Revisione del budget cap: posizioni inconciliabili tra top team ed inseguitori

F1.Il discorso budget cap è una questione che sta diventando sempre più centrale per lo snodo di questa stagione 2022: sebbene non si sia nemmeno troppo vicini alla metà del campionato, si inizia già a tenere in considerazione quanto questo “vincolo” possa essere in realtà un limite per parecchie scuderie.

Il problema principale è che molti team potrebbero non essere in grado di rientrare nel tetto massimo di spesa imposto e che, come dichiarato dal team principal RedBull Christian Horner, alcuni addirittura potrebbero non avere risorse per disputare regolarmente almeno le ultime 4 tappe di campionato.

Non è di certo la prima volta per Horner rilasciare dichiarazioni così apertamente provocatorie, ma se il suo presunto intento allarmista inizia a raccogliere riscontri favorevoli anche da parte di altri team, a quel punto un fondo di verità deve pur esserci.

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Christian Horner, team principal Oracle Red Bull Racing

F1. Budget cap: un vincolo sempre più stringente

La soglia massima di spesa, infatti, per quest’anno è stata abbassata a 140 milioni di dollari e con l’intento di diminuirla ulteriormente a 135 milioni$ per la stagione 2023, sorge spontaneo domandarsi come sarà possibile un tale adeguamento se già da ora si palesano intoppi nello “stringere la cinghia”.

E problema nel problema, è il fatto che in realtà la questione stia solo continuando ad annodarsi su se stessa: sebbene ci siano alcuni team che ritengono necessario un aumento di tale soglia mentre altri no, di fatto la FIA non ha ancora preso una decisione ufficiale, dunque non si giunge ad un accordo conclusivo che possa mettere un punto a questa controversa vicenda.

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Toto Wolff, Mercedes AMG F1

F1. Budget cap: i top team favorevoli alla rimodulazione

Tra le scuderie favorevoli a questo ampliamento si annoverano sicuramente i tre top team Ferrari, Mercedes e RedBull, con Alpha Tauri al suo seguito ed anche Aston Martin: la ritengono una mossa sostanzialmente necessaria poiché si sono ritrovati a dover subire un esorbitante aumento dei prezzi, sia in termini energetici sia in chiave di spese nei trasporti.

Portavoce proprio di questa tesi è il team principal Mercedes Toto Wolff: precisa che attualmente i soliti costi abituali hanno subìto un’inflazione pari almeno al 7%, spiegando anche che la guerra in Ucraina ha avuto un forte impatto specialmente sui prezzi dell’energia (riportando un suo esempio pratico, le spese energetiche a Brackley sono schizzate da poco più di 2 milioni$ a circa 6 milioni$).

Sebbene Toto sostenga che l’idea del budget cap sia valida poiché il suo obiettivo è quello di rendere accessibile la massima formula anche ai team “minori”, considera altresì che il periodo storico eccezionale che si sta vivendo è quello che è, pertanto un adeguamento sarebbe più che necessario.

Anche il team principal RedBull Christian Horner è del medesimo avviso, tuttavia valuta anche che tale decisione potrebbe essere un’arma a doppio taglio che tramuterebbe la F1 in una competizione contabile piuttosto che di corse. Dunque aumento sì, ma che non diventi un perenne crescendo, dato l’elevato costo di produzione di tali eccellenti vetture.

D’altra parte anche il team principal Ferrari Mattia Binotto risulta d’accordo con il discorso ampliamento: anzi, si dichiara convinto del fatto che parecchi team sicuramente ne infrangeranno la soglia. In più offre come spunto di riflessione un valido punto di vista: andare a violare i regolamenti finanziari ne mette in discussione il valore intrinseco, e non è di certo un bene.

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l’italiano Günther Steiner (Haas F1 Team) assieme allo svizzero Mattia Binotto (Scuderia Ferrari)

F1. Budget cap: le scuderie di fascia medio-piccola vogliono il mantenimento dello status quo

Invece altra faccia della medesima medaglia, sono ad esempio i team Alpine ed Alfa Romeo: specialmente il team principal di quest’ultima, Frederic Vasseur, sostiene che in realtà il discorso dell’inflazione non sia affatto una causa di forza maggiore, quanto piuttosto una mera scusa atta a giustificare ulteriori intenti.

Anche il team principal Alpine Otmar Szafnauer rincara la dose, sostenendo che c’è sempre un modo per rientrare nel budgetprestabilito e che anzi possono essere effettuate spese oculate per compensare gli aumenti.

Menzione a parte, se così si può dire, per la scuderia americana: il team principal Haas Günther Steiner inizialmente si era dichiarato contrario all’innalzamento del limite prefissato, salvo poi cambiare recentemente idea schierandosi al fianco della maggior parte dei team. Che i diversi crash di Mick Schumacher abbiano contribuito a questa inversione di rotta, portando Günther ad una strettamente necessaria corsa ai ripari? Probabile…

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Mick Schumacher (Haas F1 Team) GP monaco 2022

In ogni caso allo stato attuale dei fatti, sembra abbastanza sicuro che il tetto massimo sarà sforato da più team: il regolamento valuta qualsiasi spesa in eccesso del 5% solo come “violazione minore”, ma non è del tutto chiaro in tale eventualità in quali conseguenti penalità si incorrerebbe.

Quel che è certo è che, se la maggior parte delle scuderie incapperà realmente in questo problema, a quel punto potrebbe essere messa seriamente in dubbio la validità e la fattibilità generale dello schema di spesa, ed allora sì che sarà necessario rivoluzionare l’intero progetto fondante.


F1-Autore: Silvia Napoletano @silviafunoat

Foto: F1, Mercedes AMG F1 Team, Oracle Red Bull Racing, Scuderia Ferrari F1

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