La F1 fa un passo indietro per consentire l’ingresso del gruppo Volkswagen

F1 – L’attenzione di media e tifosi è tutta concentrata sulle monoposto che inizieremo a vedere da metà febbraio e che dovranno rispettare i nuovi dettami tecnici la cui efficacia, come abbiamo spiegato in una approfondimento specifico a cura della nostra redazione (leggi qui), è tutta da verificare.

Ma c’è qualcosa di più grande che potrebbe verificarsi in un arco temporale più dilatato. Ed è qualcosa per la quale la F1 è disposta a fare un passo indietro sul versante motoristico. Le power unit così come sono concepite hanno sovente scoraggiato l’ingresso di nuovi motoristi. Complesse, a tratti cervellotiche, con non troppe ricadute sulla produzione di serie, il V6 turbo-ibridi spaventano chi ammicca alla categoria.

Ecco perché, dal 2026, con una sintesi quanto mai totale tra gli attori in causa, i propulsori dovrebbero subire una sensibile semplificazione tecnica che possa agevolare il compito di chi si affaccia alla massima categoria senza dover incontrare le difficoltà cui dovette far fronte Honda all’epoca del debutto con McLaren F1.

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Vista frontale del propulsore giapponese (Honda RA620H) montato sulle vetture Red Bull Racing austriache durante la stagione 2021.

Ad osservare dalla finestra lo svilupparsi degli eventi c’è il gruppo Volkswagen in predicato di scendere in pista con uno dei suoi marchi a maggior vocazione sportiva: Audi o Porsche. Il mese appena iniziato è cruciale per la decisione definitiva che va presa necessariamente con largo anticipo per permettere al reparto corse del colosso tedesco dell’automotive di avviare i progetti e, via via, di colmare il gap tecnico che li divide da chi conosce e maneggia la tecnologia turbo-ibrida da un decennio.

La necessità, dunque, è quella di consentire a VW di essere ad un ottimo livello di performance e di affidabilità sin dalla prima gara del 2026. Il futuro è oggi e Stefano Domenicali, CEO di Liberty Media, ne è più che consapevole: “Abbiamo un mese di fondamentale importante dinnanzi a noi per quanto riguarda la decisione del gruppo Volkswagen. Sarebbe fantastico – ha spigato il dirigente italiano a Sport1 – che si unisse a noi, ma non posso certamente parlare a loro nome. Ho fatto parte di questa incredibile azienda per alcuni anni (Domenicali è stato presidente di Lamborghini, ai tempi controllata dai tedeschi, nda) e so quanto stiano lavorando duramente sul futuro“.

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Stefano Domenicali, presidente e CEO della Formula Uno

La parabola evolutiva che la F1 ha intrapreso prevede maggiore ecosostenibilità. Quindi più elettrificazione e uso di carburanti biocompatibili con impatti ambientali prossimi allo zero. Condizioni alle quali sia Volkswagen che gli altri attori dovranno tener testa: “Abbiamo intenzione di utilizzare il miscele sostenibili insieme a nuovi motori ibridi con un maggiore contenuto elettrico. Ciò dal 2026. La cosa significa che si può dare l’avvio ad una seconda fase della mobilità elettrica. Questo vale non solo per il gruppo Volkswagen, ma anche per ogni casa automobilistica presente in F1. Per quanto concerne i tedeschi spero che possano prendere presto una decisione. È fantastico vederli coinvolti nello sviluppo delle nuove regole sui motori. Ma ora tocca a loro fare il passo finale“.

La chiosa di Domenicali lascia intendere che le discussioni sull’approdo del marchio germanico siano ad uno stadio molto avanzato. Un’azienda non entra in un board decisionale a caso. Lo fa per portare anche la sua visione strategica e per vedere tutelati i propri interessi. La mediazione tra gli attori coinvolti pare aver dato frutti maturi. La F1 si prepara dunque ad accogliere un nuovo competitor che di certo garantirà maggiore spettacolo in un quadro di competizione tecnica ancor più accesa. Questa una delle ragioni che hanno convito Mercedes, Ferrari, Renault e Red Bull Powetrains ad accettare un sostanziale congelamento regolamentare di un lustro.

F1-Autore: Alessandro Arcari – @berrageizf1

Foto: Mercedes, F1, Honda

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2 COMMENTS

  1. Più che le difficoltà di Honda, dovremmo parlare dei “problemoni” Ferrari, che nell’era ibrida non ha cavato un ragno dal buco, mentre Honda in un anno ha fatto quello che non è riuscito a Ferrari in 7 anni. Poi complimenti a Volkswagen, che aveva detto che mai sarebbe scesa in campo in F1, perché non interessata(sigh). Voltagabbanaa.

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