Lungo le stradine del principato, cosa è successo a Mercedes?

Difficile: aggettivo banale ma congruo se pensiamo al rendimento Mercedes lungo le stradine del Principato. Le W12 sono vetture eccezionali. Le più rapide del lotto. Ciononostante anche le Frecce Nere hanno dei punti deboli. I tecnici di Brackley sapevano che il tracciato monegasco avrebbe creato diversi grattacapi. Monte Carlo significa alto carico, grip meccanico e attivazione compound. La qualifica, se non succede nulla di particolare, è il 90% del risultato finale in gara. Data la particolare conformazione del tracciato infatti, l’asse anteriore fatica a entrare in temperatura.

Pertanto, realizzare un giro di warm up a velocità sostenuta dopo l’in lap era necessario. Questo provvedimento, peraltro adottato da tutte le scuderie, tende a mandare in overheating il retrotreno. Una discordanza di temperatura tra gli assali compromette non poco la performance, inficiando negativamente sul cronometro. Per questa ragione, nel marasma del traffico, i piloti devono essere bravi a trovare il giusto equilibrio per portare le 4 mescole nella giusta finestra di funzionamento.

Il Das non c’è più. Il sistema per il quale Mercedes “aggirava” problematiche del genere è stato bannato dalla federazione. Quanto avrebbe fatto comodo. Benché il bilanciamento del giovedì sia parso buono, sensazione confermata dallo stesso James Vowles alle termine delle libere 2, durante le FP3, sessione caratterizzata da un abbassamento delle temperature dell’asfalto di circa 15°, le difficoltà emerse hanno fatto prendere agli ingegneri anglo-tedeschi una decisione coraggiosa: cambiare assetto all’ultimo minuto. Tale scelta ha costretto i piloti a presentarsi all’appuntamento con le qualifiche un po’ alla cieca.

Mercedes

Le modifiche effettuate hanno sicuramente giovato a Valtteri. Il finlandese ha messo giù un tempo competitivo durante l’ultima fase della qualifica. Crono che avrebbe potuto, unendo i tre best sector, piazzare la numero 77 addirittura in pole. Al contrario Lewis è naufragato. Le scelte intraprese non hanno convinto affatto il britannico, incapace di trovare la fiducia necessaria per essere competitivo.

Assolutamente da non sottovalutare, la componente psicologica gioca un ruolo fondamentale per affrontare al meglio il tracciato monegasco. A posteriori dobbiamo constatare come il sette volte campione del mondo sia incappato in un fine settimana abulico che, come raramente succede, lo portano a un atteggiamento insofferente quando non “sente” sua la vettura (clicca qui per saperne di più).

Mercedes

C’è poi da tenere presente un ulteriore dato che senza dubbio ha complicato le cose. Sebbene nel corso delle ultime stagioni sia stato sensibilmente accorciato, il passo della W12 resta comunque lungo rispetto ad altre monoposto. Uno degli aspetti negativi di questa filosofia risiede nella difficoltà di ruotare la monoposto nelle curve più strette, visto che il raggio di sterzata aumenta proporzionalmente alla lunghezza dell’interasse. Raddrizzare più lentamente la vettura significa pertanto ritardare l’accelerazione, fattore che di sicuro pregiudica il tempo sul giro. 

Come dicevamo all’inizio dell’analisi, i tecnici Mercedes erano consapevoli delle difficoltà a cui sarebbero andati in conto. Il reparto tecnico, nelle ultime stagioni, ha sempre cercato di limitare i danni adottando pacchetti specifici creati su misura per il toboga principesco. Sin dal giovedì, le due W12 sono scese in pista con una sospensione rivista. Il nuovo schema prevede una modifica al braccetto dello sterzo e al triangolo inferiore.

Mercedes

I due elementi sono stati attaccati al porta mozzo in un punto più avanzato per consentire una maggiore sterzata. Mentre la sezione del braccio dello sterzo è aumentata e l’attacco all’inlet dei freni è stato adattato al nuovo schema. Cambi che, secondo le informazioni da noi raccolte, non hanno innalzato la manovrabilità della vettura tedesca alle basse velocità come ci si aspettava.

Baku non è Monaco. Siamo d’accordo. Eppure le problematiche legate all’asse anteriore, riguardanti la “benedetta” finestra da centrare per accedere alla massima performance della vettura, potrebbero ripresentasi in casa Mercedes durante la qualifica. Fattore che in ottica mondiale potrebbe rendere ancora più interessante la lotta con l’agguerritissima e lider del mondiale Red Bull


Autori: Alessandro Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich

foto: Mercedes

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