Wolff vs Horner: è guerra sul caso porpoising

Se è vero che in F1 la storia si ripete, eccoci nuovamente tornati ad assistere a quello che potrebbe sembrare a tutti gli effetti un secondo round della battaglia RedBull – Mercedes: non più tardi di un anno fa, sempre gli stessi protagonisti non disdegnavano “infierire” colpi di ogni sorta allo scopo della conquista di un contesissimo titolo mondiale, con i risvolti che ad oggi conosciamo tutti molto bene.

Stavolta il quadro è leggermente diverso: come ben sappiamo, in questa stagione il team di Brackley sta facendo un po’ fatica nello stare al passo con le altre scuderie di spicco, al punto che opinione comune è che oramai il suo posto nella lotta al mondiale sia stato occupato dal team Ferrari.

Tutto sommato, nulla è ancora detto ed anzi, un loro colpo di testa rimane tuttora tanto atteso (quanto auspicato). Per far ciò, però, sarebbe necessario che la loro W13 fosse quantomeno solidamente competitiva ed affidabile, ma che soprattutto, non faccia patire a Lewis Hamilton e George Russell quel fastidioso fenomeno che è il porpoising.

Ed infatti è proprio questo il punto centrale della questione: l’ultima querelle è sorta nel momento in cui la FIA, a seguito dell’appuntamento azero di Baku, ha presentato alcune modifiche nel regolamento atte a ridurre questo fenomeno.

F1
FIA

F1. La FIA interviene sul regolamento

Si è partiti da un assunto molto semplice: per ragioni di sicurezza, l’organo supremo ha richiesto a tutti i team in griglia di apportare alcune modifiche ritenute necessarie, attraverso l’introduzione di un limite alle oscillazioni verticali che i piloti possono trovarsi a subire all’interno della vettura.

Inoltre viene anche richiesto di analizzare il comportamento dello skid (una sorta di tavola rettangolare in legno collocata al di sotto della vettura, il cui ruolo è attribuire una distanza minima tra la monoposto stessa e l’asfalto, atta a verificare l’effetto suolo).

Attraverso l’osservazione dell’usura della parte inferiore della vettura, il riscontrare un impatto troppo aggressivo comporterebbe una modifica dell’assetto, il che potrebbe implicare come ipotesi anche un approccio più lento per evitare bruschi e reiterati impatti (andando di fatto a modificare le prestazioni più o meno veloci del pilota stesso).

F1

F1. Horner VS Wolff: una sfida già vista

Sulla base di questi presupposti, come non aspettarsi qualche dichiarazione piccata (neanche troppo velata) da parte del team principal RedBull Christian Horner?

A suo avviso, infatti, tali modifiche regolamentari andrebbero a favorire solo un team in particolare: inutile dire che tale antifona è tutta per Mercedes ed il suo team principal Toto Wolff, accusato perciò di pantomima.

Come anticipato poco sopra, Russell ed Hamilton hanno riscontrato parecchi problemi nel fronteggiare il porpoising (specialmente Lewis, il quale una volta terminato il gran premio dell’Azerbaijan a stento riusciva a scendere autonomamente dalla vettura): entrambi sostenevano che fosse necessario un intervento della FIA in tal senso, con delle modifiche atte a ridimensionare le sollecitazioni alle quali il corpo dei piloti è costantemente sottoposto.

Ponendo dunque l’accento sullo stress fisico, è stato Toto a dare ulteriore man forte alla tesi dei suoi due uomini, precisando anche che non è affatto un problema univoco del team Mercedes, ma che anzi, chiunque dopo l’appuntamento azero ha patito problemi di questo tipo. Dunque tali adeguamenti regolamentari per Wolff sarebbero indispensabili proprio su ampia scala, presupponendo un coinvolgimento anche da parte delle altre scuderie.

F1
Christian Horner (Oracle Red Bull Racing) e Toto Wolff (Mercedes AMG F1).

F1. Horner si dissocia

Ma Horner non ci sta: non solo non è affatto d’accordo con questo assunto, ma aggiunge anche che tale problema non dovrebbe essere premura della FIA, quanto piuttosto una questione che dovrebbero risolvere in autonomia come team.

Non crede neppure al fattore sicurezza, ai suoi occhi evidentemente mera scappatoia, ed anzi rincara la dose aggiungendo che se la FIA reputasse realmente pericolosa una vettura, potrebbe sempre decidere di squalificarla.

Agguerrito ed intransigente, contro lo stesso nemico si conferma il Panzer che era lo scorso anno: d’altronde da capolista di entrambi i mondiali piloti/costruttori, la sua posizione è piuttosto condivisibile.

F1
Oracle RedBull Racing – Christian Horner con il campione del mondo Max Verstappen

Una modifica di regolamento a metà stagione potrebbe mettere a repentaglio quanto di buono raccolto sinora, compromettendo anche quello che sarebbe potuto essere. Quindi dal suo punto di vista è indubbiamente meglio non intervenire in tal senso, perché potrebbe andare ad inficiare pesantemente sulla sua lotta al mondiale.

D’altro canto è chiaro anche che Wolff sostenga strenuamente la sua tesi, auspicando un miglioramento di prestazioni per la sua stagione altalenante. È il classico gioco delle parti, ed anche quest’anno spesso e volentieri paradossalmente è più il regolamento ad essere protagonista che non i piloti stessi.


F1-Autore: Silvia Napoletano – @silviafunoat

Foto: FIA, Oracle Red Bull Racing, F1

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