Gp Ungheria 2022/Analisi prestazionale qualifiche: la pista fredda rende debole il retrotreno della Ferrari F1-75

Da venerdì le carte in tavola sono state mischiate nel Gp d’Ungheria di F1. Benché la pioggia non sia caduta durante la qualifica è stata comunque condizionante. Le temperature più fresche non hanno aiutato certamente la Rossa. Ferrari può dirsi soddisfatta perché guadagna lo stesso una seconda e una terza piazza. Il passo delle Fp2 fa ben bene per la gara di oggi. George Russell, autore di un giro davvero strepitoso, guadagna con grande merito la pole position. Andiamo ora ad analizzare quanto accaduto in pista. 

La qualifica, come detto, si è svolta su un asfalto decisamente più fresco. Ciò ha aiutato di mantenere le mescole nella finestra ideale limitando così i problemi di overheating. Termicamente parlando, il compound è meno stressato. Cosa che ha consentito ai piloti di effettuare più giri con un solo treno di gomme. Già durante le prime sessioni di prove libere avevamo visto che si potevano portare a termine più passaggi intervallando un giro lanciato con uno di cooling. Tutti hanno imbarcato molta benzina e hanno continuato a fare tempi cronometrati, anche perché l’evoluzione della pista è stata molto rapida. Nella mattinata di ieri ha piovuto e la traiettoria si è sporcata, perdendo parte della gommatura. 

F1
George Russell, Mercedes AMG F1, Gp Ungheria 2022

F1. Gp Ungheria 2022, qualifiche: la chiave è stata l’attivazione dei compound

Nella prima parte della qualifica abbiamo visto una F1-75 più nervosa rispetto alla Red Bull. Il poco grip presente in pista ha reso molto difficile la vita ai due ferraristi, con un fastidioso sottosterzo quando andavano sul gas. Si è anche registrata una certa fatica a raggiungere l’apice della curva. Tutto ha girato attorno alla finestra operativa delle mescole.

Leclerc si è lamentato di non riuscire mantenere le coperture all’interno della finestra operativa. Una discontinuità che ha dato molto fastidio al monegasco e che non l’ha aiutato a trovare il ritmo. 

Discorso differente per Red Bull che in queste condizioni della pista si è trovata molto più a suo agio. Buona capacità da parte della RB18 di rimanere stretta, vicino all’apice, in curva due e nell’ultima piega. Le temperature più fresche hanno di certo aiutato la creatura di Adrian Newey la quale, in genere, immette molta energia all’interno della carcassa. Tutto ciò vale per Verstappen, poiché Perez ha incontrato maggiori difficoltà. Traiettorie molto diverse per il messicano che non si è proprio trovato con l’handling

Per il primo tentativo del Q2 sia Ferrari che Mercedes sono uscite con gomma usata in modo da risparmiare un set per domani. Dal secondo tentativo in poi, la Ferrari è tornata a comportarsi più similmente a quanto visto nelle libere di venerdì. Tuttavia è rimasta un po’ di instabilità al posteriore che si è fatta sentire in entrata di alcune curve e soprattutto in uscita. Si è visto qualche snap nel momento in cui i piloti andavano sul gas. 

F1
Sergio Perez

In circuiti così tecnici diventa molto importante lo studio delle traiettorie. Che possono fare una gran differenza. Già nella giornata di venerdì avevamo analizzato la telemetria in curva due, denotando una sostanziale differenza tra Ferrari e Red Bull. Verstappen portava moltissima velocità in entrata, ma era poi costretto a fare una traiettoria maggiormente a “V”. Ieri Max ha copiato un po’ la traiettoria di Charles, che si butta dentro puntando all’apice riuscendo, in ogni caso, a rimanere molto stretto.

