Gp Miami 2022/Analisi on board Fp1: prove di carico al posteriore

Il quinto round della F1 2022 prende corpo. Il nuovissimo tracciato a stelle e strisce, Miami International Autodrome, ospiterà la massima categoria del motorsport per la prima volta nella storia. Sebbene le incognite che scaturiranno dal week-end statunitense si preannunciano innumerevoli, la lotta al vertice pare essere destinata ai medesimi protagonisti. Sarà ancora Ferrari vs Red Bull. Un braccio di ferro che, con ogni probabilità, si protrarrà sino alla fine del campionato mondiale.

La batosta inflitta dal team di Milton Keynes a Imola brucia ancora. Sfortuna ed errori hanno di fatto compromesso il fine settimana romagnolo della rossa, favorendo le RB18 parse davvero in palla. L”alleggerimento” effettuato sulle vetture austriache ha inalzato non di poco le performance, permettendo ai bolidi color blue racing di dominare la scena.

La risposta della Ferrari è attesa. Durante le consuete interviste che precedono le Fp1 (fruibili a questo link), Charles Leclerc ha minimizzato i problemi sofferti sulle rive del Santerno. La consapevolezza relativa alla competitività della F1-75 fa ben sperare il monegasco, convito che in America la vittoria sia alla portata.

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lo spagnolo Carlos Sainz (Scuderia Ferrari) testa la nuova configurazione del fondo sulla F1-75

Porpoising: tedioso fenomeno che sta inficiando negativamente sul rendimento di varie monoposto. Malgrado l’auto modenese pareva gestire al meglio tale situazione, durante l’ultimo appuntamento iridato il pompaggio aerodinamico non ha permesso alla squadra italiana di esprimersi al meglio. Per ovviare a tale scenario è stato provato un nuovo fondo. Resta da capire se tale specifica verrà utilizzata durante le Fp1.

Le due rosse scendono in pista. Entrambe montano gli pneumatici Pirelli a banda gialla. Il cambio, al momento, è “settato” su una posizione poco aggressiva (GX position 3). Si procede ora con una mappature ICE molto alta (Engine 11), effettuando diversi constant speed. Terminato l’out lap, si passa alla Mode Race spostando il manettino dell’endotermico su Engine 5.

Al momento le vetture italiane stanno girando con il DRS chiuso. Da segnalare una pista molto verde, che costringe gli alfieri del Cavallino Rampante a diverse correzioni nei tratti più lenti. Fanno sapere ora ai ferraristi che dalla terza tornata l’ala mobile sarà disponibile. Parecchio traffico al momento in pista. Malgrado l’asfalto statunitense sia tutt’altro che gommato, il comportamento delle F1-75 sembra piuttosto buono.

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lo spagnolo Carlos Sainz (Scuderia Ferrari) a bordo della sua F1-75 durante le FP1 a Miami

Arrivano ora per ambedue i piloti dei test sul sistema ibrido. Nel mentre si procede a testare i toggle nella parte posteriore del volante, per cercare di configurare al meglio i settaggi relativi a freni e differenziale. Inoltre si eseguono prove con l’overboost K1 in uscita da curva 16, per verificare la bontà del sistema ibrido. Leggero lungo di Leclerc che riesce a tenere la vettura ed evitare un deleterio contatto con le barrire. Il monegasco realizza un passaggio ai box, simula una partenza e torna a calcare l’asfalto statunitense. Sainz, al contrario, continua a studiare il comportamento della vettura.

Nella retta dopo curva 16, passando alla mappatura endotermico Engine 4, Marcos e Adami chiedono di praticare un “K1 test” con il DRS chiuso per raccogliere dati in configurazione gara. In questo primo assaggio di Miami, la necessità di creare una “confidence” su di un tracciato di fatto sconosciuto impera. Arrivano diversi suggerimenti per migliorare la prestazione delle auto italiane che, comunque, sono riuscite ad adattarsi subito molto bene. Ancora tre giri e si concluderà il primo run delle Fp1.

