La FIA è pronta ad introdurre nuove procedure per evitare il proliferare delle flexi-wings

F1Ali flessibili. Queste due parole, così associate, nel 2021 sono state pronunciate, scritte e lette migliaia di volte. E forse ci manteniamo bassi nella stima che resta approssimativa. Tutto ebbe inizio con l’alettone posteriore della Red Bull RB16B (e non solo) che ruotava all’indietro sotto la spinta dei carichi aerodinamici verticali. Una deriva attenzionata dalla FIA che volle vederci chiaro.

Nella prima fase della stagione passata di F1 le posizione furono le seguenti: da un lato Brackley che accusa Milton Keynes circa l’utilizzo di un’ala posteriore flettente, trovando anche l’alleanza strategica della McLaren; dall’altro la Red Bull che si difendeva e contrattaccava, con il supporto di Alfa Romeo, tirando nel calderone le ali anteriori della W12 che avrebbero avuto un comportamento, come dire, ballerino.

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l’ala posteriore montata sulla Red Bull Racing Honda RB16B di Max Verstappen durante il fine settimana del Gran Premio d’Olanda edizione 2021

Dopo alcune gare e troppe polemiche l’ente di Place de la Concorde intese irrigidire i controlli statici. Ed anche su questi si scatenò una ridda di accuse sull’opportunità di cambiare in corso d’opera le modalità di verifica. Cosa però consentita dal regolamento sportivo della F1: l’articolo 3.9, al comma 9, recita testualmente così: “In order to ensure that the requirements of Article 3.8 are respected, the FIA reserves the right to introduce further load/deflection tests on any part of the bodywork which appears to be (or is suspected of), moving whilst the car is in motion“. E su questo c’è poco da discutere e una traduzione sarebbe superflua tanto è chiara la norma: il precetto, un volta tanto, è adamantino, ben scritto e non impugnabile.

Il nuovo sistema di controlli non spezzò l’imperio della Red Bull che, tra Monaco, Baku, Francia e doppietta austrica fu in grado di piazzare un filotto di cinque vittorie che possiamo affermare essere stato la base sulla quale Verstappen ha costruito il suo titolo iridato. Ma l’argomento flexi-wings si è riacceso d’improvviso nella parte finale della stagione. Stavolta la Red Bull ha vestito i panni della grande accusatrice. A Milton Keynes avevano il sospetto che la Mercedes avesse trovato un modo intelligente per far flettere e deflettere il profilo principale dell’ala posteriore in base alle velocità per ridurre la resistenza all’avanzamento.

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dettaglio dell’ala posteriore “incriminata” disposta sulla vettura di Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team)

La Red Bull è arrivata persino a suggerire che i segni visti sulla piastre terminali della W12 fossero la prova del movimento dell’ala. Insomma altri veleni in una fase del mondiale che si era fatta incandescente. La FIA non poteva non agire in seguito alle evidenze notate da Adrian Newey che per qualche gara si è aggirato con la sua iconica cartellina rossa piena zeppa di prove e testimonianze. In Qatar è quindi iniziata un’indagine conoscitiva sulla presunta irregolarità della Mercedes AMG F1. Di queste analisi è arrivato in riscontro definitivo con la relativa conferma che tutto rientrava nell’alveo del pieno rispetto delle norme.

La conferma è giunta direttamente da Nikolas Tombazis che, in ogni caso, ha sottolineato la necessità che l’organo di governo cerchi strade efficaci per migliorare la maniera in cui è possibile controllare le ali. Ciò per assicurarsi che le squadre non trovino modi “intelligenti” per far flettere le suddette superfici. Questo non in un futuro lontano, ma già per il 2022 che sta per cominciare con i test invernali del 23-25 febbraio a Barcellona.

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Immagine del possibile posteriore delle F1 2022

Cosa va migliorato dei test attuali? Cosa bisogna evitare di ripetere per arrivare ad un contesto scevro da polemiche e reciproche accuse? Uno dei problemi da considerare nei test fatti fino all’anno passato era il modo in cui le forze venivano applicate all’ala principale. Il bordo d’uscita di quel particolare va verso l’alto. Caricandolo verso il basso era difficile che il peso facesse sentire la sua massa senza scivolare verso il centro. Nulla di irrisolvibile, basta solo mettere a punto il sistema.

Cosa, questa, a cui i delegati tecnici della Federazione Internazionale stanno lavorando. Ragion per cui, sin dai primi giorni di prove, potremmo vedere i commissari osservare molto attentamente le vetture. Ovviamente per i test fisici bisognerà attendere le sessioni ufficiali, laddove le vetture devono essere perfettamente conformi al testo regolamentare. La FIA ha intenzione di arrivare preparata all’appuntamento per evitare un inizio campionato falcidiato da ricorsi e proteste. Cosa che in un nuovo contesto tecnico potrebbe effettivamente realizzarsi.

F1-Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: Mercedes AMG F1, Red Bull Racing, Honda

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