sabato, Luglio 20, 2024

Gp Australia 2023/Analisi on board: Verstappen vince, la direzione gara perde

Testacoda in casa Red Bull. Da un lato Max Verstappen che si accomoda nella prima piazzola, dall’altro Sergio Perez che, dopo un sabato disastroso, scatterà dalla pit lane per un Gran Premio d’Australia che si annuncia all’attacco. Da sottolineare che il messicano monta pacco batteria e centralina nuove.

Anche l’olandese vorrà mettere le cose in chiaro da subito perché, nelle sei edizioni precedenti a cui ha preso parte, non ha mai agguantato la vittoria. Il suo massimo risultato è stato un terzo posto. Max vuole sfatare un tabù e ribadire la leadership in campionato.

Prima di calarci nell’abitacolo della vettura n°1 (con qualche puntata alla gemella n°11 di Perez) osserviamo le condizioni in cui si è disputata la gara. Le temperature rispetto al sabato sono cresciute in maniera drastica, cosa che dovrebbe aiutare ad evitare il graining che si era manifestato durante le Fp3. Ecco la situazione al momento del via:

Temperatura pista: 35°C.
Temperatura aria: 18°C.
Vento: 1 km/h da est.

Gp Australia 2023/Analisi on board gara Red Bull: scelta gomme e partenza

Primo elemento da evidenziare è quello della scelta delle gomme su una pista non particolarmente esigente con i compound. Se non interverranno fattori devianti, come safety car e VSC, la tattica più idonea dovrebbe essere quella ad uno stop. Ecco le possibili strategie:

Red Bull
Possibili strategie Gp Australia 2023

Max Verstappen e i suoi ingegneri, come da programma, puntano su gomme medie per il primo stint di gara. Particolare cura nel giro di formazione al riscaldamento delle coperture. Prima di approcciarsi alla piazzola d’avanguardia, l’olandese si produce in ben quattro burnout.

Partenza pessima per Max. La vettura pattina e George Russell ne approfitta entrando all’interno di curva 1. L’olandese accusa il colpo e, nell’approccio di Curva 3 si fa sorprendere da Hamilton che entra come un falco e, in maniera dura ma corretta, forza verso l’esterno la Red Bull n°1 prendendosi la posizione di prepotenza. “Mi ha spinto fuori dalla pista“,si apre in radio Max prima che gli venga comunicato l’ingresso della Safety Car per l’uscita di Charles Leclerc. Verstappen continua a chiedere un’investigazione che non può esistere. Lambiase lo gela dicendo che non c’è nulla.

La gara riprende al quarto passaggio con l’olandese che deve rimontare sulle due Mercedes. Al passaggio 6 Lambiase comunica che si può adoperare il DRS. Per ora è sotto il secondo da Hamilton ma anche Lewis apre l’ala perché segue da presso Russell.

Al settimo giro fa di nuovo capolino la Safety Car. Russell entra ai box, Hamilton e Verstappen non reagiscono. Poco dopo viene deliberata bandiera rossa per risistemare la pista dopo il botto di Alex Albon. Ecco la situazione dopo lo stop imposto dalla direzione gara:


Gp Australia 2023/Analisi on board gara Red Bull: la ripartenza dopo la bandiera rossa

La red flag permetterà a Verstappen di cambiare gomma e di guadagnare una posizione grazie all’anticipato pit stop di George Russell. Sarà standing start e servirà un nuovo giro di schieramento. Max opta per un treno di Pirelli hard così come Hamilton davanti e Alonso alle sue spalle. Lambiase chiede un extra burnout per un totale di cinque. Mossa necessaria per tenere nella corretta finestra questo compound.

La gara di 48 giri riparte senza sussulti speciali. Lo spunto di Hamilton è più efficace e la chiusura è comoda. Max si guarda con altrettanta facilità dal ritorno di Alonso. Le posizioni restano consolidate: l’olandese deve passare in pista la W14.

Red Bull
Scatto della ripartenza del Gp d’Australia 2023.

Al passaggio 12 si apre il DRS e il “sorpasso autostradale” su Hamilton si consuma tra curva 8 e 9. Subito dopo Lambiase dice di gestire perché la gara è lunga. “Engine mode 6” suggerita.

Al passaggio 18 viene deliberata VSC: la power unit di George Russell va a fuoco. L’inglese è costretto a parcheggiare in fondo al rettilineo di partenza, all’uscita dai box Nessuna reazione dalla Red Bull che non richiama Max ai box. Al giro successivo, il 19°, la VSC termina. Il gap su Hamilton è di 2.7 secondi. Lambiase ribadisce “Strat 6”.

Alla tornata n°23, mentre là davanti ci sono ben pochi sussulti, Sergio Perez è entrato in zona punti. Il messicano ha dovuto ricostruire la sua rimonta dopo che la bandiera rossa lo ha particolarmente penalizzato.

In questa fase di gara, quando ci avviamo verso la metà del GP, si manifesta tutta la superiorità della RB19 che, pur essendo in modalità controllo, dà mezzo secondo a Hamilton nel solo T1. Al giro 28, quando ne mancano 30, Lambiase parla di gestione delle gomme per arrivare in fondo.

Piccolo inconveniente per Max che investe un uccello che impatta sull’ala anteriore. Subito dopo il pilota chiede di verificare se risultano abbassamenti nei punti di carico. La risposta è il canonico “copy“. Ma è la pista a dire che va tutto bene perché l’olandese marca un giro veloce in 1.21.772 che al momento è il giro veloce del GP. Tempo poi battuto da Perez (1.21.456). Il messicano è nel frattempo nono e vede Norris davanti a sè.

