Vettel e “l’ipocrisia”

Ingegnere, tecnico e memoria storica. Sebastian non è un “semplice” pilota di Formula Uno. Sempre attento alle tematiche legate alla massima categoria, nel corso della propria carriera non ha mai fatto mistero delle sue opinioni. Spesso esposte con la naturalezza di chi non teme un giudizio. A tal proposito, memorabile il team radio durante il Gran Premio di Russia edizione 2019. Al giro 27, quando la SF90 numero 5 si trovava in quarta posizione in lotta per il podio, nasce un inconveniente tecnico. 

Se ne accorge di immediato il tedesco, facendolo presente in radio. Sebbene il muretto box Ferrari cercherà di risolvere la situazione, il grattacapo troncherà di fatto le velleità del ferrarista. Il ritiro è quindi necessario per preservare la power unit italiana. Un malfunzionamento alla parte ibrida costringe il quattro volte campione del mondo all’abbandono. La frustrazione è alta. Parcheggiata la vettura nel terzo settore, arriva lo sfogo in radio. Piuttosto esplicito come potete voi stessi ascoltare.

Vettel

Forte e chiaro, il messaggio arriva come una dardo infuocato invocando il ritorno ai “bistrattati” motori V12. Ovviamente, l’interesse e il rispetto verso l’ambiente esternato negli ultimi mesi dal cittadino più famoso di Heppenheim, collide con episodi del genere. Questo fatto però, non può certo significare che moralismo e ipocrisia vivano dentro Sebastian. Al contrario, la convivenza tra due aspetti diametralmente opposti è possibile. Ci spiega come lo stesso Vettel, durante le sue ultime dichiarazioni raccolte da un’emittente tedesca.

Ragionando come pilota romantico, posso dire che resto un grande fan dei propulsori V12. Suoni e vibrazioni erano davvero uniche. Tuttavia, svestendo i panni del corridore, capisco come non si possano sprecare determinate risorse. Quasi certamente diverse persone punteranno il dito contro di me definendomi ipocrita, visto che gareggio in F1 e lo faccio spostandomi quasi sempre in aereo. Ma essere un pilota da corsa è il mio lavoro e la mia passione”.

Vettel

Il punto di incontro tra sostenibilità e tradizione non è una chimera. Ne è fermamente convinto il teutonico. Si tratta di essere responsabili. Mettere in pratica determinate strategie per massimizzare il lato tecnico e allo stesso tempo essere in grado di rispettare ciò che ci circonda.

Sono convinto che siano diverse le strade per rendere sostenibile un grande business come la Formula Uno. Non si tratta di sbarazzarsi delle cose ma bensì di migliorarle, agendo in maniera decisamente più responsabile. Conciliare passione e sostenibilità è quindi possibile…


Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz

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