Affidabilità intermittente, errori strategici, piloti liberi di sfidarsi: la Ferrari ha dinnanzi una montagna invalicabile

L’ultima gara prima della pausa estiva non si è chiusa secondo quelle speranze covate dalla Scuderia Ferrari. Una F1-75 sottotono e un altro errore da parte del muretto rosso non hanno infatti permesso al team di Maranello, e ai rispettivi piloti, di iniziare le vacanze nel migliore dei modi. Il quarto posto di Sainz e il sesto di Leclerc sembrano infatti aver abbattuto il sogno mondiale, soprattutto dopo quanto Verstappen e Red Bull hanno mostrato all’Hungaroring.

La vittoria del pilota olandese giunge quasi a sorpresa, viste le difficoltà in cui era incappato nelle qualifiche del sabato e vista una pista dove superare non è così semplice. La RB18, inoltre, sembrava meno perfetta di una F1-75 dove tutto ha sempre funzionato, affidabilità a parte. In Ungheria la Ferrari ha però sprecato quell’ennesima possibilità di riavvicinarsi in classifica. Un risultato che, nonostante manchino ancora 9 gare al termine, mentalmente potrebbe già aver chiuso i giochi.

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I meccanici della Ferrari impegnati in un pit stop durante il Gp d’Ungheria 2022

La vittoria di Verstappen in Ungheria chiude la lotta al titolo?

Il GP di Ungheria ha rappresentato forse una delle gare più belle corse dal campione del mondo in carica. La consapevolezza di non dover vincere per forza ha infatti portato Max Verstappen a condurre una gara di intelligenza e strategia. Partito decimo dopo i problemi alla power unti nel sabato ungherese, il numero 1 di casa Red Bull ha saputo sfruttare ogni momento nel modo corretto.

La partenza tranquilla, dove Verstappen si è fatto sfilare dal compagno di squadra alle sue spalle, ha poi confermato quanto il giovane olandese sia cambiato negli anni. Una tranquillità che probabilmente arriva anche da quanto vissuto lo scorso anno. Una gara condotta con quella naturalezza che neanche il testacoda, primo vero errore dell’olandese nel 2022, ha potuto scalfire.

Partire decimo e arrivare primo in Ungheria non è un’impresa in cui tutti riescono. Meglio dell’olandese, all’Hungaroring, si legge solo il nome di Nigel Mansell, che nel 1989 trionfò dopo una partenza dal dodicesimo posto. Una vittoria di squadra, e non solo del pilota, complice anche una Ferrari acerba rispetto a chi ora si dirige rapidamente verso un altro titolo iridato. La vittoria di Verstappen in Ungheria sembra infatti chiudere i giochi, nonostante la matematica ancora non possa confermarlo. Recuperare la distanza da Verstappen e Red Bull per la Ferrari è un’impresa titanica.

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Max Vestappen (Oracle Red Bull Racing)

Verstappen: strada in discesa verso il secondo titolo mondiale

A seguito della vittoria in Ungheria, la classifica Piloti non sembra lasciare troppo spazio alla fantasia. Tra Max Verstappen e Charles Leclerc, rispettivamente primo e secondo, i punti di differenza ora sono 80. Un numero che spaventa le speranza della Ferrari e che costringe il team di Maranello ad essere il migliore in ogni gara; una condizione che però potrebbe non bastare al monegasco per infastidire il campione olandese.

Se Leclerc dovesse vincere tutte le restanti 9 gare del mondiale, con Verstappen sempre secondo al traguardo, non riuscirebbe comunque a spodestare l’olandese dal suo attuale primo posto. Non solo dunque la matematica gioca a favore del numero 1 di casa Red Bull; con una situazione così complicata, anche mentalmente, sperare diventa difficile.

L’ennesimo errore di una Ferrari non ancora pronta per tornare alla vittoria più infatti aver semplificato la corsa al titolo del team di Milton Keynes, nonostante le prime gare avevano lasciato immaginare un 2022 lottato come il 2021. La F1-75, nonostante alcune difficoltà, sembra essere la miglior monoposto in pista; ma questo purtroppo non basta alla Casa del Cavallino Rampante. Per vincere serve essere perfetti e quanto successo in Ungheria non lascia dubbi su chi sia pronto davvero e chi ha invece ancora qualche passo da percorrere.

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F1. Max Verstappen (Oracle RedBull Racing) e Charles Leclerc (Scuderia Ferrari): una rivalità sinora sempre corretta.

Red Bull ha dimostrato di essere un team ormai maturo e in grado di trovare la strada per la vittoria anche quando questa non sembra essere scontata. Max Verstappen, inoltre, non solo sbaglia poco, ma è anche quel pilota completo che ora da cosa serve per vincere. E per essere campioni del mondo non serve solo arrivare primi al traguardo. I 9 appuntamenti mancanti non sembrano poter aiutare la Ferrari, chiamata comunque a dimostrare che non è finite finche non è finita.

Al rientro dalla pausa estiva sarà dunque fondamentale giocare con la testa e non solo ad arrivare primi. I giochi sembrano chiusi, con una strada in discesa attualmente pronta a portare Verstappen verso il suo secondo titolo; l’imprevedibilità della F1 ha però spesso insegnato che non tutto è sempre deciso. Ora è la Ferrari a dover trovare le carte vincenti e giocarle, perché Red Bull, da parte sue, questa mossa l’ha fatta e ora può anche solo difendere per raggiungere quell’ambito obiettivo.


Autore: Chiara Zambelli – @chiarafunoat

Foto: F1, Oracle Red Bull Racing, Scuderia Ferrari F1

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