Il pagellone del semiasse del Froldi

Il pagellone del semiasse del Froldi


E l’ennesima figuraccia in diretta mondiale, di quelle che puoi raccontare ai nipoti… la tempesta beffarda e perfetta, puntuale come un orologio svizzero, è arrivata.

E’ che io me lo sentivo dentro che qualcosa sarebbe accaduto. Fosse stato un altro team non mi sarei particolarmente preoccupato.

Ma la Ferrari osa dove gli altri non osano. Vola ad altezze non comuni, per luoghi solitari che solo lei conosce.

Ed è quel brivido che ben conoscono i tifosi ferraristi da oltre trent’anni; cioè che se qualcosa deve andare male, alla Ferrari andrà sicuramente male per vie che il diavolo, solo lui, conosce.

Dai, ammettetelo, quel brivido fastidioso che correva lungo la schiena, appena Carletto s’è piantato, non vi ha più abbandonato. E nella notte sentivate una voce “bastarda” dirvi, nel silenzio della vostra camera da letto, mentre cercavate di addormentarvi recitando qualsiasi rito propiziatorio perché il cambio della numero 16 fosse integro: “Ma non preoccuparti, tanto non vincete…”

Lo psicodramma è cominciato, appunto, con Charles in pole provvisoria che fa un bel botto e, per essere più beffardo, ha visto cinguettare quelli di Maranello che no, dopo approfonditi controlli, non c’era nessun problema.

In un universo parallelo, oggi è tanto di moda il concetto fumettistico del multiverso, probabilmente è andata così.

Ma qui, su Terra 0, quel brivido lungo la schiena persisteva. E la Ferrari ha un rapporto privilegiato con la sfiga. Che poi, parliamoci chiaro, sfiga sino ad un certo punto. E’ che si tratta di una miscela micidiale fra sfiga, talvolta faciloneria, errori dei singoli, team giovane (si vabbè) che manco le benzine della Shell… fatto sta che qui su Terra 0 la Ferrari di Leclerc non è mai partita.

E noi stiamo ancora aspettando Godot.

Il punto è la comicità.

Si, cioè… che c’entra direte? C’entra, c’entra signori miei!

Vedete, nella comicità… i tempi sono tutto!

E così, la comicità Ferrari è la migliore, perché è involontaria.

E si sa che la comicità che funziona meglio è quella che non ti aspetti…

Oh, ora poi mi darete dell’odiatore Ferrari (anzi “hater”) ma come si fa a dire che tutto va bene sulla parte destra della SF21, e poi a non partire per un semiasse andato a sinistra, e poi a dire che non avevate controllato quella parte?

Ora… si sono mai viste dichiarazioni simili?

E no, non ce l’ho con Binotto. Però lui (non io) nel curriculum ha stampato dal 2019Team Principal Ferrari. E non è, come Horner e Wolff (entrambi ex piloti) un “politico”, lui è un tecnico, diamine!

Binotto dice che non conta la gara singola, ma conta aprire un ciclo. Ecco, vorrei far sommessamente notare che vincere una gara, e che gara, fa un morale enorme, fa prestigio e via discorrendo.

Perché, parliamoci chiaro, questo jolly ce lo siamo bruciati alla grande. E difficilmente ti ricapiterà nel 2021.

Ma cosa volete che sia… tanto abbiamo la macchina super-ultra-extra-micidiale per il 2022. E se non accadde? Bè, potremo dire di aver visto aprirsi comunque un ciclo.

Poi, certo, sul tipo di ciclo, dovremo intenderci… giusto!?

Nello psicodramma Ferrari, ci possiamo consolare per almeno due motivi.

Red Bull davanti in tutti e due i campionati mondiali e una Mercedes che è sembrata aver preso in prestito i dadi degli pneumatici dalla disgraziata SF1000, assieme ad Inaki Rueda.

Dai, anche qui, in quanto a umorismo, con Hamilton sull’orlo di una crisi di nervi per una volta che il suo team toppa, siamo a vette inarrivabili di comicità involontaria.

