Regoliamoci #3: track limits

Regoliamoci #3: track limits

A differenza dello scorso Gran Premio, dove già avevamo visto assegnate delle sanzioni durante le libere e la qualifica, in questo Gp del Portogallo nessuna decisione è stata presa prima della gara. Tuttavia, potremmo comunque parlare di “bravi ragazzi”, non fosse per Max Verstappen perseguitato dai track limits! L’olandese si è visto cancellare il giro che l’avrebbe messo in pole position al sabato e il tempo che gli avrebbe dato il punto addizionale in gara per aver violato i limiti di pista.

Facciamo un po’ di chiarezza. Nel regolamento sportivo, gli articoli che trattano questo argomento sono il 27.3 e il 27.4

Nel primo, si legge chiaramente che: “I piloti saranno giudicati per aver lasciato la pista se nessuna parte della vettura rimane a contatto con essa… Le linee bianche costituiscono parte di essa, ma i cordoli non lo sono”.

Siamo ormai abituati, però, a vedere le vetture andare ben oltre la linea bianca. Nelle curve in cui vengono installati i sensori, è concesso utilizzare tutto il cordolo bianco/rosso ed è sufficiente che una parte di una gomma rimanga a contatto con esso per vedersi il tempo confermato. Durante la qualifica, per Verstappen non è stato così; i rilevatori si sono attivati e automaticamente il giro è stato cancellato. La polemica che si è generata poi è stata dovuta al fatto che il pilota Red Bull è andato oltre il consentito in curva 4 facendo una correzione per un suo precedente errore. Tuttavia, come già detto, nelle zone controllate elettronicamente, il tutto avviene senza verifica umana…

Max Verstappen in azione durante il Gp del Portogallo

Lo stesso si può dire per quanto riguarda la gara. Nel finale, l’olandese ha montato la gomma soft per far registrare il giro più veloce e ottenere così il punto addizionale. Cosa che gli è riuscita, non fosse che in curva 14 è andato nuovamente ad attivare tali sensori che hanno provveduto a cancellare il tempo. Sempre nell’articolo 27.3 si legge: “Nel caso in cui la vettura lasci la pista, il conducente può rientrare… senza ottenere alcun vantaggio”. Far registrare il miglior crono e quindi ottenere un punto aggiuntivo, è decisamente un vantaggio.

Personalmente, credo che si potrebbe risolvere il problema ovunque, apportando una semplice, ma efficace, modifica alle piste: basterebbe mettere dopo il cordolo una striscia di asfalto di un metro e quindi la ghiaia. Questo consentirebbe comunque ai piloti di spingere, ma avrebbero un limite “naturale” che gli impedirebbe di guadagnare troppo…

L’unica altra decisione presa dai commissari riguarda Nikita Mazepin, sanzionato con 5 secondi di penalità + 1 punto patente per aver ignorato le bandiere blu. E’ una violazione del codice sportivo internazionale

Nikita Mazepin in pista sul circuito di Portimao

Quando Perez era leader del gran premio, giunto in curva 3 si è trovato davanti Mazepin da doppiare. Tuttavia, il russo non ha concesso strada e l’avversario ha dovuto bruscamente frenare per non tamponarlo. La decisione è corretta.

Autore: Alessandro Rana – @AleRanaF1

Immagini: Red Bull; Haas

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