L’impatto del peso sulle prestazioni delle wing car 2023

La scorsa stagione di F1 è risultata atipica in merito ai programmi di sviluppo delle monoposto. Nel recente passato, gli update aerodinamici erano in molte circostanze visibili ad occhio nudo e avevano come obiettivo l’improvement prestazionali delle monoposto.

Nel 2022, in fase di design e sviluppo delle rispettive auto, gli ingegneri hanno dovuto affrontare nuove sfide. La prima, conosciuta a priori, è stato il contenimento del peso. Elemento imposto dalla Federazione Internazionale, fissato a 798 chilogrammi, è stato per tutte le squadre una sorta di chimera.

L’ingente massa dei dispositivi di sicurezza e quello delle power unit ha diminuito sensibilmente il margine di azione dei tecnici, nella disperata ricerca di risparmiare qualche grammo. Esasperazione che ha portato diverse scuderie a rimuovere la vernice della propria livrea in ampie zone delle vetture.

Una delle direttrici dello sviluppo 2022 è stato il weight saving, necessario per liberare il potenziale delle monoposto sensibilmente penalizzato da un evidente sovrappeso. Sostanzialmente, tutte le componenti delle vetture sono state oggetto di un’analisi mirata, verso l’ottimizzazione del peso attraverso un diverso intreccio dei diversi strati di fibra di carbonio.

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Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing) a bordo della sua RB18 durante il Gran Premio del Messico edizione 2022

Posizionando le fibre con un orientamento diverso, gli ingegneri hanno ottenuto gli stessi valori di rigidità e resistenza in diverse aree delle monoposto, ottenendo un costo in termini di peso sensibilmente più contenuto. La seconda direttrice nello sviluppo è stata il contenimento del porpoising.

Mitigare l’oscillazione verticale è stato il target dei primi update della quasi totalità dei team. In tal senso è emblematico che i primi pacchetti evolutivi siano stati deliberati dopo molti round del mondiale 2022. Basti pensare a Mercedes, scuderia che ha fatto debuttare il primo vero aggiornamento sulla W13 “B” nel Gran Premio di Austin, ovvero nelle battute finale del mondiale.


F1: analisi sull’impatto del peso delle vetture “extra large”

Matt Harman, direttore tecnico Alpine, in una recente intervista ha ammesso la natura “ridicola” dell’aumento di peso apprezzato negli ultimi decenni. Dai soli 605 chilogrammi delle monoposto del 2005, infatti, si è arrivati ai quasi 800. Un aumento di poco inferiore ai 200 chili in appena 20 anni.

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Matt Harman, direttore tecnico del team Alpine F1

In merito al processo di “weight saving” effettuato dalla squadra transalpina nel 2022, Harman ha fornito alcune informazioni interessanti: “Abbiamo tolto quasi la metà del nostro “sovrappeso” dalla macchina nelle prime tre, quattro o cinque gare . Poi ci siamo fermati. Successivamente abbiamo impiegato il budget rimanente sulla performance, con update a fondo e telaio. Questo perché alla fine abbiamo stimato in 32 millisecondi il vantaggio fornito da ogni chilo risparmiato. Siamo giunti a un punto in cui in togliere un chilo dalla macchina era più costoso di un aggiornamento aerodinamico”.

La quantificazione del rapporto tempo/peso delle nuove wing car, ci consente di apprezzare l’handicap della Red Bull in avvio della scorsa stagione e, al medesimo tempo , di capire la bontà del progetto RB18 nonostante il quantitativo di chili nettamente superiore alla diretta concorrenza. Sovrappeso che non dovrebbe essere più un problema per le monoposto 2023, nonostante il regolamento tecnico abbia portato il limite del peso minimo a 796 Kg.

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Gap cronometrico determinato dal peso eccedente al limite regolamentare

Anche Alpine potrà tornare ad utilizzare la zavorra sulla A53: “Abbiamo tolto una notevole quantità di peso dall’auto del prossimo anno. Sono abbastanza sicuro che il prossimo campionato non ci sarà un’auto in griglia che sia così sopra il limite di peso. Spero che la nostra macchina sarà abbastanza sotto in modo da poter effettivamente spostare un po’ di zavorra”.

Come anticipato da Harman, il peso resterà una delle chiavi tecniche primarie anche per i progetti tecnici 2023. I team che avranno ottimizzato la massa della propria monoposto in modo estremo, ricaveranno enormi benefici derivanti dalla maggiore disponibilità di zavorra a tutto vantaggio di una migliore distribuzione dei pesi. Ancora qualche settimana e la pista emetterà i primi verdetti in tal senso.


Autore e infografica: Roberto Cecere – @robertofunoat

Immagini: Alpine F1 team

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