Il pagellone amarissimo del Froldi

Il pagellone amarissimo del Froldi


Forse è durata poco.

E d’altronde si sa, una rondine non fa primavera. La Red Bull di domenica non può impensierire la corazzata anglo-tedesca che, certo, sarà un po’ meno corazzata, ma comunque la sfanga sempre e, quasi sempre, come a Portimao, meritatamente.

Ti diventa simpatica pure la Red Bull e ti faresti i capelli arancioni per vedere perdere la Mercedes, ma tant’è. Lo ripeto spesso: prima gara inspiegabilmente buttata nel water dai bibitari. E quei punti gridano vendetta e credo aleggino negli incubi di Horner e Marko.

Il problema è che in Mercedes sono velocissimi a capire i problemi. E quindi se tu li vuoi far crollare devi avere la forza di dargli subito mazzate micidiali, in modo tale che non abbiano tempo di recuperare. Devi proprio azzannarli alla gola, devi mettergli una pressione addosso da farli crollare, come ad esempio ha fatto Max con quel sorpasso cattivo e chirurgico a Imola.

Sennò, quelli lì dico, si rialzano e ciccia.

La Red Bull è quasi l’auto migliore. La narrazione imposta da Toto, che sarebbe perfetto per fare l’addetto stampa ovunque, è stucchevole, ingannevole e palesemente falsa. La Mercedes e Hamilton restano ancora il connubio perfetto, il “Terminator” della F1. E se si continua così, non credo che a metà campionato avremo ancora i duellanti divisi da pochi punti. Hamilton avrà già preso il largo, statene certi.

Come si capisce che è ancora una lotta impari?

Verstappen deve sempre guidare al limite, come a suo tempo faceva Vettel quando aveva l’auto buona per vincere, ma non la migliore globalmente. E quando corri sempre al limite, e spremi tutto da te stesso e dal mezzo, l’errore o la noia meccanica sono dietro l’angolo.

Uniamo i puntini:

  • Aver avuto il tempo per la potenziale pole cancellato per un dannato sensore che segnala il limite della pista.
  • Aver quasi rischiato di essere sanzionato per l’entrata furiosa in pit lane per non perdere tempo…
  • Aver di nuovo superato un dannato sensore per prendere il punto del giro veloce, a fine gara, che sarebbe stato fondamentale in ottica mondiale e anche psicologica, e aver regalato quel punto a Bottas.
Il pagellone amarissimo del Froldi

Parliamoci chiaro: la persistenza e costanza di Verstappen sono titaniche e eroiche. Ma purtroppo sono, da quel che si è visto con quest’ultimo gran premio, destinate alla sconfitta. Si lotta anche quando si sa di perdere, perché è più forte di noi non mollare la lotta per una vittoria, per un sogno mondiale, e fuori dallo sport per un’ideale.Ma, davvero, per vincere contro questi leviatani ci vuole un cambio di passo che non intravvedo. Hai dato loro tempo di riorganizzarsi, e piano piano l’inerzia si sposta verso di loro. Impercettibilmente si prepara la valanga. E sei sconfitto. E’ già ieri.

Ma, non per questo, non ci devi provare. E non puoi non avere il mio tifo sperticato. Come ho detto più volte, non devo far finta di essere ciò che non sono nel mio pagellone. Tifo forsennatamente e spudoratamente per vedere Toto senza quel sorrisetto borioso, e perché Hamilton venga detronizzato. Finalmente. Perché per dirla con il Bruce Wayne di Nolan: “O muori da eroe o vivi abbastanza a lungo da diventare tu il cattivo”. Ovviamente si parla di sport eh, quindi cercate di capire che il senso della lettura che state facendo è metaforico. Non si sa mai…

Potrà accadere nel duemilaventuno che il Re nero possa essere detronizzato?!… beh, questo è tutto un altro paio di maniche.

Della Ferrari meglio tacere.

Hamilton. Voto: 10 e lode. ho rivisto il solito animale da gara perfetto e imbattibile. Ahi.

Hamilton e i suoi team radio. Voto: sei serio? Ormai il giochino lo hanno capito tutti. E sei un campione anche per questo, nel senso che non hai particolari problemi a mentire spudoratamente per cercare di confondere gli avversari. E così dici che le gomme sono alla frutta e poi spari giri veloci a ripetizione. Però il giochino poteva funzionare prima. Da tempo lo abbiamo capito tutti eccettuato, forse, qualche cronista distratto. Meno male che ci ha pensato il buon Rosberg a ricordarglielo.

Verstappen. Voto: 10 meno. Non perfetto. La pressione comincia a farsi sentire quando si raggiungono alte vette. E ti abitui o crolli. Vediamo.

Red Bull. Voto: Idem

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Bottas. Voto: da tappo a budino molle. Quando Hamilton lo ha azzannato alla giugulare mi ha fatto quasi tenerezza. Bottas è così, molto veloce ma spesso inconsistente quando conta. Ma, d’altronde, ci sarà un motivo per cui Bottas è Bottas e Hamilton è Hamilton, no?

Iceman. Voto: 5. Capita anche ai migliori, talvolta, di sbagliare. Ma non è che per questo devono essere crocifissi.

Ferrari. Voto: mediocrità (cinque pieno).

Binotto e la comunicazione con la stampa. Voto: Idem

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Leclerc. Voto: 7. Di più non si può fare.

Sainz. Voto: 6. Ci ha messo del suo, oltre alla strategia sbagliata.

Russel. Voto: 8. Migliora costantemente.

Mc Laren. Voto: Idem.

Ricciardo. Voto: sta ancora prendendo le misure.

Vettel. Voto: finalmente qualche sprazzo del suo talento.

Mazepin. Voto: non spariamo sulla Croce Rossa.

Mick Schumacher. Voto: “Sursum corda”.

Il pagellone amarissimo del Froldi

P.S.: sapete che io sono fissato con il tema dell’anglocentrismo della F1. Ieri le Red Bull venivano sverniciate in rettilineo dalle Mercedes. Facciamo un giochino. Se al posto delle stelle a tre punte le avesse sverniciate una monoposto rosso opaco, cosa sarebbe accaduto? Mi avete capito…


Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi

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