Essere Sebastian: pulire a casa loro

F1. Pulire o punire, questo è il problema. Che sembra un anatema, un delirio sconvolto, un’invidia che dopo anni chiede il maltolto. Eppure Sebastian Vettel ha già pagato abbastanza per quel suo peccato veniale dal sapore di tracotanza. Torniamo indietro di tre anni sul calendario, tempi brevi che sanno di secoli a guardarli ora, con il famigerato senno del poi. Eppure, nel 2018, a Silverstone ha trionfato la Ferrari di Seb, in un delirio collettivo che sapeva di riscatto, di ritorno, di onda rossa. Vettel il leone, come lo ha apostrofato Arrivabene. Sebastian che vince “qui, a casa loro” con l’esuberante innocenza di chi crede davvero al colpo grosso.

Euforia, festa, celebrazione. Attimi da mondiale, sospiri purpurei da accarezzare e da godere fino in fondo. Un fondo che è stato presto toccato, come se quell’esultanza fosse risultata blasfema, punibile, incresciosa. La F1 aveva ritrovato la lotta al vertice, è maturata sotto al sole estivo, si è sciolta come le prime nebbie dell’autunno, in un protrarsi d’inganno che fa ancora male. Un conto evidentemente ancora da saldare per Sebastian. Perché in Gran Bretagna proprio la sorte non gira a suo favore. Nel 2019 un errore marchiano che coinvolge Verstappen, nel 2020 una gara incolore.

Il 2021, sulla carta, sembra un poco migliore. Vettel parte bene, nel primo week end che tiene a battesimo il nuovo format. Una buona qualifica centrando la top ten, un‘ottava piazza conquistata nella sprint race. Una conferma che sa di accortezza e di esperienza, doti preziose da spendere in gara. Purtroppo Sebastian in gara sbaglia. Sommessamente e senza clamori, ma sbaglia. Ripropone un orribile testacoda, figlio certamente di un feeling non ottimale con la vettura, ma decisivo per condannare la sua gara.

F1
la livrea celebrativa sulla Aston Martin AMR21 di Sebastian Vettel

La F1 sa essere spietata riproponendo corsi e ricorsi. Sebastian sa essere ancora più crudele con se stesso, replicando un errore da biasimo, mettendosi in condizione di non poter più rimontare. Honey Ryder non carbura. Niente più ritmo, passo gara disastroso. Si rifiuta di collaborare, quasi fosse offesa, menomata da un’incuria che non l’ha scalfita nel telaio, ma piuttosto nell’animo. Auto viva e senziente, spazientita da quella distrazione che l’ha vista farsi da parte. Lei, che ha l’animo di una diva e vuole sempre calcare la scena.

Fuor di metafora possiamo ammetterlo senza remore. Sebastian l’ha fatta grossa. E questo produce lacrime amare, specialmente alla luce del potenziale sprecato, guardando anche all’ottimo risultato di Stroll, ottavo al traguardo. Il solito Vettel, per la gioia dei detrattori. Può essere, poiché la cattiva prestazione è davanti agli occhi di tutti. Ma da solo non basta a condannare un week end fino a quel momento positivo. Da solo non può giustificare miriadi di critiche. Perché la F1 è limite e furore e pochi sono esenti dall’errore. Lo hanno dimostrato mostri sacri del passato, lo stanno dimostrando Hamilton e Verstappen oggi. Certo, Sebastian a volte pasticcia goffamente, ma è capace di riscatti furenti, tanto belli quanto eroici, lampi di classe che fanno dimenticare in un attimo le défaillancès.

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F1. Sebastian Vettel raccoglie i rifiuti dalle tribune a Silverstone.

E se questo non avviene in pista, ci pensa l’uomo Sebastian a rimettere ordine. Letteralmente, come in questo caso. Molti si fanno paladini di nobili campagne, altrettanti sposano giuste cause. Ma un certo mr. Vettel da Heppenheim, senza social e senza proclami, si limita ad agire. Così accade di vederlo mentre raccoglie spazzatura dalle tribune, dopo una giornata storta, con una semplicità disarmante. Leggero e delicato, messaggero silente, di poche chiacchiere e di molta sostanza. Seb è il lato luminoso della F1, il vero arcobaleno del paddock, l’anima gentile che vive secondo coscienza. Per questo non gli servono bandiere e non ha bisogno di followers. Gli basta solo #EssereSebastian.


F1-Autore: Veronica Vesco – @VeronicagVesco

F1-Foto: Aston Martin Cognizant team F1

Veronica Vesco
Il candore di un foglio bianco che m'invita alla scrittura. Il fragore di una monoposto rossa che accende la mia natura. Due colori tratteggiano il mio profilo fin dall'infanzia. Due colori capaci di accompagnarmi nel tempo, assumendo molteplici tonalità, sfumate dagli eventi della vita. Da una penna a una tastiera. Da un'auto a pedali agli autodromi. Da una laurea in Lettere al primo libro. Sempre nel segno di una Ferrari. Sempre con il sogno di cavalcare le mie passioni.

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