Ferrari: il solito rientro da “Bollino Rosso”

Da diverse settimane l’attenzione degli addetti ai lavori e dei fan è focalizzata sulle vicende legate alle infrazioni del regolamento finanziario della F1 ad opera di Red Bull e Aston Martin. Un malinconico finale di stagione che antepone alle cronache sportive aspetti di carattere economico di difficile comprensione per il grande pubblico.

La storica abilità anglosassone nel riuscire a conseguire un vantaggio competitivo attraverso l’interpretazione del regolamento tecnico è stata evidentemente estesa nel settore finanziario. L’assurda tempistica tra l’infrazione e la sanzione della stessa conferisce al risultato sportivo il legittimo dubbio che possa essere stato conseguito grazie al mancato rispetto del quadro normativo.

Un contesto in cui il genio ingegneristico convive con il perpetuo sospetto che possa essere il frutto del maggior utilizzo di risorse economiche rispetto alla concorrenza. La nuova disciplina del budget cap getta enormi ombre sui risultati conseguiti in pista nel 2021 e in questa stagione. L’incredibile progressione della Red Bull, che ha annichilito la concorrenza, potrebbe essere figlia del medesimo overspending rilevato nel report dello scorso mondiale.

Se prima della pausa estiva il confronto con Ferrari appariva equilibrato, dal gran premio del Belgio il team di Milton Keynes è apparso assolutamente irraggiungibile sul passo gara. Con il sigillo iridato di Max Verstappen in Giappone salgono a sette le vittorie consecutive del team angloaustriaco. Se per Red Bull il 2022 potrebbe essere la migliore stagione della sua breve storia, la stagione della Ferrari, dati alla mano, è un film già visto.

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max verstappen (Oracle Red Bull Racing) – Gp Giappone 2022

F1. Il solito rientro da “Bollino Rosso”

Analizzare i dati consente di fornire una visione oggettiva del fenomeno osservato e sgombra il campo da eventuali interpretazioni soggettive. Nelle ultime sei stagioni la storica Scuderia Ferrari ha progettato almeno tre monoposto vincenti nella prima parte della stagione: la SF70H, la SF71H e la F1-75.

I tre gioielli di Maranello hanno in comune la medesima parabola prestazionale: avvio dominante, fase centrale della stagione competitivo, involuzione finale. Il rientro dopo la pausa estiva ha il sorpasso prestazionale della concorrenza Mercedes (nel biennio 2017-2018, nda) e Red Bull. E’ stato esaminato il rendimento dei team nei cinque gran premi successivi alla pausa estiva nelle stagioni 2017, 2018 e 2022.

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Punti conquistati nei cinque gran premi dopo la pausa estiva della stagione 2017

I “freddi” numeri evidenziano incredibili similarità nonostante siano cambiati i piloti, molti ingegneri e soprattutto il regolamento tecnico. Il tanto discusso budget cap potrebbe avere influito sulla distribuzione degli upgrade nell’arco della stagione, tuttavia il rendimento calante del team di Maranello suggerisce altre ipotesi.

Il “plafonamento” delle performance potrebbe essere dovuto ad aggiornamenti poco efficaci rispetto a quelli della concorrenza. L’atavico problema della correlazione dati sembrava essere un brutto ricordo del recente passato tuttavia la F1-75 dopo il corposo upgrade debuttato in occasione del gran premio di Spagna non è riuscita reggere il confronto con la RB18.

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Punti conquistati nei cinque gran premi dopo la pausa estiva della stagione 2018

L’originalità del progetto tecnico della F1-75 potrebbe essere talmente estremo da lasciare pochi margini di sviluppo come anticipato da FormulaUnoAnalisiTecnica in tempi non sospetti (clicca qui per approfondire). Ipotesi avvalorata dalla continua ricerca di una maggiore efficienza aerodinamica in un progetto che nel carico aerodinamico ha il suo principale punto fi forza. A partire dal gran premio del Belgio la Ferrari non è riuscita a replicare l’ottima gestione del degrado dei pneumatici.

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Punti conquistati nei cinque gran premi dopo la pausa estiva della stagione 2022

Nello scorso gran premio del Giappone, anche in condizioni di bagnato l’usura dei pneumatici intermedi di Leclerc è stata talmente marcata al punto che i battistrada anteriori sembravano completamente slick. Nel settore centrale di Suzuka, il gap cronometrico tra Charles e Verstappen è stato davvero enorme. Da notare che dopo lo strappo iniziale di Leclerc, le prestazioni sono crollate bruscamente.

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Gap nel secondo settore di Suzuka tra Verstappen e Leclerc in gara su gomma intermedia

F1.Tutto è cambiato ma il risultato è identico

Le tre stagioni messe a confronto in cui la Ferrari poteva recitare il ruolo da protagonista hanno poco in comune dal punto di vista del management, dei piloti e dei regolamenti tecnici di riferimento. Tuttavia il risultato è praticamente il medesimo e non può essere un caso. Qualsiasi sia il motivo della ricorrente involuzione della Ferrari nella seconda parte della stagione è evidente che abbia un’identica matrice.

La speranza è che tale dinamica sia dovuta a metodologie e infrastrutture da affinare piuttosto che all’appagamento dovuto a un buon girone di andata, per dirla in gergo calcistico. Per la storica scuderia modenese ci sono ancora altri quattro round per invertire un preoccupante trend in chiave 2023.


Autore e grafiche: Roberto Cecere – @robertofunoat

Foto: F1, Scuderia Ferrari, Oracle Red Bull Racing

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