Mercedes valuta una penalità intelligente?

Quattro gare e una Sprint Qualifying dividono Verstappen e Hamilton dal gran finale della stagione di F1. Poco più di 1330 km in cui oltre alle prestazioni ci sarà un secondo aspetto da tenere in considerazione: l’affidabilità. Proprio in merito a ciò sembrerebbe che Mercedes si sia decisa a ricorrere all’utilizzo del quinto motore sulla monoposto di Lewis Hamilton. Una mossa che li metterebbe al riparo da possibili cedimenti in questi ultimi appuntamenti.

Se detto scenario venisse confermato per Lewis significherebbe far uso di nuovo ICE soltanto dopo 3 gare dall’ultima sostituzione avvenuta nel Gp di Turchia. Appuntamento dove Mercedes ha deciso di smarcare solamente l’unità endotermica. Benché nelle ultime ore aveva preso piede l’ipotesi di un problema di pressione insorto nel circuito idraulico della specifica N.4 del britannico, sono arrivate prontamente le smentite da parte del team. Il quadro complessivo ipotetico, quindi, prevede una sostituzione dell’ICE per fini meramente strategici.

In Brasile i sorpassi sono più che possibili, questo è risaputo, e con una Sprint Qualifying da sostenere potrebbero nascere delle buone opportunità. Se come avvenuto ad Istanbul sulla F1 di Hamilton si andrà a sostituire solamente l’endotermico, essendo la quinta specifica stagionale comporterebbe solamente 5 posizioni di penalità in griglia. Scenario differente se i tecnici di Brackley decidessero di sostituire più componenti. In tal caso alla sanzione andrebbero aggiunte ulteriori 5 posti per per ognuna di esse.

L’ipotetica penalità verrebbe scontata in gara, alla domenica, permettendo al sette volte campione del mondo di prendere parte alla gara rapida del sabato dalla posizione ottenuta durante le qualifiche. Elemento che gli garantirebbe la possibilità di ottenere qualche punto tagliando il traguardo nelle prime posizioni. 

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il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team) a bordo della sua W12 durante il week end del Gran Premio del Messico edizione 2021

C’è poi da fare una considerazione relativa ai layout delle ultime gare. Secondo Mercedes infatti, mentre Qatar e Abu Dhabi sono giudicati circuiti dove una rimonta risulta decisamente più complicata, Brasile e Jeddah forniscono garanzie maggiori nel poter recuperare le posizioni perse per via delle eventuali penalità. Ma se nella pista araba la scuderia tedesca crede di poter dettare legge a livello tecnico e non vuole perdere la chance di vittoria, a Interlagos (leggi qui l’anteprima del Gran Premio) pensa che la favorita per la vittoria resti Red Bull. Ecco perché la sanzione pare più spendibile in questo fine settimana.

Per completare questo sguardo d’insieme andiamo a dare delle indicazioni sui Gp di F1 nei quali Mercedes ha deciso di inserire delle nuove componenti sulla monoposto del sette volte campione del mondo. Avendo ovviamente iniziato la stagione con degli elementi nuovi di zecca, la W12 è stata interessata dalle seguenti sostituzioni: ICE, TC, MGU-H, MGU-K, ed EX in Azerbaijan (6° round stagionale), ES e CE in Austria (round 9), ICE, TC, MGU-H, MGU-K, EX in Belgio (12° appuntamento) e 4° ICE in Turchia (16° evento in calendario).

Portare a termine la stagione con l’unità montata ad Istanbul significherebbe percorrere una distanza di 7 Gran Premi e realizzare un record assoluto in questa stagione. Al momento nessuno è riuscito a portare a termine tale impresa. Per questo, come dicevamo in precedenza, escludere l’entrata in scena di una componente strategica è più che plausibile.

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Vista frontale del propulsore giapponese (Honda RA620H) montato sulle vetture Red Bull Racing austriache durante la stagione 2021.

Nel frattempo, nel corso delle consuete conferenze stampa del giovedì, Hamilton ha preferito distogliere l’attenzione dai rumors limitandosi al “no comment”. E in Red Bull? Cosa potrebbe accadere in queste gare finali? L’ultima unità introdotta dai tecnici di Milton Keynes sulla vettura N.33 risale addirittura al Gp di Russia, 15° appuntamento stagionale. Per Verstappen mantenere detta specifica fino alla bandiera a scacchi di Abu Dhabi significherebbe percorrere una distanza di 8 Gp. Anche in questo caso, nonostante le continue rassicurazioni da parte di Helmut Marko sull’affidabilità dei propulsori Honda, possiamo attenderci delle mosse o addirittura delle contromosse tattiche in risposta al team di Stoccarda.

Qualora Hamilton si ritrovasse nella condizione di dover sostituire ulteriori elementi della power unit, in Red Bull si potrebbe anche pensare ad un “piano di protezione” che potrebbe essere attuato proprio a Jeddah, territorio corretto dove poter scontare un’eventuale altra penalità considerando il vantaggio ipotetico prestazionale delle W12. Insomma, a Mercedes la prima mossa…


F1-Autore: Marco Sassara – @marcofunoat

Foto: Nicolas Carpentiers– Mercedes AMG F1 Team

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