La velocità che porta in inserimento è leggermente minore. Tuttavia anche Charles ha fatto fatica a seguire le traiettorie che ha prodotto nelle libere 1 e 2. Sainz è riuscito più agevolmente a trovare il passo e a mettere le gomme dei due assi in temperatura. Ciò lo ha portato a giocarsi la qualifica, soffiata all’ultimo giro da Russell. Verstappen è uscito dai giochi per alcuni problemi alla ricarica della batteria. Tuttavia, già all’inizio del Q3, aveva cominciato a lamentarsi di non avere grip frontale.

Tutto il paddock si chiede da dove provenga questa performance brillante da parte della Mercedes. Osservando la telemetria ci sono dei motivi ben precisi. Nella giornata di venerdì avevano faticato nei confronti della McLaren, dotata di maggior trazione. Il loro punto forte era quindi la fase d’inserimento. Tuttavia, nel complesso, la squadra non sapeva bene che strada scegliere con il setup

F1. Gp Ungheria 2022: cosa dicono i numeri

Cominciando dalla prima curva, già qui notiamo un trend che ritroveremo durante tutto l’arco del giro. Russell porta meno velocità in entrata, ma cura molto meglio l’uscita. L’inglese infatti guadagna molto in fase di uscita. Il suo grafico di velocità sale più rapidamente, denotando una maggior trazione della vettura. Osservando gli on board, Sainz non è riuscito a raggiungere l’apice, a differenza di Russell. Come detto in precedenza, il posteriore della F1-75 non era completamente stabile e ha dato qualche problema in inserimento. 

Discorso simile per curva due, dove Sainz porta maggiore velocità, ma si trova posizionato peggio per l’uscita. Dagli on-board si evince che Carlos non è nuovamente riuscito a tenersi molto stretto. Al contrario, Russell ha seguito una linea molto più vicina al cordolo interno, in stile Verstappen e Leclerc

Il trend osservato nelle prime due curve si è ripetuto per tutto il secondo settore. La telemetria parla chiaro. Questo stile di guida ha portato la vettura numero 63 ad avere maggior trazione nella fase d’uscita, battendo la F1-75 proprio nel suo punto forte. Il posteriore più debole della Rossa non ha consentito di seguire traiettorie molto favorevoli a Sainz. Nella chicane lenta del secondo settore Russell sale molto sui cordoli interni, ottenendo una linea più pulita, a differenza del ferrarista. 

Medesima situazione anche nel terzo settore, dove la particolare guida del britannico si vede molto chiaramente. Nel complesso evidenziamo due chiavi di questa qualifica: traiettoria e attivazione dei compound. Per quanto riguarda il primo aspetto, Russell ha messo molto del suo. La W13 invece è stata ottima nell’attivare i compound Soft della Pirelli, mantenendoli nel corretto working range durante tutto l’arco del giro.

Mercedes, inoltre, ha saputo fornire ai suoi piloti una vettura molto diversa da ieri, più bilanciata e nel complesso facile da guidare. Analizzando gli on board, la monoposto d’argento richiedeva minori correzioni rispetto alla F1-75. C’è un grande punto di domanda sulla giornata di oggi. Tutto dipenderà dalle condizioni della pista. E’ come se fosse cominciato un fine settimana diverso, come ha riferito Laurent Mekies a qualifiche concluse.

In Ferrari, ovviamente, non sono contenti del setup della vettura, il quale si era adattato molto meglio alla pista di ieri. Detto questo, rimane da aspettare di vedere quali caratteristiche avrà il tracciato alla partenza. La Rossa, in via generale, rimane la vettura da battere.

Lo conferma la tabella precedente che mette in luce la classifica ideale. Ogni tempo è ottenuto sommando i migliori settori di ciascun pilota. L’ideal lap di Sainz è di 2 decimi più veloce rispetto al tempo reale ottenuto durante la qualifica. Questo lo avrebbe messo in pole position davanti a Russell di ben un decimo. Leclerc invece sarebbe rimasto in terza piazza. 


Autore: Niccolò Arnerich – @nicofunoat

Foto: Scuderia Ferrari, Mercedes AMG F1 Team, Oracle Red Bull Racing

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