Porpoising in F1: sicurezza o politica?

La stagione 2022 di F1 si sta trovando a dover combattere contro i saltellamenti causati da bouncing o porpoising. Questo problema si sta spostando dall’essere meramente tecnico, quindi causa di danni alle monoposto e correlati cali di performance, ad andare a provocare problemi di salute ai piloti. Tuttavia, una terza ipotesi si sta facendo strada nella mente dell’attuale team da battere, Red Bull: la strategia politica.

Saltellamenti in F1: quanto vale la salute dei piloti

I saltellamenti delle attuali monoposto di F1 stanno rivelandosi una vera spina del fianco per scuderie e piloti. Il fenomeno di bouncing e porpoising è sempre esistito in F1, specialmente su circuiti con determinata caratteristiche e monoposto create secondo un’aerodinamica e struttura più bassa. Tuttavia, questo fenomeno nel 2022 si è trasformato in una costante, tanto da causare dolore alla schiena dei piloti. Lewis Hamilton si è infatti lamentato molto del mal di schiena che si è abbattuto su di lui per tutto il tempo che è stato in macchina.

Nella nostra esclusiva con Wolff (leggi qui) nel post-gara, il team principal ha detto che il dolore si era spostato dall’essere muscolare alla colonna vertebrale per poi chiedere di fare qualche modifica al regolamento. Anche l’altro pilota Mercedes ha affermato di aver terminato la gara con forti dolori alla schiena, seppur meno intensi di quelli patiti dal compagno di squadra. Andiamo a fare un quadro più completo della situazione. Mercedes chiede a gran voce delle modifiche per la salute dei piloti, Red Bull, invece, nega che ci siano problemi talmente sostanziali da essere ritenuti un rischio. E tutti gli altri?

In realtà, a lamentarsi degli effetti del bouncing sulla propria schiena sono stati quasi tutti i piloti con le relative squadre, ad eccezione di Alonso. Il Samurai, infatti, dichiara che il fastidio c’è ma che si sta parlando troppo di questa problematica.

F1
Max Verstappen e Checo Perez (Oracle Red Bull Racing) durante il Gran Premio dell’Azerbaijan edizione 2022

L’ipotesi del “complotto” politico avanzato da Red Bull

A seguito del GP di Baku, il team principal della Red Bull Christian Horner si è mostrato poco sorpreso da tutta questa insistenza legata alla problematica del bouncing e dalla piega presa dalle lamentele dei piloti. Horner ha sottolineato che anche la RB18 soffre per i saltellamenti ma non a tal punto da trovare tutti d’accordo da definirli un danno per la propria salute.

Secondo il team principal del team di base a Milton Keynes, tutto questo rumore è alla base di un attacco politico, volto a cercare di bloccare la loro attuale supremazia. Sta di fatto che i principali piloti che vocalizzano i dolori alla schiena sono George Russell e Carlos Sainz. Uno è il direttore della Grand Prix Drivers Association e milita in Mercedes, l’altro è l’ex pilota della loro scuderia e attualmente alfiere in Ferrari: entrambi appartengono ai due maggiori rivali di Red Bull.

Horner ha quindi detto, senza fare nomi, che è convinto che le scuderie incoraggino i piloti a “lagnarsi” in modo tale da cercare di far cambiare il regolamento attualmente in vigore e porre un freno a Red Bull. Ma se così non fosse?

Il team principal di Red Bull Christian Horner festeggia la doppietta nonostante i problemi in F1 con i saltellamenti
Il team principal di Red Bull Christian Horner festeggia la doppietta nonostante i problemi in F1 con i saltellamenti

FIA chiamata ad una decisione

Come sempre, in questi casi, è la FIA a dover prendere una decisione. Una che sarà contrastata da una o dall’altra parte. Il nuovo regolamento è in vigore sino alla stagione del 2025 inclusa, e con un set di regole di questo tipo è altamente improbabile riuscire ad alzare la scocca in modo tale da rispettare le richieste del regolamento, avere performance efficaci e risolvere il problema dei saltellamenti, specialmente se sono talmente potenti da provocare dolori ai piloti da essere un rischio per la salute.

I team potrebbero fare qualcosa in merito: richiedere delle modifiche. Per farlo, però, serve una maggioranza quasi totale, corrispondente ad 8/10. Eliminiamo Red Bull che ha già detto molto chiaramente cosa ne pensa e AlphaTauri che è la sua scuderia satellite. Le due grandi fazioni Mercedes e Ferrari sarebbero a favore ma le altre scuderie sono un punto interrogativo. Proprio perché, riprendendo le dichiarazioni di Horner, si tratterebbe di politica.

Se fosse la salute dei piloti ad essere a rischio, però, tutte queste regole ferree salterebbero. E non per il bouncing. La FIA, insieme a Liberty Media e a tutte le squadre, ha sempre messo per primo punto insindacabile la sicurezza e la salute dei piloti. Questi dolorosi saltellamenti sarebbero sicuramente un problema decisamente significativo. Immaginiamo come debba essere volare a trecento all’ora e prendere frustate alla schiena ogni volta, sapendo che sta andando incontro ad altre giro dopo giro. Può capitare di perdere il controllo o non riuscire a proseguire, anche perché le gare sono tante e ad intervalli ravvicinati.

Hamilton ha dichiarato di avere corso grazie all’adrenalina, in quanto il dolore era insopportabile. Se così fosse, ad avere la meglio non sarebbe il più forte ma colui con la schiena più sana. Ed è il caso che la FIA prenda in mano la situazione e si adoperi a valutare la gravità dei saltellamenti per procedere a prendere una decisione. Anche l’assenza di essa, ossia l’indifferenza, lo è. Ma non rende certo giustizia ai valori di sicurezza e protezione della salute dei piloti di cui la F1 di oggi vuole farsi portavoce.

F1
Red Bull

Silvia Giorgi: silvia_giorgi5

Fonte immagini: Media Centre Ufficiale di Oracle Red Bull Racing – Riproduzione riservata

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