Formula 1

Mercedes impari dalla McLaren: recuperare è possibile

F1 – 6 Ottobre 2012, Giappone. Gran Premio di Suzuka. Un momento che potrebbe dire poco ai più ma che invece sancisce un evento storico: è l’ultimo GP di F1 nel quale due macchine della Mercedes sarebbero rimaste fuori dalla Q3. Michael Schumacher tredicesimo (poi arretrato in griglia per scontare una penalità pregressa) e Nico Rosberg quindicesimo guardarono dai box lo svolgersi della Q3 che si chiuse con la “doppietta” Red Bull, con Sebastian Vettel a chiudere davanti a Mark Webber.

Dieci stagioni, centinai di GP per rivedere due Frecce d’Argento annaspare nella “Terra di Mezzo” alle prese con una vettura nata male e che sta crescendo peggio. Incapace di gestire le temperature delle gomme (leggi per approfondire), inabile a superare il male cronico rappresentato dal pompaggio aerodinamico che ne scompensa costantemente il setup generando comportamenti compulsivamente imprevedibili che mandano in confusione piloti e tecnici, la W13 è sicuramente la più grande delusione tecnica di questo campionato 2022.

Lewis Hamilton in azione ad Imola, Mercedes AMG F1

Nelle prime tre gare il team è rimasto a galla sfruttando le occasioni che la pista ha presentato. Ma qualche campanello d’allarme era iniziato a suonare già in Australia quando Alpine e McLaren avevano dato la sensazione di essere più consistenti. Cosa confermata in qualifica ma che poi è stata ribaltata in gara con un podio ed una quarta piazza che hanno ridato il sorriso agli uomini di Brackley. Ieri, nelle qualifiche non-qualifiche del GP di Imola, i grigi sono caduti in un incubo ad occhi aperti.

Russell undicesimo, Hamilton addirittura tredicesimo: torvo in volto e pessimo nell’umore perché deluso da una parabola tecnica non gratificante. Quel che è peggio, come dicevamo, è il ritorno degli avversari che godono del distacco sempre crescente delle W13 dalla vetta. Le condizioni dell’asfalto del tracciato imolese non hanno aiutato, ma questo capita solitamente quando i progetti sono errati. La pioggia, il freddo, l’ambiente ostile acuiscono le difficoltà. E’ una specie di legge non scritta che si oggi fa beffe di chi è abituato a respirare l’aria pura dell’alta classifica.

Lewis Hamilton “rema” con la sua Mercedes W13

In Mercedes dovrebbero interrogarsi sul perché solo loro hanno lottato con le gomme. E dovrebbero iniziare a spiegare se reputano normale aver individuato, stando a quanto dicono, le cause dei mali della W13 senza intraprendere azioni risolute e risolutive per correggerli. O quanto meno limitarli. La dead line dovrebbe coincidere col GP di Spagna. Se per quella data la vettura della premiata ditta Allison-Elliott dovesse ancora faticare così tanto è credibile ritenere questo 2022 un anno di transizione. Un ritorno a tre lustri fa.

A proposito di ritorni, riavvolgiamo il nastro ai test invernali di F1 del Bahrain. Da quella tre giorni ci fu un team ad uscire con le ossa spezzate. Ci riferiamo alla McLaren che, dopo una sessione spagnola piuttosto convincente (tanto che qualcuno la mise in lizza per il ruolo di regina), ha dovuto fronteggiare una serie di problemi che hanno investito soprattutto l’impianto frenante che si sono protratti per un bel po’.

Tanto che le prime due gare hanno avuto il sapore amaro del calvario sportivo. Il debutto una mestissima P14 per Ricciardo “arricchita” dalla quindicesima piazza di Norris. A Jeddah qualche lieve progresso con il britannico a conquistare i primi punti del mondiale in virtù di un arrivo in settima posizione.

McLaren MCL36

Ma la svolta arriva in Australia. All’Albert Park le MCL36 convincono in qualifica, tanto che Norris si mette alla spalle le Mercedes e in gara chiudono con un incoraggiante “terza fila” a ridosso delle W13. Nulla che possa far gridare al miracolo, bisogna essere onesti. Ma il trend ascensionale è chiaro. A Woking hanno immediatamente individuato le cause dei problemi che facevano schizzare in alto le temperature dei freni con la conseguente gestione anomala delle gomme che risentivano del calore mal dissipato dai dischi incandescenti.

