I dati confermano: a Barcellona una Ferrari al top

Lo spettacolare testa a testa tra Charles Leclerc e Max Verstappen è stato il leitmotiv di ogni sessione di prova, qualifica e gara delle prime cinque tappe del mondiale. I due giovani fuoriclasse si pedinano ossessivamente come se avvertissero la necessità di non regalare alcun vantaggio al rivale sotto l’aspetto piscologico anche durante i turni di free practice la cui classifica finale non è sempre rappresentativa del reale potenziale del binomio pilota/monoposto.

Sembra di essere tornati alla rivalità tra Michael Schumacher e Fernando Alonso che durante le qualifiche del gran premio di Francia datato 2006, si superarono ripetutamente durante i giri di lancio semplicemente per marcare il proprio territorio come fanno i grandi predatori.

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Michael Schumacher e Fernando Alonso affiancati nella pitlane del tracciato di Magny Cours.

F1 – Leclerc vs Verstappen: una rivalità dal sapore antico

Manovre inutili e certamente pericolose ma dal chiaro messaggio subliminale verso il rivale, al pari del giro veloce di Charles all’ultima tornata del gran premio di Australia o l’ultimo giro di Verstappen a Miami a soli 97 millesimi dal giro veloce della gara che già deteneva.

Il prossimo round di questa equilibrata lotta al vertice andrà in scena tra otto giorni nel circuito de Cataluña, pista conosciuta a menadito dai piloti e nel quale i team potranno trarre interessanti riscontri in merito alla bontà del proprio programma di sviluppo in quanto proprio sul tracciato spagnolo è iniziata l’era delle wing car nei test invernali.

Da sempre la pista di Barcellona è stata considerata una sorta di prova di maturità per le monoposto perché andare forte sul layout catalano significa avere un mezzo competitivo sulla maggior parte dei tracciati del mondiale.

Basti pensare che dall’inizio dell’era ibrida solo in un’occasione ha vinto una monoposto che non avrebbe poi conseguito il titolo mondiale costruttori.

Nel 2016 proprio Max Verstappen taglio’ per primo il traguardo alla sua prima gara in Red Bull sfruttando il controverso incidente che mise fuori gara Lewis Hamilton e Nico Rosberg, in assenza del quale si sarebbe assistito a uno dei tanti monologhi delle frecce d’argento.

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Max Verstappen vince il primo gran premio in carriera sul circuito di Barcellona

F1 – Montmelò: un circuito amico per la Ferrari?

Proprio in virtù della specifica conformazione del tracciato spagnolo unitamente all’enorme mole di dati accumulata dai team nei test pre season, molte scuderie hanno deciso di introdurre importanti aggiornamenti sulle rispettive monoposto, Ferrari in primis come annunciato da Mattia Binotto:

Porteremo in Spagna una serie di aggiornamenti tecnici. Sarà un pacchetto importante ma non il più importante della stagione. E in un confronto tecnico che durerà a lungo, non sarà un singolo sviluppo a fare la differenza”.

Come evidenziato nella analisi prestazionale (clicca qui per approfondire), in quel di Miami si è verificato il break even point tra le performance dei due team, con la Red Bull in grado di primeggiare, anche se di misura, rispetto alla monoposto del cavallino rampante su entrambe le mescole utilizzate in gara.

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Sergio Perez (Oracle Red Bull Racing) inseguito dal monegasco Charles Leclerc (Scuderia Ferrari)

Gli update sulla RB18 funzionano, e se le avverse condizioni meteo della tappa di Imola non consentivano di esprimere giudizi definitivi, la gara in Florida ha fugato ogni dubbio.

Il team di Milton Keynes, forgiato dal punto di vista comunicativo dalla estenuante lotta mediatica con la Mercedes durante la scorsa stagione, attraverso le parole di Christian Horner ritiene che il prossimo appuntamento del mondiale possa essere favorevole, almeno sulla carta, ai nuovi rivali di Maranello:

Il circuito di Barcellona sarà una sfida completamente diversa. Ci sono curve ad alta velocità, zona in cui la Ferrari è forte. Il circuito di Miami ha molti rettilinei e andava bene per noi”.

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Christian Horner al muretto box durante il gran premio di Miami

F1 – Analisi: ecco perché Barcellona può aiutare la Ferrari F1-75 e non la Red Bull RB18

Il low profile del manager inglese non è solo pretattica e si basa su evidenze tangibili.

In primo luogo il layout del circuito de Cataluña presenta un unico lungo rettilineo, caratteristica che diminuisce sensibilmente il principale punto di forza della RB18, l’enorme velocità di punta praticamente pari alla velocità della F1-75 con DRS spalancato.

La diversa tipologia di curve presenti nel tracciato di Miami, in termini di raggio angolo e lunghezza, consente di mettere a confronto il comportamento della RB18 e della F1-75 attraverso la meticolosa analisi di FormulaUnoAnalisiTecnica di tutti i micro-settori del tracciato americano.

I dati fanno riferimento alla sessione di qualifica dello scorso round in Florida, unico momento del weekend in cui possono essere valutate, con un certo grado di approssimazione, le performance pure delle monoposto, in ragione del medesimo quantitativo di carburante, della minima influenza della track evolution e dell’utilizzo delle mappature più spinte della componente ibrida delle power unit.

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Microsettori del primo segmento del Miami International Autodrome

Il primo settore del tracciato statunitense è il segmento del tracciato più consono per valutare il comportamento delle monoposto in curva ad elevata velocità e le evidenze delle qualifiche descrivono un sostanziale equilibrio tra Ferrari e Red Bull nei vari micro-settori.

E’ singolare notare che in questa sezione del tracciato, oggetto della nostra analisi, i migliori tempi nei micro segmenti sono stati realizzati da Carlos Sainz e Sergio Perez autori rispettivamente del secondo e quarto tempo in qualifica.

L’ultimo settore del circuito iberico è caratterizzato dalle curve 14 e 15 con raggio e angolo molto basso che determinano contenute velocità di percorrenza ed esaltano le monoposto dotate di un elevato grip meccanico e di un’ottima accelerazione.

Per comparazione abbiamo analizzato i micro-settori del segmento più tortuoso del circuito di Miami in corrispondenza delle curve 14, 15 e 16.

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Microsettori da curva 11 a curva 16 del Miami International Autodrome.

Nelle curve a bassa velocità, almeno in qualifica, le Ferrari di Lecler e Sainz hanno dominato tuttavia questa superiorità non si è ripetuta in gara impedendo a Charles di uscire da curva 16 nei tubi di scarico della RB18 di Max Verstappen.

In relazione alle evidenze della pista, la Red Bull ha recuperato tanto margine nelle aree in cui Ferrari ha dominato fino al gran premio di Australia, tuttavia l’atteso pacchetto di aggiornamenti che debutteranno sulla F1-75 proprio in Catalogna dovrebbero consentire il controsorpasso prestazionale sull’ultima creatura di Adrian Newey, almeno nelle intenzioni degli uomini di Maranello.


F1-Autore ed infografiche: Roberto Cecere – @robertofunoat

Foto: F1, Scuderia Ferrari F1, Oracle Red Bull Racing

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