martedì, Luglio 23, 2024

La FIA non impara mai dai propri errori

Il campionato di F1 2022 volge oramai al termine: con l’incombente ombra dell’ultima tappa ad Abu Dhabi, riaffiorano ancora vividi i ricordi di quanto accaduto a Yas Marina lo scorso anno, in cui la fecero da padrone vicende rocambolesche per una conclusione di stagione altrettanto intricata.

Quest’anno si prospetta un finale ben diverso: entrambi i titoli mondiali piloti e costruttori sono stati assegnati da un po’: Max Verstappen e la Red Bull hanno indiscutibilmente meritato tale trionfo, nonostante il polverone sollevato dalla vicenda sforamento budget cap (la quale, beninteso, avrebbe preso provvedimenti per la prossima stagione e non avrebbe inficiato quella in corso).

F1
Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing F1) festeggia la vittoria del suo secondo titolo mondiale a Suzuka.

Tuttavia al momento si infiamma la battaglia per il secondo posto: con Charles Leclerc e Sergio Perez pari merito a 290 punti, il metaforico “scettro d’argento” risulta chiaramente parecchio conteso. Ci aspettiamo dunque un ultimo appuntamento gara ugualmente acceso, proprio sulla base di tali presupposti: differentemente da quanto accaduto un anno fa, la FIA sarà in grado di gestire un finale di stagione senza intoppi, controversie e decisioni opinabili?

F1. I provvedimenti FIA per la stagione 2022

Bisogna specificare che dopo il terremoto post Abu Dhabi 2021, i presupposti per poter (e soprattutto voler) fare meglio c’erano tutti. Il licenziamento di Michael Masi e la sua sostituzione in due differenti figure per la stagione 2022, è stato un chiaro segno di voler realmente prendere atto della situazione rimodulando una gestione di fatto migliorabile.

Ad oggi, possiamo però dire che la FIA non abbia poi del tutto imparato dai propri errori. Per fare un esempio concreto: come anticipato, la figura di Masi era stata ripartita in due differenti commissari (Niels Wittich ed Eduardo Freitas assistiti da Herbie Blash,per anni vice di Charlie Whiting) proprio per avere maggiore garanzia e confronto in merito alle talvolta controverse dinamiche di pista.

Tale direttiva ha funzionato sino a qualche appuntamento gara fa: da almeno 4-5 weekend a questa parte, Freitas è stato momentaneamente congelato, lasciando completa autonomia a Wittich.

L’evento identificato come la classica goccia che fa traboccare il vaso, potrebbe essere l’appuntamento gara di Monza: quando cioè, la safety car entrò in pista davanti a George Russell (al momento terzo) e non davanti a Verstappen (chiaramente primo), impiegandoci parecchio per ricompattare tutto il gruppo.

On Board di George Russell (Mercedes AMG F1), alle spalle della safety car durante il GP di Monza

Pasticcio che fece molto scalpore, e che con ogni probabilità è costato la sospensione momentanea di Freitas dal suo ruolo. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Ma tralasciando le beghe intestine, possiamo con assoluta certezza confermare anche che lungo tutto il campionato, non ci sia stata sempre coerenza e tempestività nelle decisioni prese e comunicate durante i tempi di svolgimento gara.

F1. Il palmarès negativo FIA

Eclatanti esempi sono stati: Singapore, Suzuka, Monza, Montecarlo, giusto per citare quelli più palesi. Nel primo caso, bisognò persino attendere le 2 di notte italiane per avere un responso definitivo: la decisione fu di 5 secondi di penalità per il messicano Checo (per troppa distanza dalla safety car), che di fatto non andarono ad intaccare la sua prestazione in maniera significativa, consentendogli di conservare la comunque meritata vittoria.

L’appuntamento successivo a Suzuka fu anche peggio: sulla base di un fuoripista di Leclerc nel duello finale con Perez (dal quale il monegasco non guadagnò comunque nulla sul messicano, né a livello di tempistiche né tantomeno di posizioni), la FIA fu clamorosamente solerte nel comunicare repentinamente quella penalità tanto immediata quanto provvidenziale: Max Verstappen non solo vinse il gran premio, ma proprio in quella circostanza centrò il suo secondo titolo mondiale.

F1
Charles Leclerc (Scuderia Ferrari) e Sergio Perez (Oracle Red Bull Racing) – Stagione 2022

Ed il confronto tra le tempistiche decisionali con l’appuntamento appena precedente, fu davvero imbarazzante e stridente.

Anche quanto accaduto a Monza ebbe dell’inverosimile: in quel caso però, va precisato che il regolamento fu fatto rispettare eccome, tuttavia fu comunque ugualmente condannata la mancata tempestività nel comunicare tale decisione.

A pochi giri dalla fine, la monoposto di Daniel Ricciardo si piantò in un punto della pista in cui era chiaro come il sole che servisse una gru per rimuoverla, ma la FIA sembrò essere cieca a tale evidenza: i giri scorsero inesorabili, fu indetto un regime di safety car tardivo che comportò un termine gara senza di fatto dare la possibilità a Max e Charles di riprendere il loro acceso duello. Vittoria per l’olandese, in quella che oramai è la casa adottiva del monegasco, ed ennesima brutta figura della gestione.

F1
La monoposto di Daniel Ricciardo (McLaren F1) viene recuperata dalla gru durante il GP di Monza

A Montecarlo infine, la FIA ha perlomeno potuto nascondersi dietro la giustifica della pioggia: la ripresa tardiva della gara fu dovuta a dei problemi di alimentazione dei sistemi di partenza, o perlomeno questa fu una parte delle dichiarazioni al momento dei fatti.

Del clamoroso crash di Mick Schumacher fu specificato che indire una virtual safety car prima ed una safety car poi, con conseguente definitiva bandiera rossa, fu deciso solamente per motivi di neutralizzazione gara e sicurezza piloti.

Insomma un curriculum non esattamente lusinghiero, quello della FIA per la stagione 2022: gli intenti del presidente Ben Sulayem saranno anche stati discreti, ma l’attuazione ha avuto una resa concreta effettivamente discutibile.

Forse perché i presupposti teorici da cui è partita, hanno trovato un riscontro molto meno facile del previsto: necessario rimodularsi sulla base del reale a partire dagli eventi complessi a cui spesso assistiamo in pista, e che talvolta potrebbero anche avere una soluzione evidente (tant’è che spesso solo la FIA sembra non vederla).

D’altro canto non possiamo neanche aspettarci una rivoluzione con uno schiocco di dita: è un momento di evidente transizione per questo sport (l’attuale stagione ne è la prova lampante), dunque probabilmente anche la stessa gestione ha bisogno di ulteriore tempo per tararsi e ricalibrarsi a dovere. Speriamo solo che ciò avvenga in tempo per il prossimo campionato.


F1 Autore: Silvia Napoletano@silvianap13

Foto: F1TV, FIA, Oracle Red Bull Racing

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