A una parte di F1 non piace la governance di Liberty Media

F1 – Negli anni la Formula Uno ha visto allungarsi in maniera piuttosto netta la lista di eventi in calendario. Il 2022, se sarà trovato il sostituto del Gp di Russia cancellato per le tensioni internazionali che vedono protagonista il Paese guidato da Vladimir Puntin, sarà una stagione record dall’alto di 23 appuntamenti totali. L’anno venturo la tendenza si consoliderà ulteriormente poiché, con l’ingresso di Las Vegas ed il ritorno della Cina, le gare potrebbero attestarsi tra le 24 e le 25. Praticamente assisteremo ad un continuo back to back.

La politica di Liberty Media è ormai chiara: si cercano mercati floridi da poter sfruttare e che possano soddisfare le richieste sempre più esose della proprietà della F1. Ecco che le piste “old style“, quelle che non sono calate in contesti mondani o che non presentano possibilità di sviluppo per particolari conformazioni topografiche, stanno andando in sofferenza. Il circuito francese del Paul Ricard potrebbe essere l’ennesima vittima sacrificale di un processo iniziato qualche tempo fa.

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Gli spalti vuoti del Paul Ricard

Se dovesse saltare l’appuntamento transalpino non ci saranno troppi tifosi a strapparsi le vesti visto che il tracciato dalla vie di fuga psichedeliche è inviso a gran parte degli appassionati. Discorso diverso è se dovesse “perire” il Gran Premio del Belgio. Nonostante lavori massicci di riammodernamento di alcuni punti delicati della pista che nasce nelle foreste della Ardenne, le infrastrutture esterne e la sostanziale assenza di poli d’attrazione commerciale sono elementi che non soddisfanno i parametri individuati dal colosso statunitense dell’intrattenimento.

La proprietà dello storico circuito ha perciò messo in cantiere lavori che possano essere propedeutici a catalizzare l’interesse di altre categorie, dalle due ruote alle gare di endurance. Un paracadute nel caso in cui la F1 decidesse di commiatarsi dallo spettacolare nastro d’asfalto belga.

Ipotesi che al momento non dovrebbe essere percorsa. Ma il rischio di un mancato accordo con l’azienda rappresentata da Stefano Domenicali è sempre dietro l’angolo. E se un circuito dovesse saltare state certi che non lo rimpiazzerà uno dotato del medesimo fascino.

La tendenza è chiara: la massima categoria del motorsport cerca spasmodicamente piste semi-permanenti calate in contesti urbani molto sviluppati ed in grado di attirare ingenti quantità di tifosi. Il recente annuncio del Gran Premio di Las Vegas ne è la prova. La tappa appena citata sarà la terza in terra americana e seguirà il debutto del Gran Premio di Miami che si disputerà tra esattamente tre domenica, dopo il Gran Premio dell’Emilia Romagna.

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Il layout del Circuito di Las Vegas dove si correrà a partire dal 2023

La sensazione è che oggigiorno la caratura tecnica del tracciato conti meno di altri parametri nelle scelte di Liberty Media. Le piste recentemente introdotte non entusiasmano i tifosi. Ma cosa ancor più seria è che non generano reazioni estasiate in chi le deve affrontare in prima persona. Di questa deriva ha parlato Sergio Perez che ha sottolineato di riscontrare una certa piattezza nelle nuove location.

Prima di tutto, credo che sia fantastico che la F1 stia crescendo così tanto in America. Questa è una grande opportunità – ha spiegato il portacolori della Red Bullpenso che tutti ne trarremo beneficio. Allo stesso tempo sarebbe bene mantenere la storia all’interno di questo sport. Abbiamo bisogno che certe piste storiche siano sempre con noi. In più dobbiamo assicurarci che i nuovi tracciati abbiano del carattere, cosa che mi sembra non tutte le ultime abbiano“.

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Sergio Perez (Red Bull Racing Honda, stagione 2021)

Il parere del messicano va in direzione opposta a quello espresso qualche giorno fa da Toto Wolff secondo cui ai tifosi interessa poco dove si corre purché si corra. Una visione meno romantica e sicuramente più pragmatica che sposa le linee guida di Liberty Media. D’altro canto il manager austriaco è un professionista che mette molto in alto nella sua lista di priorità la sfera finanziaria. E’ chiaro che nel momento in cui c’è azione anche il più critico degli appassionati sarà attratto dalle mosse di piloti, ma è altresì evidente che il teatro su cui si svolgono le battaglie sportive non può essere derubricato a semplice dettaglio.

La F1 è la grande narrazione di macchine, di uomini e di piloti che, di gara in gara, contribuiscono a scrivere un libro entusiasmante. Ma la Formula Uno è anche l’epopea dei grandi circuiti che l’hanno resa uno degli sport più noti e seguiti al mondo. Nell’immaginario degli appassionati ci sono sicuramente curve iconiche come l’Eau Rouge piuttosto che la Spoon di Suzuka (potremmo andare avanti per ore nel citare esempi), di certo non rimarranno impressi nella mente i lunghi, asettici, rettilinei che caratterizzano Las Vegas. La storia, quella che affascina e che fa sognare, si scrive anche grazie ai grandi scenari. Prima o poi qualcuno in Liberty Media se ne accorgerà. Si spera…


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1, Oracle Red Bull Racing

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