Carlos Sainz troppo spesso a muro. Ecco perchè

I meccanici della Scuderia Ferrari non si sono certamente annoiati durante gli ultimi quattro round del mondiale di F1. Sono tre gli incidenti di Sainz, ai quali gli uomini di Maranello hanno posto rimedio. E in alcuni casi anche con tempistiche davvero molto strette, vedi Olanda e Italia. L’ultima collisione è avvenuta a Monza durante le Fp2, sessione dedicata alle prove di passo gara in previsione della Sprint Qualifying del sabato pomeriggio.

Quando lo spagnolo affronta la mitica Variante Ascari, in percorrenza di curva 8 la numero 55 parte il posteriore e l’impatto violento contro le barriere è inevitabile. Lo abbiamo visto tutti. A distanza di giorni Carlos non ha ancora compreso le esatte dinamiche dell’incidente. Il bilanciamento della monoposto non era ottimale. Lo si era visto durante la prima sessione di libere. E come lui stesso ha riportato in radio non si è trovato a suo agio in quel tratto del circuito. Mai, durante il fine settimana.

Malgrado i test sulle diverse impostazioni pre-mappate relative al differenziale in ingesso e centro curva, ad ogni singolo passaggio si ripresentavano le medesime problematiche. Stesso discorso vale per la coppia motrice. Capire l’esatto momento in cui andare sull’acceleratore non è stato affatto facile e allo stato delle cose questo impedimento ha inficiato negativamente sulla performance della vettura.

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F1. Carlos Sainz (Scuderia Ferrari) a muro nelle FP2 del Gp d’Italia 2021 all’Ascari

Il giro antecedente al botto Adami si apre in radio. L’ingegnere italiano chiede un controllo al sistema Brake Shaping. L’intenzione è quella di verificare il corretto funzionamento della vettura in staccata e capire se il Brake-by-wire era “in bolla” per escludere particolari influenze attraverso i sistemi di recupero dell’energia che, talvolta, anche in modo aggressivo, posso influenzare il bilanciamento e la successiva accelerazione in una variante rapida come la Ascari.

Sebbene la collezione di gare in Rosso sia arrivata a quattordici, il totale controllo dell’auto numero 55 appare ancora lontano. Il processo di apprendimento è infatti più lungo di quanto sperato e in apparenza è molto legato allo stile di guida di Carlos in relazione alla finestra di set up che, in Ferrari, non è poi così grande visti i limiti imposti dal deficit di motore.

Lo spagnolo non ha la stessa esperienza che Charles ha potuto maturare nel terribile 2020. Fattore che pesa non poco nell’economia del week end. Sotto questo aspetto, però, vanno comunque tenuti in conto i vari casi. A Zandvoort, ad esempio, le colpe vanno assimilate nella loro totalità dall’ex McLaren. Uscire dalla traiettoria ideale in curva 2, infatti, ha scomposto la vettura nella rapida esse provocando lo spin.

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F1. Carlos Sainz Jr (Scuderia Ferrari) a muro in Curva-3, FP3 Gp d’Olanda 2021.

A tal proposito ulteriori analisi sono in corso. Lo studio della telemetria risultata fondamentale per lo spagnolo. Carlos è concentrato sull’analisi dati per migliorare l’esperienza di pilotaggio. L’obiettivo è quello di domare un Cavallino spesso troppo imbizzarrito.

La necessità di aumentare la “confidence” con la vettura, oltre a evitare spiacevoli impatti contro le barriere di certo non produttivi, è necessaria per estrapolare la prestazione massima dalla monoposto grazie ad una visione d’insieme superiore. La volontà di definire ottimizzato un weekend, da parte di Sainz, impera.


F1-Autore: Marco Sassara – @marcofunoat

Foto: F1TV – Scuderia Ferrari

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