Nuove brake duct hanno ridato equilibrio ad una monoposto che di colpo ha preso ha funzionare discretamente e soprattutto a far lavorare come si deve gli penumatici. Le qualifiche di ieri ne sono un esempio fulgido. Mentre Hamilton e Russell facevano a cazzotti con le gomme Pirelli, Ricciardo e Norris godevano di un mezzo che dava del tu a tutti i compoud usati sin dalla prove libere: full wet, intermedie e soft.

la power unit tedesca montata sulla Mercedes W13 “B”

Quasi di colpo la MCL36 è riuscita anche ad estrarre performance da un propulsore che qualcuno aveva frettolosamente bocciato. Le velocità di punta – che chiaramente risentono anche della configurazione aerodinamica – sono iniziate a farsi interessanti. Così come interessante inizia ad essere la capacità di scaricare a terra i cavalli. Ossia quello che era sembrato un difetto molto grosso del progetto della compagine inglese. Evidentemente a Woking si è lavorato duro trovando soluzioni veloci che hanno ridato verve alla vettura. L’esatto opposto di quanto si sta verificando a Brackley dove si precede a passo di gambero.

Nel box McLaren, dopo settimane di musi lunghi, si rivedono volti distesi. E le dichiarazioni ne sono lo specchio. Lando Norris, felice per la seconda fila, ha espresso un po’ do rammarico perché riteneva addirittura di avere il potenziale per migliorarsi: “Avevamo ancora parecchio da guadagnare nel giro, stavo cercando di portare le gomme in temperatura, ma ho spinto troppo nel giro d’uscita”.

È un peccato – ha proseguito il britannico – magari c’era la possibilità di attaccare Leclerc, ma è difficile dirlo perché tutti potevano migliorare. La macchina dava delle ottime sensazioni. Mi sentivo sicuro, è un peccato sia finita così però è una buona posizione per domani. Sono contento. Queste condizioni ci hanno permesso di ottenere questa posizione, ma in caso di pista asciutta molto probabilmente non saremmo arrivati terzi“.

il britannico Lando Norris (McLaren) bloccato in curva 12

Realista il giovane britannico che sottolinea comunque la capacità di sfruttare a proprio vantaggio condizioni potenzialmente ostiche. Un ottimo segno che racconta di una macchina dal comportamento evidentemente prevedibile. L’esatto opposto di quella Mercedes che ieri ha mostrato in maniera piuttosto clamorosa i suoi difetti endemici.

Anche Ricciardo mostra un umore “altalenante”. L’australiano, buon sesto, è rammaricato perché sapeva che la vettura color papaya poteva esprimere di più: “Sulla carta è un bel risultato ma sono amareggiato. Credo che tutti quelli davanti a me siano riusciti a fare due giri, mentre io ne ho fatto solo una a causa delle bandiere rosse. Con i miglioramenti del secondo giro penso davvero che avrei potuto essere molto più avanti. Ma va bene. Sono felice del nostro ritmo e del fatto che siamo in una buona posizione per la conquista dei punti. Combatteremo per tutto il resto del weekend e non vedo l’ora di fare la Sprint. Sarà divertente“.

Daniel Ricciardo particolarmente soddisfatto dopo le qualifiche del GP di Imola 2022

I due alfieri dello storico team inglese esprimono una certa sicurezza conferitagli da un’auto finalmente sincera nel comportamento. La MCL36 è “regredita positivamente”. Mi spiego: è tornata ad essere quella vettura che a Barcellona ha dato ottimi feedback. Una base solida sulla quale impiantare update che hanno lo scopo di portarla a ridosso delle posizioni di vertice. Un cammino difficile, condito da insidie, ma possibile con una generazione di F1 agli albori dello sviluppo. Mercedes, dall’altro lato, sta compiendo il cammino opposto.

Quella vettura che a Montmelò aveva offerto buoni risconti nella sua versione più convenzionale è ora un oggetto misterioso che si fa notare per i problemi più che per le prestazioni. La classifica premia gli uomini di Brackley che sanno che è sovrarappresentativa. Di questo passo i campioni del mondo saranno superati dalla McLaren e rischiano di finire risucchiati nel “mischione”.

La gara sprint odierna, che dovrebbe essere assistita dal sole e da temperature in aumento, potrebbe permettere alle W13 di esprimersi meglio. Cosa che Russell ed Hamilton si augurano. Perché andar male anche con condizioni favorevoli sarebbe una mazzata sulle velleità di crescita che Toto Wolff continua a sbandierare.


F1 – Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: F1TV, Mercedes AMG F1, McLaren

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Diego Catalano