Gp Belgio 2022/analisi prestazionale qualifica: la scia regala 14Km/h a Sainz. L’efficienza è la chiave della RB18

F1. Inaspettatamente Sainz partirà in prima posizione nella gara di domani. Una “pole position” che di fatto è un regalo da parte di Verstappen, penalizzato per la sostituzione di alcuni elementi della PU che di fatto lo hanno retrocesso sino al fondo della griglia. A margine di questo, Sainz ha fatto quello che doveva, ovvero finire davanti a Perez. Giornata decisamente negativa per il messicano che tra le mani aveva un razzo. La velocità della Red Bull ha stupito tutti su questo tracciato, perfino gli addetti ai lavori. 

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ideal lap

Entrambi gli alfieri della rossa sono scesi in pista quest’oggi con un assetto più carico, cambiando completamente la strada seguita sino a ieri. Durante le prove libere abbiamo visto debuttare un’ala molto più scarica che avrebbe dovuto dar un discreto vantaggio nel primo e nell’ultimo settore. Sabato, invece, si è deciso di caricare maggiormente la vettura montando la specifica visa a Baku e, al medesimo tempo, aumentando l’incidenza degli elementi deportanti. Ecco che la F1-75 si è dimostrata più rapida delle RB18 nel settore centrale, il quale fino a ieri era un feudo della casa austriaca.  

In Red Bull hanno confermato il pacchetto aerodinamico adottato sin dalle Fp1, trovando il giusto livello di carico per sfruttare al massimo la vettura molto forte in termini di efficienza. Un aspetto molto importante rimane la gestione delle mescole. Con le temperature d’asfalto così fresche l’attivazione dei compound diviene più complicata.

Per i bolidi austriaci questo elemento si è dimostrato un bene, in quanto tendono ad immettere molta energia all’interno negli pneumatici. Ferrari, al contrario, è molto più delicata sulle coperture, aspetto sul quale abbiamo già disquisito durante la prima parte di stagione. Similmente alla rossa, le due frecce d’argento faticano in queste condizioni ambientali perchè non riescono a mantenere contemporaneamente in temperatura i quattro compound.

Entriamo ora nel vivo di quest’analisi e cominciando con lo studio dei micro settori, utili per fornirci un’idea generale di come i due piloti hanno costruito la propria tornata. 


F1. GP Belgio 2022/Qualifica: mini settori e telemetria

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Durante la qualifica la RB18 domina il tratto che dal traguardo porta a curva uno, in parte come faceva durante il venerdì. Mentre ieri sono riusciti anche a migliorare l’uscita, dove la Ferrari di Leclerc riusciva a guadagnare. 

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Rispetto al venerdì Max è andato a rivedersi le traiettorie dei ferraristi. L’olandese ha frenato qualche metro prima per anticipare l’apice delle curve. Tale fattore lo ha posizionato in maniera migliore per uscire da curva uno con un più effettività. Infatti vediamo che rispetto ale Fp2 le curve velocistiche dei due piloti presi in esame salgono assieme con un minimo vantaggio di Verstappen. Mentre nella sedonsa sessione di libere era il contrario, con Charles che otteneva uno spunto decisamente migliore. 

Ci si aspettava che la RB18 potesse dominare, in lungo e in largo, anche nel resto del primo settore. Tuttavia non è andata cosi. Infatti, osservando i grafici, notiamo come la vettura numero 55 abbia ottenuto i migliori intertempi dall’Eau Rouge in poi. 

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Dal Radillon in avanti la F1-75 ha cominciato a guadagnare grazie alla scia fornita da Leclerc. Detto questo, Carlos Sainz si è detto preoccupato delle velocità di punta nelle interviste al ring post sessione. Questo fa pensare che per la gara Ferrari userà una mappatura con la quale non riusciranno con sicurezza a difendersi dagli attacchi Red Bull

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Entrando nel secondo settore Red Bull torna a farsi sentire. In curva 8, il tornantino medio-veloce, l’olandese arriva con più velocità e riesce a mantenerla a centro curva. Stesso discorso in curva 9. Ferrari in questa porzione di pista perde tempo prezioso. Proseguendo a Pouhon la rossa si fa nuovamente valere, riuscendo a sviluppare più velocità a centro curva. Parliamo di una tornata storica che pur con queste vetture ad effetto suolo è difficile da affrontare in pieno. Il pacchetto aerodinamico più carico scelto per la gara ha fatto la differenza, consentendo al pilota del Cavallino Rampante di affrontare questa curva con una velocità minima maggiore.

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Una curva sola non è così indicativa, tuttavia è sempre interessante vedere chi ha spinto di più. Osservando la telemetria, notiamo che lo spagnolo è riuscito a tenere giù l’acceleratore circa un 15% in più rispetto a Verstappen

Proseguiamo ora il nostro giro osservando l’ultimo settore che, essenzialmente, si compone con un unico rettilineo sommato ad una lenta chicane: “Bus Stop“. 

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In questo tratto la RB18 riesce a scavalcare la vettura italiana essenzialmente per la mancanza della scia di Leclerc. In Ferrari hanno realizzato molto questo “gioco”. LA decisione di metterlo in atto nel T1 scaturisca dal fatto che tale settore possiede il rettifilo più lungo, dal quale, di conseguenza, si può estrarre il vantaggio maggiore.

Sainz ha poi frenato leggermente in anticipo riuscendo a portare una velocità minima maggiore alla seguente chicane, ma ancora una volta in uscita risulta stranamente in ritardo nei cinerini di Verstappen. Lo stesso Leclerc non è riuscito nel mettere a terra come si deve tutti i cavalli della power unit italiana.

Potrebbe esser solamente un problema di traiettorie o, forse, un grattacapo legato alla scelta sull’assetto meccanico. Ricordiamo che il monegasco si è lamentato di quanto la vettura saltasse proprio in quella chicane ed in generale nelle curve lente.

Nel complesso è una “pole position” del tutto meritata per come è stata gestita la qualifica. Perfino l’iberico si è dimostrato colpito da quanta velocità ha dimostrato la Red Bull su questo tracciato. La spiegazione è da ricercarsi sull’efficienza aerodinamica, che come ammesso anche dal ferrarista è ancora un punto molto forte della vettura rivale. 

In casa Mercedes hanno portato avanti una comparazione tra due tipi di ala posteriore. Per Hamilton si è utilizzata una vettura più scarica al retrotreno con l’ultimo flap “tagliato” per ridurre la corda del profilo. Per le qualifiche, invece, hanno scelto di correre con un assetto più carico adottato solo sulla vettura numero 63.

Parlando con gli ingegneri della casa tedesca il problema risiede semplicemente nel mancato adattamento alla pista. Erano consapevoli di non poter esser molto competitivi su questo tracciato. La mancanza principale è la velocità sul dritto. Detto ciò, in gara, potrebbero rivelarsi più competitivi del previsto.


 Autore e grafici : Niccoló Arnerich – @niccoloarneric

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