Marcos consiglia al monegasco di migliorare l’andamento in curva 1-2 e 3, zona della pista dove prende paga rispetto al compagno di squadra. Adami, invece, suggerisce allo spagnolo di portare più velocità in curva 12. Lecler decide di effettuare uno “slow lap” per poi realizzare un ulteriore tentativo, mentre sostiene di sentire un rumore sospetto relativo alla PU in fase di frenata. L’ingegnere di pista iberico ne prende atto, ordinando di utilizzare la modalità “power earlier” in curva 1 e 2 per gestire al meglio il tratto.

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il monegasco Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) a bordo della sua F1-75 durante le FP1 a Miami

Carlos prende la via del pitlane per poi parcheggiare la numero 55 dentro garage. Lo segue Leclerc una tornata più tardi che, durante l’in-lap, sostiene come il grip fuori traiettoria sia praticamente nullo. Questa prima parte della sessione ha messo in luce la capacità delle due Ferrari nell’interpretare molto bene la pista sin dai primi giri. Dai box si ascoltano le conversazioni tra piloti ed ingegneri. Pare che sulla vettura di Charles si cambierà il valore relativo al carico posteriore di addirittura di 5 punti.

Si parla poi del programma da svolgere nel secondo run, compresa una tornata in Engine 1 per testare a full le capacità velocistiche della monoposto in relazione alla penetrazione aerodinamica. Si modificherà altresì la mappatura sul cambio, adottando una configurazione decisamente più aggressiva. Le mescole che verrano montate saranno le Soft, cercando di sfruttare al massimo la naturale “track evolution“.

Saranno 4 le tornate push a disposizione per i ferrasti che, con ogni probabilità, saggeranno le monoposto per capire la direzione di set-up da prendere nell’arco del week-end. Si parte ora con il primo tentativo e Sainz perde subito la vettura. Per fortuna il madrileño non arriva al contatto con le barriere. Si parla di una slow puncture all’anteriore destra, che di fatto costringe Carlos a tornare ai box per sostituire il treno di gomme Pirelli a banda rossa con le Medium del run precedente.

Nel frattempo Charles ha effettuato un tentativo che non l’ha soddisfatto appieno, descrivendo un pelo difficile la gestione delle “calzature” durante la tornata. Dopo un “cool down” torna ora a spingere. Al momento pare difficile l’amministrazione del traffico, fattore che ha disturbato non poco il lavoro dei ferraristi, soprattutto quello della numero 16. Adami fa sapere che con le medesime mescole di Perez lo spagnolo Sainz avrebbe battuto facilmente il crono del messicano.

Finalmente Leclerc chiude una tornata pulita e ottiene un riscontro cronometrico più veritiero. Ciò nonostante, il monegasco non è ancora soddisfatto del suo rendimento. A tal proposito Marcos gli propone di ritardare la frenata in curva 1 di almeno 6 metri. Adami continua a complimentasi con Sainz, autore di tornate molto convincenti malgrado monti un treno di Medium con alle spalle parecchi giri.

Si procede ora, nell’ultimissima fase delle Fp1, con diversi constant speed prima di effettuare le consuete prove di partenza sulla griglia, andando a testare il sistema di partenza per trovare il punto corretto per lo stacco. Successivamente arrivano altri test a velocità costante per poi tornare ai box, consapevoli che il lavoro da svolgere sui dati raccolti in questa prima sessione sarà parecchio.

La considerazione finale, al netto della difficoltà di giudizio in relazione ad una pista del tutto nuova, descrive la solita Ferrari. Una vettura solida e ben bilanciata, capace di offrire un buon rendimento partendo dall’assetto studiato al simulatore. Da segnalare le prove comparative di carico al retrotreno, utili per “scovare” il miglior compromesso aerodinamico.


F1-Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz

Foto: Scuderia Ferrari

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