A 20 passaggi dal termine Lambiase dà il distacco su Alonso. Forse si inizia a pensare ad una strategia diversa che contempla una sosta per capire dove si potrebbe uscire. Subito dopo Hamilton marca il giro veloce per poi avvisare: “Similar pace behind”. Max non ci sta è abbassa ulteriormente il crono: 1.21.319. Lewis replica ancora: 1.21.315. 1.21.078 per Verstappen che vuole il punticino suppletivo. 1.20.986 al passaggio 42 per Max: primo a scendere sotto il 21.

Subito dopo è Perez a “scippare” la tornata rapida (1.20.979) e contestualmente supera Norris per la settima piazza. Dopo arriva un 1.20.697. Giro 44: osservando i tempi è un proliferare di intermedi veloci. Le Pirelli Hard non accusano stress.

Red Bull

Errore di Max alla fine del giro 47. L’olandese, nel tentativo di riprendersi il giro veloce siglato da Alonso, va lungo in Curva 13. Piccola escursione sull’erba. Verstappen si apre in radio e dice che le anteriori continuano a bloccarsi. Qualche onda in rettilineo per pulire le gomme e l’attività riprende normalmente. Infatti, nel passaggio successivo, arriva un tempo mostruoso: 1.20.342 che sarà il fastest lap del Gran Premio d’Australia.

Colpo di scena: safety car quando mancano tre giri per l’uscita di pista di Kevin Magnussen. La gomma della Haas resta in pista e c’è necessità di sistemare lo stato del tracciato. I primi non si fermano, i gap sono troppo ristretti per non essere penalizzanti. Subito dopo è deliberata bandiera rossa. La direzione, evidentemente, vuole creare un po’ di spettacolo per le fasi conclusive.


Gp Australia 2023/Analisi on board gara Red Bull: la ripartenza dopo la seconda bandiera rossa

Saranno due i passaggi da completare. Una scelta sinceramente difficile da comprendere e che sa di volontà di creare spettacolo a tavolino. La direzione gara parla di detriti in pista, ma poteva evidentemente bastare una safety car per arrivare in fondo. Prima del restart Lambiase dà le indicazioni sulle modalità motore e sul warm-up degli pneumatici: Strat 6 per l’endotermico e Plus 1 sulla parte ibrida. Sarà partenza da fermo (Lambiase, cadendo dal pero, dice “inaspettata”) e serviranno cinque burnout per tenere le gomme nella corretta finestra operativa. Gomma soft usata per l’olandese.

Max, come successo nelle altre partenze, non ha uno scatto pulitissimo, ma riesce a tenere testa a Hamilton. Dietro accade di tutto: Sainz tocca Alonso che va a muro, Stroll va lungo e perde la posizione con Carlos che ne approfitta. Dietro c’è ulteriore caos con Gasly che chiude a muro Ocon determinando il doppio ritiro delle Alpine. Risultato dell’ennesimo bizantinismo della direzione? Ulteriore red flag.

La decisione è partire dietro safety car per fare un solo giro. La classifica finale verrà definita al giro che precede l’ultimo start. Si tratta di una sorta di parata che alimenta la confusione e mette a nudo le responsabilità di una direzione gara smarritasi nei suoi stessi errori.

Il Gran Premio d’Australia, quindi, si chiude con la seconda vittoria stagionale per Max Verstappen che allunga in classifica e inizia a dare corpo ad una mini-fuga iridata che al momento non vede troppi rivali all’orizzonte. Ecco l’ordine d’arrivo:


L’olandese, dopo le operazioni di gara, si è così espresso: “Ho avuto una partenza pessima. Al primo giro sono stato cauto perché avevo tanto da perdere e molto più di quanto avessi da guadagnare. Dopodiché credo che il passo fosse veloce e si è visto fin da subito. Eravamo lì semplicemente ad aspettare che si potesse usare il DRS per avere l’opportunità di passare“.

Sulle bandiere rosse: “Forse la prima ci poteva stare, ma la seconda proprio l’ho capita, è stato un casino. Ma siamo riusciti a sopravvivere a tutto. Avevamo ancora oggi un bel passo e abbiamo vinto il che ovviamente la cosa più importante“.

Lotta con Hamilton al primo giro: “Una battaglia dura ma corretta. Da parte mia ho cercato di evitare il contatto. E’ piuttosto chiaro cosa dicano le regole, su quello che è concesso e quello che non è concesso all’esterno. Però è chiaro che non sempre viene seguito, ma va bene così. Avevamo un buon passo per cui abbiamo superato ugualmente però è un qualcosa che dovremmo tenere conto per le prossime gare“.

Sull’escursione potenzialmente pericolosa: “Verso la fine della gara ho deciso di fare un giretto sull’erba, ho fatto un favore alla città, ho tagliato un po l’erba, così non dovranno più farlo in quella in quel settore. Ho temuto un piccolo spiattellamento da gomma. Avevamo un bel margine e alla fine ho dovuto aspettare un po’ per fare quell’ultimo giro veloce. Finalmente ho ottenuto la mia prima vittoria qui e mancava da un po’ di tempo anche per il team. Sono molto contento“. 


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1TV
, Oracle Red Bull Racing

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