Gp Messico 2021-Analisi prestazionale qualifiche: cruciale l’evoluzione del tracciato. Ferrari avrà un vantaggio nella gestione gomme

La follia e la frenesia che accompagna questo mondiale di F1 si è fatta sentire un’altra volta. Nessuno si sarebbe aspettato un risultato del genere. Una qualifica nella qualifica. Ci siamo trovati di fronte ad una doppia versione di ogni vettura: una precedente e una successiva alla Q3. Si conferma ancora una volta un campionato estremamente bilanciato, in cui nulla può essere dato per assodato. La prima fila Mercedes ha dell’incredibile. Immergiamoci nell’analisi di una delle più eccitanti qualifiche dell’anno.

Cambiamenti su cambiamenti per cercare di ritagliare un setup su misura per Lewis Hamilton. Diversi setup meccanici sono stati comparati nell’ultima sessione di prove. Il lavoro al simulatore durante la notte dev’essere stato molto. Gli ingegneri di Brackley hanno cercato di intervenire sul terzo elemento e sulle barre antirollio posteriori. Alzare la vettura da terra è stata una strada intrapresa sia dalla Mercedes, ma anche dalla Red Bull.

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Il team austriaco di F1 aveva lavorato su l terzo elemento già nella giornata di ieri. Intervenendo su questo componente, si varia l’altezza e di conseguenza anche il moto del centro di pressione durante la fase di frenata. In questo modo si cura al meglio la transizione tra l’alta e la bassa velocità. Come accennato, per cercare di migliorare il terzo settore, i tecnici hanno messo mano anche alle barre posteriori. Durante la fase di uscita dalla curva, non appena il pilota mette piede sul gas, la W12 tendeva a scodare.

Pur avendo montato dei settaggi più morbidi, il riscontro sul cronometro non è arrivato. Fino al Q3, quando magicamente le due W12 si sono accese. Non c’è una spiegazione scientifica che tenga e l’idea che si siano nascosti fino a qui non regge. Hanno cercato in ogni modo di mettere a posto una vettura che non ne voleva sapere. Non sanno nemmeno loro come, ma ce l’hanno fatta.

Osservando il grafico gps sottostante, notiamo che Bottas ha costruito la sua pole position nelle curve veloci del secondo settore. Proprio dove in genere soffrivano di sovrasterzo. In Mercedes AMG F1 hanno ammesso di non poter competere nel settore finale, quindi hanno cercato di curare il più possibile i primi due per avere un ritorno alla fine del giro. Sono saliti anche di potenza, non a caso il finlandese ha fatto segnare i suoi migliori intertempi sul rettifilo principale.

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Una Red Bull che si stava confermando esser la più veloce facendo la differenza nei tratti lenti. Un posteriore piantato a terra, questo era il grande vantaggio rispetto le altre vetture, almeno fino al Q2. Precisa nei cambi di direzione, stabile nelle frenate. La RB16B è forse l’unica tra le vetture in griglia a poter aggredire con prepotenza i cordoli. La monoposto non si scompone, dando l’opportunità ai due piloti di seguire traiettorie più vantaggiose. Tutto il grip meccanico a loro disposizione si traduceva in un vantaggio che si spalmava in tutto il tracciato, non solo nel settore finale.

Nel confronto con la W12, sappiamo che l’unica pecca possono essere i cavalli di svantaggio del motore Honda. Tuttavia, con la maggior capacità di generare trazione in uscita dalle curve lente, la RB16B riusciva a sviluppare addirittura velocità maggiori negli allunghi. Con l’inizio del Q3 il mondo si è capovolto. Per Mercedes sembra quasi che gli astri si siano allineati durante la fase finale della qualifica.

Tutto ciò ha coinciso con una defaillance della stessa Red Bull, forse presa dal panico di star perdendo tutto negli ultimi istanti. Brutto sia il giro di Perez che quello di Verstappen, il quale era sicuro di poter riuscire a piazzare la pole. Quasi inspiegabilmente la RB16B ha perso tutto il bilanciamento che aveva costruito fino a quel momento. La continua evoluzione imprevedibile della pista ha condizionato pesantemente l’esito di questa qualifica.

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Strepitosa potremmo definire la SF21 odierna. A prescindere da ciò che si può leggere nelle classifiche. Come avevamo anticipato nella giornata di ieri, lo sviluppo della pista e il graduale aumento dell’aderenza ha complessivamente aiutato la vettura italiana. Il team ha lavorato nella direzione corretta nel cercare il setup ottimale. La squadra ha sapientemente lavorato l’assetto per la giornata di oggi, senza reagire alla poca aderenza trovata in pista ieri. Abbiamo infatti visto una Ferrari con un posteriore molto stabile.

Ovviamente non parliamo dei livelli della Red Bull, ma sicuramente un ottimo handling. Qualche correzione solo a centro curva, con la vettura che a momenti aveva una rotazione eccedente. Con facilità e senza scomporsi affronta i cordoli del tracciato. Un handling così pulito potrà aiutare molto durante la gara in termini di gestione gomma. Su questo deve basarsi la rimonta di domani, perché di degrado ne potremmo vedere molto.

La forza della SF21 si è confermata essere anche nel settore iniziale. E’ vero, è presente un lungo rettilineo in cui la Power Unit di Maranello soffre. Ciononostante, la prima chicane e le successive curve lente che portano al secondo settore sono cruciali per il riscontro cronometrico. Detto ciò, McLaren e AlphaTauri hanno sapientemente forzato la bilancia aggrappandosi al gioco delle scie.

Grazie ai compagni di squadra che si sono sacrificati, Ricciardo e Gasly hanno potuto guadagnare 2 decimi fondamentali per riuscire a stare davanti alle Ferrari.
Analizzando i dati gps si può facilmente notare l’enorme vantaggio che Ricciardo ha costruito nel rettilineo principale. Mettendo poi assieme i suoi migliori intertempi, ha potuto far segnare un giro strepitoso.

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Parlando della gara di domani, la maggior parte della top ten partirà sulla gomma gialla. Montando questa mescola alla partenza gli strateghi vogliono arrivare al traguardo con un solo stop. Per il secondo stint interverrà il compound Hard, il quale ha dato ottimi riscontri nella giornata di ieri. Un compound più duro che dovrebbe sopportare meglio gli sforzi longitudinali imposti alle gomme posteriori durante le fasi di trazione.

L’utilizzo dei compound più duri potrebbe favorire la Mercedes AMG F1, che su questo tipo di mescole riesce sempre ad esprimersi meglio. L’unico fattore che potrebbe creare problemi alla W12 è il degrado. Una monoposto così nervosa al posteriore potrebbe creare, alla lunga, dei fenomeni di usura marcati, che potrebbero facilmente culminare con la formazione di blistering.

Il confine tra overcut e undercut non è ancora chiaro, dipenderà molto dal degrado che incontreremo. L’undercut al momento sembra essere l’arma più probabile a disposizione delle squadre. Inoltre, in base a quanto visto durante le ultime sessioni, mandare in temperatura i compound non sembra risultare un problema. Un altro fattore che faciliterebbe la strategia dell’undercut.


F1-Autore: Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich 

F1-foto: Scuderia Ferrari

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