Dai… forza Max (pensa come siamo ridotti)!

Leclerc. Voto: 5. Parte da lui il disastro domenicale. A casa sua. E’ che quando lui gareggia a Montecarlo, vuole strafare. E puntualmente si pianta. DNF. Spesso la linea di confine che separa il capolavoro dal disastro è quel millimetro in più o in meno, soprattutto nel toboga monegasco.

Ora: di norma io sarei per osare. I piloti questo devono fare. Ma a Montecarlo raramente il rischio paga. Con i se e con i ma certo non si fa la storia… ma chi lo sa, magari senza lo sciagurato botto Verstappen faceva la pole, o la faceva Carlos (che non si è piantato) e magari su Terra 1 è accaduto e ora stiamo festeggiando una doppietta.

Ferrari. Voto: 5. E con il team che si preoccupa di avvisarci via social che va tutto bene, e poi la numero 16 se ne resta bella al calduccio nel box, si completa il disastro. Semiasse. Destro. Semiasse? Destro?

Qualcuno ha fatto notare che in 24 ore si riparano monoposto ben più danneggiate. Ma se lo diciamo noi, ecco qui… siamo odiatori. Di nuovo.

Ogni volta che sento una castroneria simile vorrei mettere mano alla pistola… (in senso metaforico, s’intende…)

Sainz. Voto: 9. Zitto zitto, piano piano, sta prendendo le misure. Pilota di sostanza. Eccome. Mi comincia a piacere assai…

Bottas. Voto: ho esaurito gli aggettivi. Il gregario perfetto, che non dice mai una parola di troppo sul suo team, me lo immagino ormai come un novello Atlante che, da solo, regge sulle spalle tutta la sfiga Mercedes. Ci vuole un fisico… bestiale.

Hamilton. Voto: chi l’ha visto? Fine settimana davvero incolore. Capita.

Hamilton piangina. Voto: E’ tornato. E non ci mancava.

Toto Wolff. Voto: é che sono antipatici proprio! E’ comodo dire che ci vorrebbe una tal regola o una talaltra per chi provoca anche involontariamente lo stop della sessione, quando i tuoi piloti i pasticci (e ben più vicini alle “porcate”) li hanno fatti nel passato, e ora ci sono di mezzo altri piloti. Certe volte si dovrebbe avere la dignità del silenzio.

Ali che flettono. Voto: a brigante, brigante e mezzo. Mercedes come al solito tira fuori l’artiglieria pesante se si vede poco poco minacciata. Guardate che politicamente è forte, lo sapete. E il “gentlemen agreement” con i cugini della Red Bull pare già il passato. Aspettiamoci, fra alettoni anteriori e posteriori che si devono flettere, ma non troppo, un pirotecnico mese con richieste di controlli incrociati. E la Federazione sarà davvero capace, una volta tanto, di essere imparziale?

Giovinazzi. Voto: 9. Certo che anche lui sta davvero migliorando tanto. E a me fa immensamente piacere.

Tsunoda. Voto: al contrario. Raramente mi è capitato di vedere un esordiente peggiorare di gara in gara.

Mick Schumacher. Voto: 8. L’unico sorpasso in pista, se non vado errato, è stato il suo.

Sebastian Vettel. Voto: 8. Sprazzi del campione che è. E soprattutto una piccola rivincita anche su Hamilton. Dici poco…

Complottismi assortiti. Voto: l’era del nulla. Ne volete gente laureata su Wikipedia, propalatori delle più grandi stronzate pseudoscientifiche, tutti prima medici, poi ingegneri, poi astrofisici e via discorrendo.

Ecco, ora abbiamo quelli del Leclerc che si è piantato apposta. Wow.

Che brutta epoca stiamo vivendo… altro che Medioevo

P.S.: il prossimo gran premio è già uno snodo fondamentale. Se Mercedes reagisce, tutto come al solito, se esce con meno punti delle lattine volanti… bé, allora rischia di diventare tutto un altro film. Come sapete non ci credo, ma chissà…


Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi

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