Abolizione termocoperte: è braccio di ferro tra i Top team e le squadre minori

Nella giornata di oggi la F1 Commission si riunirà a Londra per discutere di alcune modifiche da apportare al regolamento tecnico e sportivo della massima serie del motorsport mondiale. Tra i temi del giorno si discuterà anche dell’abolizione delle termocoperte. Un argomento spesso tirato in ballo negli ultimi anni, specie da quando si è iniziato a parlare anche dell’introduzione del budget cap.

I dispositivi utilizzati per portare a temperatura gli pneumatici e facilitarne la loro attivazione, hanno un costo decisamente non trascurabile. Le squadre spendono mediamente attorno ai 280’000 Euro ogni due anni (vita d’utilizzo di dette specifiche tecniche) per la fornitura dei 40 set necessari ogni weekend di gara. L’introduzione nel 2022 dei nuovi pneumatici montati su cerchi da 18’’ ha già obbligato tutti ad effettuare dei nuovi ordini. Il costo in questo caso, secondo quanto dichiarato recentemente dal team principal dell’AlphaTauri Franz Tost, sarebbe stato di 375’000 Euro.

La posizione dei team minori, chiamati a risparmiare in qualsiasi modo possibile, è inamovibile e spingono per l’eliminazione delle termocoperte entro il 2024. La F1 avrebbe anche già pianificato tutto nei minimi particolari. Dal prossimo anno si potrebbe già passare da 40 a 20 set lasciando le gomme da bagnato a temperatura ambiente. In più per abituare team e piloti ad una gestione graduale delle gomme slick si sarebbe già ipotizzato di scendere dagli attuali 90°C di pre-riscaldamento a 70°C nel 2022, abbassare ancora a 50°C nel 2023, per poi bandire del tutto il loro utilizzo l’anno seguente.

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Un meccanico della Haas tiene appoggiate le termocoperte sullo pneumatico per cercare di non far scendere di molto la temperatura nell’attesa di mandare la vettura in pista

Non tutti però sono favorevoli. Le squadre di maggior rilievo sostengono che i piloti potrebbero avere delle grandi difficoltà nel portare in temperatura le gomme, soprattutto ora che si avrà a che fare con degli pneumatici a profilo ribassato. Le forze e lo stress prodotto dalla vettura causerà una minor deformazione sulle nuove coperture studiate dalla Pirelli e ciò almeno in linea teorica porterà ad un riscaldamento più lento rispetto alla situazione attuale.

Il costruttore stesso crede che non riscaldare le mescole possa andare a modificarne il rendimento, accelerandone il processo di usura. Al contrario le squadre più piccole restano convinte che rinunciare alle termocoperte non comporterà di certo un danno così grande e quindi si professano favorevoli al cambio che la F1 Commission ha messo al vaglio.

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I meccanici della Pirelli alle prese con le operazioni di smistamento dei propri compound in direzione delle squadre

Le discussioni nascono anche dalle difficoltà incontrate da ogni team nella gestione degli pneumatici. Abolire le termocoperte o comunque cambiarne metodologia di utilizzo da qui ai prossimi anni, se da un lato causerà una riduzione di costi diretta sulla fornitura dei dispositivi, porterà le squadre ad investire tempo e denaro nel ricercare il modo migliore per attivare le mescole nel minor lasso di tempo possibile.

Negli ultimi tempi abbiamo visto come gestire accuratamente i compound possa fare una grande differenza sull’esito delle gare, e nel 2022 quando ci si aspetta che le vetture siano più vicine in termini di prestazioni, riuscire ad avere una miglior padronanza delle gomme potrebbe essere un aspetto particolarmente importante, soprattutto nelle prime gare del mondiale. Ecco perché non tutti sono favorevoli al cambiamento…


F1-Autore: Marco Sassara – @marcofunoat

Foto: Formula UnoPirelli

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