispetto, per chi guida, in primis, ma anche per chi espone la propria opinione, purché venga fatto in modo garbato e verosimile. Poi certo, esistono gli odiatori seriali, i beceri agitatori da tastiera e anche i fini conoscitori della materia che bocciano per partito preso. In quei casi basta andare oltre. Ricordiamo sempre che, buoni o cattivi, vincenti o gregari, impegnati o scanzonati, i ragazzi della Formula Uno sono prima di tutto piloti. E vogliono esprimersi attraverso la pista. Mani sul volante, occhi sull’asfalto, nel battito impazzito della loro passione.


Autore: Veronica Vesco – @VeronicagVesco

Veronica Vesco
Il candore di un foglio bianco che m'invita alla scrittura. Il fragore di una monoposto rossa che accende la mia natura. Due colori tratteggiano il mio profilo fin dall'infanzia. Due colori capaci di accompagnarmi nel tempo, assumendo molteplici tonalità, sfumate dagli eventi della vita. Da una penna a una tastiera. Da un'auto a pedali agli autodromi. Da una laurea in Lettere al primo libro. Sempre nel segno di una Ferrari. Sempre con il sogno di cavalcare le mie passioni.

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1 COMMENT

  1. Bravissima. Condivido ogni virgola. Bello trovare, in questo mare di parolai, chi esprima quello che pensi, che senti e che ritieni importante.

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