Gp Canada 2022: mossa Ferrari intelligente, ma Red Bull ha la gara in tasca

Se si prova a cercare qualche elemento di disappunto di casa Red Bull si farà molta fatica a trovarlo. Il Gp del Canada, nono appuntamento del campionato di F1, si apre sicuramente nella migliore delle maniere per i “Tori caricanti“. E non solo per i positivi riscontri emersi della due sessioni nelle quali è stato Max Verstappen a svettare, ma anche per la situazione in cui versano gli avversari.

La RB18 si è subito adattata ad un tracciato che non ospitava il Circus dal 2019 a causa della crisi pandemica. La vettura ha risposto bene sia sul giro singolo sia, soprattutto, sul passo gara mostrando una solidità che al momento la mette in cima all’elenco delle favorite. Una condizione che viene garantita anche da una Ferrari alle prese con i problemi alle power unit che relegheranno, con ogni probabilità, Charles Leclerc in coda allo schieramento in una strategia votata ad introdurre una quarta unità endotermica da “spendere” nei GP successivi dove la potenza pura conterà parecchio (leggi qui).

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Sergio Perez, Oracle Red Bull Racing, Canada 2022

F1. Red Bull vince la prima, piccola, battaglia politica sulle norme anti-porpoising

Il weekend canadese si era aperto con il giro di vite della Federazione sul fenomeno di pompaggio verticale. Una notizia accolta non benissimo dall’ecosistema Red Bull che temeva di vedere il proprio vantaggio tecnico-prestazionale ridotto da un nuovo contesto normativo. La FIA, dopo attente valutazioni, ha saggiamente scelto di non applicare la direttiva sin da subito, ma di usare Montreal come una grande operazione di raccolta dati in vista della definizione di quei parametri entro i quali rientrare per evitare che i saltellamenti possano incidere negativamente sulla salute dei piloti.

Una piccola vittoria politica di Milton Keynes che, va sottolineato, è la franchigia che meno dovrebbe essere colpita dalle nuove procedure visto che il porpoising non ha praticamente mai afflitto la RB18 progettata da un Adrian Newey che non ha colpevolmente tralasciato le concause negativi dell’effetto Venturi che altrove non sono colpevolmente state contemplate. Ogni riferimento a Mercedes è puramente voluto.

Le precondizioni per un fine settimana da sogno ci sono tutte: Leclerc lontano e con una rimonta titanica da affrontare, Sainz unico alfiere rosso che deve provare ad avere la meglio delle due Red Bull (leggi l’analisi prestazionale della F1-75), gli altri avversari a debita distanza. Servirebbe uno stravolgimento epocale per sovvertire pronostici che appaino scontati. La pioggia, che era data quasi per certa per le qualifiche, sembrerebbe essere scongiurata tanto che Eduardo Freitas, rientrante dopo i pasticci monegaschi, non ha più concesso l’ulteriore treno di intermedie che era stato annunciato nella mattinata di ieri quando Giove Pluvio ha deciso di sparare tutte le cartucce a disposizione

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Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing)

F1. Red Bull, Verstappen è particolarmente soddisfatto

È stata una giornata positiva – ha esordito un Verstappen visibilmente soddisfatto – Naturalmente ci sono sempre degli aspetti da analizzare per cercare di trovare un bilanciamento efficace, ma nel complesso è stato un buon inizio di weekend. La mescola più morbida è sempre la più difficile da sfruttare, quindi penso che ci sia ancora del tempo da dedicare a questo tipo di compound per estrarne tutto il potenziale. Anche in questo weekend abbiamo una macchina competitiva e questo è positivo”.

Il long run – ha proseguito il campione del mondo in carica – è stato buono, anche se il degrado è molto importante. Sotto questo aspetto ci sono dei dettagli da limare. Se piove in qualifica è la stessa situazione per tutti: dobbiamo solo affrontarla. È positivo vedere che per domenica dovremmo avere una macchina competitiva, quindi qualsiasi cosa accada in nel turno di qualificazione sappiamo di poter poi eventualmente rimontare“.

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Sergio Perez, Oracle Red Bull Racing

F1, Red Bull: Perez alla ricerca dell’assetto efficace

Meno soddisfatto è apparso Sergio Perez che non ha ancora sviluppato un feeling totale con la RB18 in versione nordamericana: “Purtroppo non si può trarre molto per me da queste sessioni, per lavorare davvero sulla macchina è necessario raggiungere un buon ritmo e poi operare su questo. Cosa che al momento non sono riuscito a fare. Abbiamo avuto un problema con l’assetto nella simulazione di qualifica, ma per fortuna siamo riusciti a risolverli. I long run sono stati un po’ più rappresentativi, ma comunque abbiamo avuto qualche problema“.

Speriamo che domani si possa risolvere tutto – ha sottolineato il messicano secondo nella classifica generale – Sono un po’ in svantaggio ma, se tutto va bene, saremo in grado di ottenere i giusti compromessi per essere competitivi quando il cronometro conterà. Vedremo come sarà il tempo per le qualifiche, perché potrebbe davvero rimescolare le carte in tavola. Max sembra forte e questo mi fa sperare di poter rendere la mia macchina competitiva quando servirà“.

La sensazione generale, in chiusura, è quello che oggi entra nella sua fase topica, può essere un weekend relativamente semplice per la compagine di Milton Keynes che ha la possibilità di provare un ulteriore allungo prima che i Circus ritorni nel Vecchio Continente.


F1 – Autore: Diego Catalano @diegocat1977

Foto: F1, Oracle Red Bull Racing

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