Hamilton, un uomo solo (non più) al comando

Quattro alla fine del mondiale di F1, diciannove punti di vantaggio per Verstappen. Difficile esprimere a parole il livello di sorpresa percepito davanti a questi numeri, con la stagione 2021 che ci sta regalando una delle lotte più intense da molti anni a questa parte. In una Formula 1 che nell’ultimo decennio ci aveva abituato ad assoli da parte delle principali forze in campo (Red Bull prima, Mercedes poi), siamo finalmente giunti allo showdown tra le potenze in questione, laddove i risultati parziali sorridono a chi i favori del pronostico non li aveva affatto dalla sua parte ad inizio campionato.

L’inerzia del mondiale sembra essere definitivamente girata a favore di Max Verstappen, autore in Messico al via di una staccata poderosa dalla terza posizione in griglia, coadiuvata da un discutibile track positioning di Valtteri Bottas che è sembrato essere un compagno di squadra aggiunto dell’olandese.

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la partenza del Gran Premio del Messico edizione 2021

Lo spazio lasciato a disposizione dal finlandese in partenza rischia di essere una delle fotografie maggiormente esplicative della situazione in cui si trova Lewis Hamilton in pista (e fuori) in questo finale di stagione: sostanzialmente solo. Solo sotto diversi punti di vista: in termini di supporto attivo da parte del compagno di squadra, di un team non più così perfetto impeccabile a livello strategico, ma più in generale in termini di sostegno generale del grande pubblico.

Troppi anni di dominio da parte del duo Hamilton-Mercedes, unito alla costruzione del personaggio mediatico dell’inglese troppo lontano dagli standard a cui ci hanno abituato i grandi del passato, hanno portato ad una serie di endorsement pro-Verstappen (vedi interviste multiple di Fernando Alonso) o direttamente contro-Hamilton (come nel caso di Jeremy Clarkson).

Con soli quattro weekend di gara ancora da percorrere, diventa sempre più difficile per Hamilton ambire all’ottavo titolo, anche perché le suddette si svolgeranno in piste in cui, esclusa la tappa di Interlagos, si arriverà senza riferimenti specifici. Se il Qatar è una novità assoluta ed in Arabia Saudita la pista non è ancora pronta, persino Abu Dhabi rischia di non riconfermarsi feudo Mercedes a causa del nuovo layout recentemente ultimato.

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Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team) – Gp Stati Uniti 2021

A questo si dovrà necessariamente aggiungere l’incognita legata all’affidabilità, con la parte endotermica della power unit Mercedes che ha dimostrato alcune lacune in merito nella stagione in corso: eventuali penalità, che dovessero costringere Hamilton ad una partenza da metà o dal fondo della griglia, rischierebbero di essere il lasciapassare finale per la vittoria del primo titolo iridato per Verstappen.

Da appassionati, c’è da ammettere che una volta tanto non possiamo lamentarci di ciò che ci aspetta nel futuro prossimo: se l’era ibrida, nella attuale configurazione regolamentare, si era contraddistinta per titoli iridati decisi con largo anticipo, altrettanto vero è che il suo ultimo atto si configura come gran finale prima dello stravolgimento 2022.


F1-Autore: Marco Santini

Foto: F1 – Red Bull Racing – Mercedes AMG F1 Team

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