Formula 1

Ferrari e Mercedes limitano la rivoluzione di Liberty Media

La stagione di F1 è stata decisa rapidamente, per due motivi. Il primo è il binomio Max Verstappen e Red Bull. Dopo un inizio difficile (l’olandese aveva riferito, dopo quattro gare, che la lotta al titolo era già terminata) hanno fatto un lavoro unico. Il secondo motivo è l’assenza di Mercedes. Sono tornati ad essere competitivi solo alla fine dell’anno“.

Il corsivo è un estratto di un’intervista che Stefano Domenicali, CEO di Liberty Media Corporate, ha rilasciato ai colleghi della Gazzetta. Si tratta di uno spunto di riflessione importante perché pone il dominio di Milton Keynes e del suo portabandiera olandese sotto una veste diversa da quella che abbiamo raccontato negli ultimi mesi, specie dopo Spa Francorchamps quando la RB18 è salita letteralmente in cattedra dando lezioni alla concorrenza.

Stefano Domenicali, CEO Formula One Group

F1. Le regole 2022 sono state un mezzo flop? Colpa di Ferrari e Mercedes

Il manager imolese, difatti, ritiene che Adrian Newey e soci abbiano giganteggiato in lungo in largo non tanto per aver meglio interpretato le regole tecniche, ma perché gli avversari si sono letteralmente suicidati, sportivamente parlando. Che poi, a ben guardare, si tratta di concetti prossimi il cui confine è molto molto labile, quasi impercettibile.

Mercedes si chiamata fuori dai giochi per un eccesso di sicurezza. Un atteggiamento tipico dei grandi che si sentono inscalfibili. La W13 è stata una vettura troppo azzardata. Un concept estremo che, per essere progettato, ha forse determinato la non contemplazione del fenomeno porpoising. Sin dai test è parso evidente che la monoposto fosse arretrata dalla vetta e il campionato è servito a comprendere i tanti difetti per evitare di commettere ulteriori errori (leggi qui).

Quando diciamo che gli uomini della Stella a Tre Punte arrancavano rispetto ai rivali ci riferiamo soprattutto alla Ferrari che, fino a Imola (e forse oltre), era l’assoluto riferimento tecnico della categoria. Poi Red Bull ha preso a sviluppare, leggasi dimagrire, mentre Maranello è incappata nella deflagrazione della bomba affidabilità a cui hanno fatto da corredo altre questioni collaterali: qualche errore di troppo da parte della coppia piloti e soprattutto una gestione strategica delle gare insufficiente a supportare le velleità di vittoria del team. Tutto incastonato in un quadro ancora più inefficace per produrre risultati di rilievo: il blocco degli sviluppi che ha fermato lo slancio della F1-75 che è stata risucchiata inesorabilmente da una W13 arrembante.

“Il soprasso”. Charles Leclerc ha la meglio nel duello con Max Verstappen durante il Gp d’Austria 2022

F1. Il 2022 è passo falso che il tempo sanerà?

Le nuove regole hanno funzionato bene. Abbiamo visto un sacco di battaglie ruota a ruota, che non si erano mai verificate prima. Ci vuole ancora un po’ di pazienza, come accade sempre dopo i grandi cambiamenti. Ma ci sono state pochissime gare in questa stagione che non sono state divertente“.

Quest’ultimo passaggio va letto quindi in un’altra chiave rispetto a quella più immediata e scontata: il nuovo quadro tecnico-normativo si sarebbe rivelato efficace visto il numero di sorpassi (+30% tra il 2021 e il 2022, ndr) e l’accresciuto livello dei duelli. Insomma, per farla breve, se la “F1 next gen” non ha funzionato del tutto non è colpa delle regole ma di Ferrari e Mercedes che non sono state all’altezza della situazione.

Singolare punto di vista che sa tanto di toppa malmessa ad un vestito che doveva essere un’opera d’arte sartoriale e che per il momento s’è rivelato un capo dozzinale che, indossato, ha prodotto troppe grinze. Ma il tempo, lo spera Domenicali e ce lo auguriamo noi osservatori, dovrebbe effettivamente aiutare a ricalibrare le cose evitando il ripresentarsi noiosissimi domini come quello osservato dal Belgio in poi. Altro che duelli e sorpassi mozzafiato…


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1
, Mercedes AMGOracle Red Bull Racing, Scuderia Ferrari

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Diego Catalano